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Blade Runner 2099 svela le prime immagini: cosa resta dell'umanità quando i replicanti hanno vinto?

Prime Video mostra le prime immagini ufficiali di Blade Runner 2099: la nuova serie ambientata cinquant'anni dopo il film del 2049 ribalta gli equilibri tra umani e replicanti.

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Dopo cinque anni di sviluppo meticoloso, Blade Runner 2099 si mostra finalmente al pubblico. Entertainment Weekly ha diffuso le prime immagini ufficiali della serie Prime Video, offrendo uno sguardo su un futuro distopico dove le carte in tavola sono state completamente rimescolate. Non si tratta più della Los Angeles piovosa e affollata di replicanti del 2019 o della San Diego post-apocalittica del 2049: siamo cinquant'anni oltre, in un mondo dove la guerra tra umani e replicanti si è consumata, e gli esseri di carne e ossa hanno perso.

La showrunner Silka Luisa non usa giri di parole per descrivere lo scenario: "Tra il 2049 e il 2099 è successo. La guerra è avvenuta e gli umani hanno perso. I nostri peggiori incubi immaginati". La serie esplora quindi una società radicalmente ribaltata, dove gli esseri umani sono degradati a cittadini di seconda classe, mentre i replicanti hanno conquistato il controllo. È un'inversione totale del paradigma originale che Philip K. Dick aveva immaginato nel suo romanzo del 1968 "Do Androids Dream of Electric Sheep", e che Ridley Scott aveva tradotto nel capolavoro cinematografico del 1982.

Al centro della narrazione troviamo due figure femminili che incarnano perfettamente questa nuova complessità morale. Michelle Yeoh interpreta Olwen, una Blade Runner replicante che sta vivendo gli ultimi giorni della sua esistenza programmata. Il suo compito è dare la caccia a un gruppo di replicanti ribelli scomparsi, una missione che riecheggia le cacce del passato ma con una prospettiva completamente rovesciata: ora è un androide a perseguitare i suoi simili.

Accanto a lei c'è Cora, interpretata da Hunter Schafer, un personaggio che aggiunge un ulteriore strato di ambiguità a questo universo già labirintico. Cora è umana, una fuggitiva che ha passato la vita a scappare dai Blade Runner e che ora, per sopravvivere, finge di essere proprio ciò che ha sempre temuto: una cacciatrice di replicanti. È il perfetto simbolo di un'umanità costretta a nascondersi, a mimetizzarsi, a rinunciare alla propria identità per non soccombere.

La cura maniacale con cui il progetto è stato sviluppato emerge dalle parole di Luisa, che sottolinea come la benedizione e l'insight di Ridley Scott siano stati fondamentali: "Sia visivamente che in termini di storia, ci sono punti mitologici canonici nel suo film che stiamo toccando, ed era davvero importante ottenere la sua benedizione e avere la sua visione sulle sue intenzioni originali". Scott, che ha diretto il primo Blade Runner e prodotto il sequel del 2017 diretto da Denis Villeneuve, rimane una figura tutelare per questo universo narrativo che continua a espandersi attraverso anime, fumetti, videogiochi e ora questa miniserie.

Luisa riconosce apertamente il peso di questa eredità:

"C'è così tanta eredità con Blade Runner. Ogni persona che ha toccato lo show in qualsiasi modo è un enorme fan. Tutti erano molto consapevoli del peso di quello che stavamo facendo, e lo abbiamo fatto con grande cura. Ecco perché ci è voluto così tanto tempo, perché volevamo assicurarci di farlo bene". - Silka Luisa

Blade Runner 2049, fonte: Sony Pictures

Cinque anni di gestazione non sono pochi per una serie televisiva, ma dimostrano un approccio rispettoso verso un franchise che ha influenzato generazioni di cineasti, scrittori e artisti visuali. D'altronde il franchise di Blade Runner è molto più di una semplice saga di fantascienza: è una pietra miliare del genere cyberpunk, un'esplorazione filosofica sull'identità, la memoria, la mortalità e ciò che significa essere umani. Ogni nuova iterazione deve confrontarsi con interrogativi esistenziali profondi, e Blade Runner 2099 sembra voler spingere questi quesiti ancora più in là, chiedendosi cosa accade quando la nostra stessa esistenza diventa irrilevante o non necessaria.

Le immagini diffuse mostrano ambienti cupi e ipertecnologici, che mantengono l'estetica neo-noir del franchise pur proiettandola in una dimensione ancora più estrema. La direzione visiva è affidata a Jonathan van Tulleken, mentre il cast si arricchisce di nomi come Dimitri Abold e Lewis Gribben in ruoli ancora non completamente svelati.

Al momento della scrittura di questo articolo, Prime Video non ha ancora annunciato una data di uscita ufficiale per Blade Runner 2099. Dopo anni di silenzio, queste prime immagini confermano che il progetto si pone come un tentativo ambizioso di portare il franchise verso territori narrativi inesplorati, dove le certezze si dissolvono e le linee tra cacciatore e preda, umano e artificiale, vittima e carnefice diventano sempre più sfumate.

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