Bridget Jones, i film hanno cambiato molto più di quanto sembri rispetto ai libri: c'entra anche Mark Darcy
Dai rapporti sentimentali al destino dei protagonisti, ecco le differenze più importanti tra i film di Bridget Jones e i romanzi di Helen Fielding.
Bridget Jones è diventata uno dei personaggi più amati della commedia romantica grazie a Renée Zellweger, ma chi ha conosciuto la protagonista soltanto attraverso il cinema potrebbe non sapere che la sua storia originale è piuttosto diversa. I film ispirati ai romanzi di Helen Fielding hanno infatti modificato diversi elementi, dai rapporti sentimentali alle vicende familiari, arrivando persino a reinventare alcuni personaggi e a eliminare intere sottotrame. E in certi casi, le differenze sono molto più importanti di quanto si possa immaginare.
Una delle differenze più interessanti riguarda proprio il carattere della protagonista. Nei libri, Bridget non è soltanto una donna goffa e insicura, ma dimostra spesso una maggiore consapevolezza di ciò che accade intorno a lei. Il cinema, invece, accentua soprattutto le sue figuracce e i momenti di imbarazzo, trasformandoli in alcune delle sequenze più riconoscibili dell'intera saga. Il risultato è un personaggio che mantiene la propria ironia, ma che in diverse occasioni appare meno sicuro delle proprie capacità rispetto alla versione letteraria.
Anche la madre di Bridget, Pam, ha una storia più articolata nei romanzi. Nel primo libro viene coinvolta in una vicenda legata a una truffa immobiliare, una sottotrama che contribuisce a rendere ancora più complicati i rapporti familiari. Il film sceglie invece di concentrarsi maggiormente sulla sua crisi matrimoniale e sulla relazione con Julio, semplificando alcuni passaggi per lasciare più spazio alle disavventure sentimentali della figlia. Ma è soprattutto con Che pasticcio, Bridget Jones!, il secondo film del 2004, che le differenze diventano particolarmente evidenti.
Non si tratta quindi di una semplice variazione narrativa, ma di una scelta che modifica il modo in cui viene rappresentata la relazione tra i due protagonisti. Un altro cambiamento riguarda Daniel Cleaver, interpretato da Hugh Grant. Il personaggio ha un ruolo molto più contenuto nel secondo romanzo, mentre il film decide di riportarlo al centro della storia, trasformandolo nuovamente in un elemento di disturbo nella vita sentimentale di Bridget. Anche il viaggio in Thailandia viene rielaborato, così come le circostanze che portano la protagonista a finire in una prigione del Paese asiatico.
Nel film, inoltre, la vicenda è collegata al lavoro televisivo di Bridget, mentre nel libro il viaggio nasce come una vacanza con l'amica Shazzer. Tra le sequenze più celebri della saga ci sono poi gli scontri tra Mark Darcy e Daniel Cleaver, che al cinema assumono un tono decisamente più spettacolare. Nei romanzi, invece, la rivalità tra i due uomini non sfocia nelle stesse elaborate risse mostrate sul grande schermo. Anche questa è una delle modifiche pensate per sfruttare maggiormente la comicità fisica e il contrasto tra i personaggi interpretati da Colin Firth e Hugh Grant. La situazione diventa ancora più particolare con Bridget Jones's Baby, uscito nel 2016.
Nel film, invece, torna a lavorare nel mondo della televisione. Cambia anche il modo in cui conosce Roxster, il giovane interpretato da Leo Woodall: sulla pagina il loro rapporto nasce attraverso Twitter, mentre nella versione cinematografica il primo incontro avviene quando lui aiuta Bridget e i suoi figli, prima che i due si ritrovino su un'app di incontri. Non mancano differenze anche nel percorso di Daniel Cleaver, visto che nel quarto film, il personaggio ha un figlio adolescente, Enzo, e affronta un problema di salute che lo spinge a riconsiderare il rapporto con lui. Nel romanzo, invece, Daniel non ha figli e la sua crisi personale è legata soprattutto alla dipendenza dall'alcol.
Il risultato è una trasformazione importante, che permette al cinema di esplorare un lato più maturo dell'ex seduttore. Anche Billy, il figlio di Bridget e Mark, riceve nel film una storia più sviluppata sul piano emotivo, soprattutto nel modo in cui affronta la perdita del padre. Si tratta di una scelta che accentua la componente familiare e sentimentale dell'ultimo capitolo, mentre il romanzo dedica maggiore attenzione ai pensieri della protagonista, alle sue amicizie e alle difficoltà di ricominciare a frequentare qualcuno. Eppure, nonostante tutte queste modifiche, i film non hanno mai perso completamente il legame con l'opera di Helen Fielding.