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Brutte notizie per i fan di Pluribus: Rhea Seehorn dà deludenti aggiornamenti

Pluribus 2 si trasforma in un miraggio? Rhea Seehorn dà ai fan una pessima notizia

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Ormai si sa, i network sfornano prodotti con la catena di montaggio e la voracità di un fast food, ma Vince Gilligan, in tutto questo, si è rivelato un alieno. Il suo debutto nel territorio della fantascienza con Pluribus su Apple TV ha dimostrato che c’è ancora spazio per una narrazione densa, ipnotica, capace di trasformare una minaccia extraterrestre (la mente collettiva che soggioga il pianeta) in un tesissimo dramma psicologico.

Il verdetto del pubblico e della critica è stato unanime, sono piovute lodi per la performance di Rhea Seehorn nei panni dell'eroina Carol. Peccato che l'ultimo aggiornamento offerto dall'attrice sia una doccia gelata per chi sperava in un ritorno imminente della stagione 2.

Ospite del podcast Inside of You condotto da Michael Rosenbaum, la Seehorn ha ammesso con candore di non avere la minima idea di quando si aprirà ufficialmente il set per la seconda stagione. "Non lo sappiamo", ha liquidato la questione. Dopotutto, la macchina produttiva della serie viaggia a una velocità tutta sua, incurante dei ritmi isterici del fandom globale.

Dietro le quinte dello show, la pressione è palpabile. Gilligan si sta impegnando al massimo, conscio che replicare il miracolo strutturale del primo capitolo richiede una riscrittura totale delle proprie certezze.

Ripartire da zero

Il ritardo è la diretta la conseguenza diretta del modus operandi del creatore della serie. Seehorn ha rivelato che la stanza degli sceneggiatori si è riunita satura di spunti e soluzioni narrative per il futuro di Carol, salvo poi accorgersi che l'unico modo per rendere la storia davvero gratificante era smantellare quelle stesse idee una a una, tornando idealmente al punto di partenza.

Rhea Seahorn nel ruolo di Carol in Pluribus (Sony Pictures Television, High Bridge Entertainment e Bristol Circle Entertainment). Distribuzione: Apple TV+

E qui lo zampino di Gilligan è chiaro, per lui è necessario testare il terreno fino allo sfinimento, mettendo da parte la soluzione più comoda o scontata. E finora non ha mai sbagliato.

Questo rigore intellettuale ha però un prezzo, e a pagarlo è il calendario. Se analizziamo la complessa gestazione della prima stagione (undici mesi di riprese e quasi dieci di post-produzione per dare vita e credibilità digitale all'invasione) appare matematicamente utopistico ipotizzare un ritorno di Pluribus prima del 2028 o addirittura del 2029.

Sono ormai andati i tempi in cui l'appuntamento annuale con la propria serie preferita era cosa ovvia e scontata; oggi i budget cinematografici e la complessità degli effetti speciali impongono pause bibliche. Il rischio, ampiamente dibattuto nelle piazze virtuali dei social, è l'effetto amnesia: lo spettatore medio, bombardato da decine di nuove uscite settimanali, rischia di smarrire il filo emotivo della narrazione ed è facile, poi, dimenticarsi i dettagli che avevano reso memorabile il primo capitolo.

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