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Cannes 2026, Demi Moore non ci sta: "Se ci censuriamo, è la fine". Ecco cos'ha detto in conferenza stampa

Demi Moore a Cannes 2026 difende la libertà di espressione artistica dopo le parole di Almodóvar sulla democrazia USA.

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La conferenza stampa della giuria del Festival di Cannes 2026 ha riservato dei momenti destinati a far discutere. Tra le personalità più attese e più ammirate, Demi Moore, membro della giuria presieduta dal regista Park Chan-wook, ha preso posizione in difesa della libertà di espressione degli artisti, rispondendo alle crescenti preoccupazioni sulla censura politica nel cinema.

In particolare a Moore è stato chiesto se avesse timori che le dichiarazioni politiche potessero danneggiare i film in competizione al festival. La sua risposta è stata sincera e senza troppi giri di parole:

"Spero di no. Penso che parte dell'arte riguardi l'espressione, quindi se iniziamo a censurarci allora credo che spegniamo il nucleo stesso della nostra creatività, che è il luogo in cui possiamo scoprire verità e risposte". Demi Moore

Demi Moore a Cannes 2026 nel ruolo di giurata - YouTube Festival de Cannes

Le parole dell'attrice arrivano sulla scia delle recenti dichiarazioni di Pedro Almodóvar, presidente della giuria nel 2017, e in competizione quest'anno con Bitter Christmas, che questa settimana ha rilasciato un'intervista al Los Angeles Times in cui ha affermato che, al momento, gli Stati Uniti non sono una democrazia. Parole durissime, quelle del cineasta spagnolo, sul rapporto sempre difficile tra arte, società, politica e libertà di espressione.

Il tema dell'autocensura ha trovato una sponda anche nelle parole del direttore artistico del festival, Thierry Frémaux, che nella conferenza stampa di apertura di lunedì 11 maggio ha voluto in particolare difendere Wim Wenders dalle polemiche scoppiate alla Berlinale 2026. Il regista tedesco aveva sostenuto che i cineasti dovrebbero fare "il lavoro delle persone, non quello dei politici", parole lette da molti come un invito al silenzio sulla delicata questione di Gaza. Frémaux ha scelto di dare a quella posizione una lettura diversa: "Voleva dire che la politica dovrebbe essere solo sullo schermo".

Demi Moore a Cannes 2026 durante il photocall - YouTube Festival de Cannes

Quanto all'esperienza da giurata, Moore ha detto di essere ancora incredula per il fatto di essere stata scelta. L'attrice era già stata sulla Croisette nel 2024 con The Substance di Coralie Fargeat, film che le è valso il plauso della critica e ha rappresentato una rinascita per la sua carriera:

"Il mio primo pensiero è stato 'Io?' Ho avuto un’esperienza così bella qui qualche anno fa, e prima di tutto, essere circondata dal cinema e dall’amore per il cinema, e la gioia di immergersi ed essere circondata da coloro che condividono questo, sembrava semplicemente una gioia. Sono onorata e super entusiasta. Mi sento come una bambina che gioca a fare la grande". Demi Moore

Quest'anno la giuria di Cannes 2026, oltre a Demi Moore e al presidente Park Chan-wook, è composta da Isaach de Bankolé, Laura Wandel, Stellan Skarsgård, Chloé Zhao, Ruth Negga, Diego Céspedes e Paul Laverty.

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