Cartoomics: Medda e Benevento parlano di Lukas
Michele Medda e Michele Benevento ci hanno parlato di Lukas, la loro ultima creazione
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.
L'incontro si è svolto sotto la moderazione di un terzo fuoriclasse del fumetto italiano, nella persona di Diego Cajelli, che ha introdotto la serie come il vero ritorno dell'horror nelle collane bonelliane, definendo Lukas una favola oscura dalle tematiche dark, con un protagonista alla ricerca di se stesso, impegnato a ricostruire il proprio passato. Interessante che il punto di vista del protagonista e quello dello spettatore tendano a coincidere eppure a distanziarsi: Lukas ricostruisce la propria identità perduta, è ignaro del proprio passato proprio come il lettore. Ma è lontano dal lettore perché è un essere mostruoso, un ridestato, un ex-umano che vive in un contesto sovrannaturale.
Un'avventura classica richiede una nemesi classica: Vilda, l'elefantiaca donna in cerca di Lukas per regolare conti che appartengono al suo misterioso passato, è proprio questo. Ma a Medda non interessano i personaggi monodimensionali come non gli appartengono i cattivi troppo polarizzati, impareremo a conoscere anche le debolezze e fragilità di questa villain e dei suoi scagnozzi, il braccio violento della sua vendetta.
Interessanti anche le notazioni di Michele Benevento per quanto riguarda il lavoro sulla parte visiva del fumetto: il team di disegnatori è composto di ben sette artisti, selezionati per capacità di adattarsi allo stile richiesto dalla serie e coordinati dallo stesso Benevento. Il quale ha parlato del processo creativo dei tantissimi mostri che faranno parte dell'universo di Lukas. Partire dallo studio minuzioso dell'elemento realistico, dall'osservazione del lupo nei minimi particolari (ad esempio), per distanziarsene e creare un licantropo che non abbia precedenti. Soprattutto, lo sforzo è stato quello di non fare riferimento a nessuna scena di film, nessun particolare, nessun'immagine troppo riconoscibile nella storia del cinema o della letteratura horror. Paradossalmente, il lavoro di documentazione maniacale è stato compiuto per segnare la distanza, per essere sicuri di non ripetere, non citare nulla e nessuno. Anche la città in cui Lukas si muove ha una fisionomia inedita. Ispirata, per stile di architetture, alle metropoli mitteleuropee, non certo a quelle statunitensi, non ha però nessun rapporto con la realtà. Così come l'epoca in cui il fumetto è ambientato è certamente contemporanea alla nostra, ma appartiene a un mondo separato, totalmente altro.