Caso Backrooms: come i registi di YouTube stanno conquistando Hollywood
Kane Parsons, 17enne scoperto su YouTube, dirige Backrooms per A24. La rivoluzione dei creator digitali che stanno trasformando l'horror hollywoodiano.
di Alba Rossi
Seguici su
Condividi
A24 è sinonimo di cinema d'autore che sa osare, e quando si tratta di horror, lo studio ha costruito una reputazione quasi leggendaria. Da "Hereditary" a "Midsommar", passando per "The Witch", la compagnia ha dimostrato più volte di saper individuare visionari capaci di ridefinire i confini del genere. Ma nemmeno i più attenti osservatori dell'industria cinematografica avrebbero potuto prevedere una mossa così audace: affidare la regia di un film a un diciassettenne scoperto su YouTube.
Il fenomeno dei Backrooms nasce nel 2019 su 4chan, sotto forma di creepypasta: un post anonimo che descriveva un luogo terrificante, un labirinto infinito di stanze vuote, corridoi fluorescenti e moquette umida che esisterebbe al di fuori della nostra dimensione. Si entrerebbe nei Backrooms "uscendo dalla realtà" nei posti sbagliati, finendo intrappolati in questo limbo fatto di monotonia opprimente e silenzio assordante. Nel corso degli anni, la mitologia si è espansa: livelli diversi dell'inferno burocratico, entità mostruose che vagano negli spazi, regole non scritte per sopravvivere.
Da quel primo cortometraggio è nata un'intera serie di video collegati, ognuno capace di espandere la mitologia mantenendo intatta la tensione. E A24, sempre con il radar puntato verso le voci fresche, non ha perso tempo. Quando Parsons ha firmato per dirigere la versione cinematografica di "Backrooms", aveva appena 17 anni. Oggi, a 20, si ritrova a lavorare con attori del calibro di Chiwetel Ejiofor, candidato all'Oscar per "12 anni schiavo", e Renate Reinsve, una delle rivelazioni europee degli ultimi anni dopo "La persona peggiore del mondo". È il regista più giovane nella storia di A24, un dettaglio che la dice lunga sul talento riconosciuto e sulla fiducia riposta in lui.
Ma Kane Parsons non è un caso isolato. YouTube è diventato il nuovo terreno di caccia per gli studios in cerca di talenti horror, e i risultati stanno dando ragione a questa strategia. Prima di lui, Fede Álvarez aveva fatto lo stesso percorso: da un cortometraggio virale su YouTube a "Evil Dead" del 2013, fino ad arrivare a dirigere "Alien: Romulus", il capitolo più recente della saga fantascientifica più importante della storia del cinema. I fratelli Philippou, Danny e Michael, hanno conquistato critica e pubblico con "Talk to Me" nel 2023 dopo anni passati a perfezionare il loro mestiere su YouTube come RackaRacka, per poi tornare quest'anno con "Bring Her Back", continuando a esplorare il lutto attraverso l'obiettivo del soprannaturale.
Cosa sta succedendo? Semplice: l'horror ha costi di produzione relativamente contenuti rispetto ad altri generi, e questo abbassa drasticamente le barriere d'ingresso. Non servono budget da blockbuster per raccontare una buona storia di paura. Servono una visione, un'idea originale, la capacità di costruire tensione. Tutte qualità che i creator digitali hanno imparato a padroneggiare in un ambiente spietato come YouTube, dove hai pochi secondi per catturare l'attenzione e devi mantenere il pubblico incollato fino alla fine.
Il risultato è che ci troviamo nel mezzo di una nuova età dell'oro dell'horror hollywoodiano, alimentata proprio da questi outsider che portano linguaggi freschi, sperimentazione visiva e una connessione diretta con il pubblico giovane. Ogni anno, alcuni dei migliori film horror sono visioni originali (spesso storie completamente inedite) firmate da registi al primo lungometraggio. Gli spettatori in cerca di brividi nuovi e concetti mai visti non vengono mai delusi, ed è per questo che film come "Undertone" e "Backrooms" generano un'attesa così febbrile ancora prima dell'uscita.
Il salto dalla camera da letto al set con attori pluripremiati è enorme, certo. Passare dall'animazione 3D fatta in autonomia alla direzione di una troupe professionale richiede competenze diverse. Ma se c'è una cosa che A24 ha dimostrato negli anni è saper riconoscere il talento grezzo e dargli gli strumenti per esprimersi al meglio. Lo studio non impone formule preconfezionate: cerca visionari e li lascia creare.
"Backrooms" arriverà nelle sale il 29 maggio 2026, e sarà un test cruciale non solo per Kane Parsons, ma per tutto questo fenomeno. Se funzionerà, e tutti gli indicatori suggeriscono che potrebbe farlo, confermerà che il percorso da YouTube a Hollywood non è più un'eccezione, ma una strada legittima e forse inevitabile. I guardiani tradizionali del cinema possono storcere il naso quanto vogliono, ma i numeri e la qualità parlano chiaro: i registi horror del futuro potrebbero già essere su YouTube, a girare cortometraggi nella loro cameretta, in attesa che qualcuno con la visione giusta li noti.
Fonte /
ScreenRant.com