Cena con delitto – Knives Out, come finisce il film? Benoit Blanc ribalta ogni certezza con un colpo di scena
Come finisce Cena con delitto – Knives Out? Il mistero della morte di Harlan nasconde uno scambio decisivo che ribalta ogni sospetto.
Un omicidio apparentemente impossibile, una famiglia disposta a tutto pur di mettere le mani su un'enorme eredità e un detective capace di individuare la verità dove nessun altro riesce a vederla. Cena con delitto – Knives Out, il film diretto da Rian Johnson nel 2019, ha conquistato gli appassionati del genere grazie a un mistero costruito attorno alla morte dello scrittore Harlan Thrombey, ma è soprattutto il finale a riservare la sorpresa più importante, perché quello che sembrava un tragico errore si rivela parte di un piano molto più elaborato.
I sospetti si concentrano rapidamente sui membri della famiglia, tutti interessati al patrimonio dello scrittore e protagonisti di rapporti tutt'altro che sereni con il patriarca, ma il film sembra svelare molto presto il vero motivo della morte di Harlan. Attraverso un flashback scopriamo infatti che Marta Cabrera, l'infermiera interpretata da Ana de Armas, crede di aver somministrato accidentalmente al suo paziente una dose eccessiva di morfina. Quando cerca l'antidoto nella propria borsa, si accorge che è scomparso. Convinto di avere ormai pochi minuti di vita, Harlan decide di proteggere Marta dalle conseguenze dell'accaduto. Le suggerisce come costruirsi un alibi e successivamente si toglie la vita.
Per gran parte del film, quindi, lo spettatore è portato a credere che Marta abbia provocato involontariamente la tragedia, pur non essendo direttamente responsabile del gesto compiuto dallo scrittore, ma la verità è molto diversa. Il primo elemento decisivo arriva dal testamento di Harlan, che lascia l'intero patrimonio proprio a Marta, escludendo i familiari. Una scelta che scatena la rabbia dei Thrombey, convinti di avere diritto alla fortuna accumulata dall'uomo. Tra i più contrariati c'è Hugh Ransom Drysdale, interpretato da Chris Evans, nipote dello scrittore e protagonista di un acceso litigio con il nonno durante la festa di compleanno.
Ransom aveva inoltre sottratto il naloxone, l'antidoto che avrebbe potuto contrastare un'eventuale overdose, ma il piano non aveva funzionato come previsto. Marta aveva somministrato ad Harlan il farmaco giusto, nonostante i flaconi fossero stati manomessi. Grazie alla propria esperienza professionale, l'infermiera aveva riconosciuto inconsapevolmente il medicinale corretto, senza affidarsi alle etichette. Soltanto dopo aver effettuato l'iniezione aveva controllato i flaconi, convincendosi di aver commesso un errore fatale.
In realtà, Harlan non era mai stato avvelenato e l'esame tossicologico lo dimostra chiaramente: nel suo organismo non era presente la quantità di morfina che Marta temeva di avergli somministrato. Lo scrittore si era quindi tolto la vita sulla base di una convinzione sbagliata, nel tentativo di proteggere una persona alla quale voleva bene. Ed è questo il dettaglio che cambia completamente il significato della storia, visto che Ransom aveva cercato di provocare la morte del nonno attraverso un errore apparentemente accidentale, ma il suo piano era stato vanificato proprio dalla competenza dell'infermiera che voleva incastrare.
Quando Marta trova Fran, sceglie di chiamare i soccorsi anziché abbandonarla, pur sapendo che la governante potrebbe possedere informazioni capaci di metterla nei guai. È proprio questa decisione a confermare uno degli aspetti fondamentali del personaggio di Marta: anche quando rischia di perdere tutto, la ragazza continua a mettere la vita degli altri davanti ai propri interessi. Nella sequenza conclusiva, Blanc riunisce gli elementi raccolti e mette Ransom di fronte alle proprie responsabilità. Il momento decisivo arriva quando Marta riceve una telefonata dall'ospedale e annuncia che Fran è sopravvissuta e Ransom, convinto che la governante possa testimoniare contro di lui, ammette di averle somministrato la morfina, ma subito dopo Marta vomita. Nel corso del film abbiamo scoperto che la ragazza soffre di una particolare reazione fisica quando mente.
Il suo gesto rivela quindi che Fran è in realtà morta e che Marta aveva mentito per ottenere una confessione. Ransom comprende di essersi tradito e, in un ultimo tentativo disperato, afferra un coltello per colpire l'infermiera. Anche in questo caso, però, il film riserva una sorpresa: l'arma appartiene alla collezione di Harlan ed è soltanto un oggetto di scena, incapace di ferire Marta. Il giovane viene quindi arrestato, mentre l'infermiera può finalmente liberarsi dai sospetti. L'ultima inquadratura di Cena con delitto – Knives Out è una delle più significative dell'intero film, con Marta che si trova sul balcone della villa, diventata ormai di sua proprietà grazie al testamento di Harlan.
La soluzione del caso, quindi, non dipende soltanto dall'intelligenza di Benoit Blanc, visto che a fare davvero la differenza è il comportamento di Marta, che continua ad agire secondo coscienza anche quando è convinta di aver commesso un errore irreparabile. Ed è proprio questo il grande paradosso del finale: Ransom perde tutto perché sottovaluta la persona che voleva incastrare, mentre Marta eredita la fortuna di Harlan senza aver mai cercato di impossessarsene. Una conclusione che trasforma un classico giallo in una storia sull'avidità, sui privilegi e sulla differenza tra ciò che i personaggi dichiarano di essere e quello che dimostrano attraverso le proprie azioni.