FILM

C'era una volta il West, dove è stato girato? Un viaggio tra America, Spagna e Italia. Il set di Sweetwater esiste ancora oggi

Arizona, Andalusia e Cinecittà: il West di Sergio Leone nasce dall'incontro di paesaggi reali e scenografie costruite, assemblati dal regista fino a creare un territorio cinematografico unico e leggendario.

Condividi

Quando si guarda C'era una volta il West, è difficile credere che quel paesaggio sterminato, polveroso e attraversato dalla ferrovia non appartenga a un unico luogo. Sergio Leone costruì infatti il suo West come un gigantesco mosaico geografico, mescolando Stati Uniti, Spagna e Italia. Ed è questo una delle carte sorprendenti dei sui film: luoghi lontanissimi tra loro finiscono per sembrare parti dello stesso territorio. Uscito nel 1968 e interpretato da Claudia Cardinale, Henry Fonda, Charles Bronson e Jason Robards, il film rappresenta uno dei vertici del western all'italiana. Leone non si limitò però a ricreare il West americano: lo trasformò in un paesaggio mitico, sospeso tra la storia della frontiera e la memoria cinematografica di Hollywood.

La parte più immediatamente riconoscibile del film appartiene alla Monument Valley, il celebre territorio desertico al confine tra Arizona e Utah. È una regione caratterizzata da enormi formazioni rocciose, mesas e butte che emergono dalla superficie arida dell'altopiano del Colorado. Per il cinema western, la sua importanza è enorme: prima di Leone era già stata consacrata soprattutto dai film di John Ford. Leone conosceva perfettamente quella geografia cinematografica. Durante i sopralluoghi americani visitò la Monument Valley insieme al direttore della fotografia Tonino Delli Colli, studiando le prospettive utilizzate da Ford e arrivando a individuare mentalmente le inquadrature che voleva realizzare.

Nel film la Monument Valley accompagna soprattutto il viaggio di Jill verso Sweetwater. Sono immagini che danno allo spettatore l'impressione di trovarsi nel cuore autentico del West, grazie anche alla profondità dell'orizzonte e alla scala monumentale delle formazioni rocciose. Ma non tutte le immagini americane furono girate esattamente nella valle più famosa. Per il drammatico flashback dell'infanzia di Armonica, Leone utilizzò un'area situata più a nord, nei pressi dell'attuale U.S. Route 163, la strada che attraversa questo territorio dell'Ovest americano. Qui venne realizzato anche il caratteristico arco in mattoni della scena legata al passato del protagonista.

Vista su Monument Valley in Arizona - Fonte: pexels

È significativo che Leone abbia utilizzato la Monument Valley soltanto per alcune sequenze. Secondo la testimonianza dell'assistente operatore Giuseppe Lanci, la troupe rimase negli Stati Uniti per circa una decina di giorni: sembra impossibile, ma il grosso del film venne realizzato altrove. La maggior parte delle scene furono girate in Andalusia, nel sud della Spagna. In particolare, il deserto di Tabernas, nella provincia di Almería, offrì a Leone un ambiente straordinariamente adatto al suo cinema. Tabernas è uno dei territori più aridi d'Europa: un paesaggio di rilievi brulli, canyon, calanchi e distese rocciose che, grazie alla scarsità di vegetazione, poteva facilmente trasformarsi sullo schermo in un angolo del Nord America. La zona aveva già una tradizione cinematografica legata al western e negli anni Sessanta sarebbe diventata uno dei principali luoghi dello spaghetti western europeo.

È proprio qui che venne costruita Sweetwater, la proprietà dei McBain, compresa la grande casa destinata a diventare uno degli elementi scenografici più iconici del film. Il set è sopravvissuto e oggi è associato al parco Western Leone, dove la casa e altre strutture western ricordano ancora l'utilizzo cinematografico dell'area. La permanenza delle scenografie rende Tabernas particolarmente interessante anche dal punto di vista culturale: non è soltanto un paesaggio che ha interpretato il West sullo schermo, ma un territorio nel quale il cinema ha lasciato una presenza fisica destinata a sopravvivere alle riprese.

Spostandosi nella vicina provincia di Granada si arriva nell'area di Guadix e La Calahorra, dove Leone trovò un altro elemento fondamentale della sua epopea: la ferrovia. La stazione di La Calahorra fu utilizzata per la celeberrima sequenza iniziale. È quella scena dilatata e quasi ipnotica nella quale tre uomini attendono l'arrivo del treno, mentre il tempo sembra fermarsi. Il luogo reale, trasformato dalla scenografia e dalla fotografia, diventò la stazione di Cattle Corner del film. Nella stessa zona furono ambientate anche le scene relative a Flagstone, la città immaginaria attraversata da Jill.

Ancora più interessante è l'utilizzo della linea ferroviaria tra Guadix e Hernán-Valle, scelta per alcune sequenze ambientate lungo il percorso della ferrovia. Nel film il treno rappresenta infatti qualcosa di molto più importante di un semplice mezzo di trasporto: è il simbolo del progresso che avanza e cancella progressivamente il vecchio West. È proprio questo uno dei temi centrali dell'opera: Leone racconta la trasformazione della frontiera attraverso l'arrivo della ferrovia, contrapponendo un mondo fatto di pistole, cavalli e vendette personali alla modernità industriale.

A completare questo straordinario viaggio geografico c'è Roma. Gli interni furono realizzati negli studi di Cinecittà, dove Leone poteva controllare scenografie, illuminazione e messa in scena con estrema precisione. Cinecittà rappresenta dunque il terzo tassello del film: se la Monument Valley offriva la maestosità naturale dell'America e Tabernas forniva un ambiente desertico facilmente trasformabile, gli studi romani permettevano di costruire artificialmente tutto ciò che la macchina da presa non poteva trovare all'esterno.

Continua a leggere su BadTaste