César Awards 2026: tutti i vincitori

César 2026: "The Ties That Bind Us" di Carine Tardieu vince come Miglior Film battendo Linklater. César d'Onore a Jim Carrey. Tutti i vincitori della serata.

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La notte dei César 2026 all'Olympia di Parigi ha riscritto le aspettative con un colpo di scena che nessuno aveva previsto. The Ties That Bind Us di Carine Tardieu si è portato a casa il prestigioso premio come Miglior Film, soffiando il riconoscimento principale a "Nouvelle Vague" di Richard Linklater, che entrava nella serata da grande favorito con ben 10 candidature.

Il dramma familiare della Tardieu, presentato in anteprima mondiale nella sezione Orizzonti di Venezia lo scorso anno, racconta la storia di una donna felicemente solitaria interpretata da Valeria Bruni Tedeschi che si ritrova coinvolta nella vita caotica dei suoi vicini, giovani genitori il cui destino prende una piega tragica. Una narrazione intima e potente che ha convinto l'Académie des Arts et Techniques du Cinéma, confermando come il cinema d'autore francese sappia ancora sorprendere quando scava nelle relazioni umane più autentiche.

Ma la serata non è stata avara di riconoscimenti per Linklater. Il maestro americano ha comunque conquistato il César per la Miglior Regia con il suo omaggio alla Nouvelle Vague, un film che rappresenta una dichiarazione d'amore verso il cinema francese che lo ha ispirato per tutta la carriera. Nouvelle Vague ha poi dominato nelle categorie tecniche, aggiudicandosi i premi per Montaggio, Costumi e Fotografia, confermando l'eccellenza formale dell'opera.

The Ties That Bind Us - Karé Productions



A consegnare il premio per la Miglior Regia è stato David Cronenberg, che ha sdrammatizzato con ironia sul palco: "Fare un film non è poi così difficile: passi la giornata a dire 'azione' e 'ciak', tutto qui". Linklater però non era presente a Parigi per ritirare il riconoscimento.

Tra le sorprese della serata spicca la vittoria di One Battle After Another di Paul Thomas Anderson come Miglior Film Internazionale, che ha battuto una concorrenza agguerrita composta da The Secret Agent, Black Dog, Sirāt e Sentimental Value. Il film del regista californiano si conferma così anche in territorio europeo dopo il successo di critica oltreoceano.

Il documentario Whispers in the Woods ha vissuto una serata magica, conquistando sia il César per il Miglior Documentario che quello per il Miglior Sonoro. Il lavoro di Vincent Munier, che ha già registrato un successo inaspettato al botteghino francese, continua a dimostrare come il pubblico sia affamato di storie autentiche che raccontano il rapporto tra uomo e natura.

Una battaglia dopo l'altra - Warner Bros. Italia



Nel campo dell'animazione, Arco di Ugo Bienvenu ha proseguito la sua striscia vincente dopo la nomination agli Oscar, portandosi a casa sia il César per il Miglior Film d'Animazione che quello per la Miglior Musica Originale di Arnaud Toulon. Un doppio riconoscimento che sottolinea la maturità raggiunta dall'animazione d'autore francese.

Laurent Lafitte ha trionfato come Miglior Attore per The Richest Woman in the World, mentre Léa Drucker si è aggiudicata il César come Miglior Attrice grazie alla sua interpretazione in Case 137. Tra gli attori non protagonisti, Vimala Pons ha vinto per The Ties That Bind Us e Pierre Lottin per The Stranger.

Ma la vera stella della serata è stato Jim Carrey, premiato con un César d'Onore che si aggiunge alla galleria di giganti che hanno ricevuto questo riconoscimento negli ultimi anni, da Julia Roberts a Christopher Nolan, da David Fincher a Cate Blanchett fino a George Clooney. Il conduttore Benjamin Lavernhe ha aperto lo show con un numero musicale ad alta energia a tema The Mask in onore dell'attore canadese, che ha sorriso per tutta la performance.

Whispers in the Woods - Kobalann



Carrey ha sorpreso tutti pronunciando il suo discorso di ringraziamento in un francese fortemente accentuato ma commovente. Ha ricordato come il suo trisavolo Marc-François Carrey fosse emigrato dalla città portuale francese di Saint-Malo verso il Canada, e come lui stesso si fosse poi spostato a Los Angeles. "Questo trofeo riporta la famiglia a fare un cerchio completo", ha dichiarato con evidente emozione dopo aver ricevuto il premio dalle mani di Michel Gondry, che lo diresse nel cult Eternal Sunshine of the Spotless Mind.

La cerimonia non è stata solo celebrazione cinematografica, ma anche momento di impegno civile e dichiarazioni politiche. Camille Cottin, presidente della serata e nota al pubblico internazionale per Call My Agent, ha aperto con un discorso satirico sul suo piano per rendere il cinema "di nuovo grande", concludendo con una celebrazione del cinema francese come "tesoro nazionale" e del potere universale della settima arte.

"La cultura è spesso la prima a essere attaccata, perché è un'arma contro l'autoritarismo. Vogliamo dedicare questa cerimonia a tutti i popoli che lottano per le loro libertà a rischio della propria vita", ha dichiarato la Cottin, fissando il tono politicamente consapevole dell'intera serata.

Arco - MountainA



Emmanuel Curtil, doppiatore ufficiale francese di Carrey, ha approfittato della sua presenza sul palco non solo per accogliere la star ma anche per sottolineare l'importanza dell'autenticità delle voci umane rispetto all'intelligenza artificiale nel doppiaggio dei film, un tema sempre più urgente nel dibattito sull'industria cinematografica.

Isabelle Adjani, prima di consegnare il premio come Miglior Attore a Laurent Lafitte, ha chiesto a tutti gli uomini presenti in sala di alzarsi in piedi in un gesto di solidarietà verso le donne vittime di violenza, con una menzione speciale alle donne di Iran e Afghanistan.

Proprio l'Iran è stato protagonista di uno dei momenti più intensi della serata. L'attrice iraniana Golshifteh Farahani ha pronunciato un discorso appassionato in sostegno del popolo iraniano di fronte alla brutale repressione delle proteste pro-democrazia di gennaio, rendendo omaggio a Jafar Panahi. Il regista era presente in sala con il suo film vincitore della Palma d'Oro a Cannes It Was Just An Accident, candidato per la Miglior Sceneggiatura Originale.

Nino - Blue Monday Productions



Quel premio, tuttavia, è andato all'attore popolare Franck Dubosc e a Sarah Kaminsky per la commedia nera How To Make A Killing, un altro segnale di come l'Académie abbia voluto premiare la diversità di generi e approcci narrativi.

Tra i premi alle opere prime, Nino diretto da Pauline Loqués si è aggiudicato il César per il Miglior Primo Film, mentre Théodore Pellerin è stato premiato come Miglior Promessa Maschile proprio per lo stesso film. Nadia Melliti ha vinto come Miglior Promessa Femminile per The Little Sister.

Nelle categorie tecniche, oltre ai successi di Nouvelle Vague, si distingue The Great Arch che ha conquistato i César per Scenografia con Catherine Cosme e per gli Effetti Speciali con Lise Fischer. Nei cortometraggi, Mort d'un Acteur di Ambroise Rateau ha vinto come Miglior Cortometraggio Live Action, Fille de l'eau di Sandra Desmazières come Miglior Cortometraggio d'Animazione e Au bain des dames di Margaux Fournier come Miglior Cortometraggio Documentario.

La cinquantunesima edizione dei César si conferma dunque come uno specchio fedele del cinema francese contemporaneo: capace di celebrare i maestri internazionali che rendono omaggio alla tradizione transalpina, ma pronto anche a premiare voci nuove e inaspettate che raccontano storie intime con autenticità e coraggio. In un'epoca in cui il dibattito sul futuro del cinema è più acceso che mai, tra streaming, intelligenza artificiale e trasformazioni industriali, la serata parigina ha ricordato che al centro di tutto resta la forza delle storie e chi sa raccontarle con visione.

Fonte / Deadline.com
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