Che fine ha fatto Peter Jackson?
Dopo 12 anni nell'ombra, Jackson è pronto a tornare in scena
Vi sarete chiesti, almeno una volta, dove sia finito l’uomo che ha trasformato la Terra di Mezzo da un’allucinazione letteraria in un pilastro cinematografico e culturale. La risposta può sorprendere e si cela in una ferita tecnica e umana mai del tutto rimarginata.
Una perdita significativa
In realtà, il motivo di questo lungo digiuno dalla macchina da presa è molto più intimo e, se vogliamo, tragicamente poetico. In occasione del ritorno nelle sale de Il Ritorno del Re per celebrare il venticinquennale della saga, Jackson ha squarciato il velo: la colpa, o meglio la causa, è la scomparsa di Andrew Lesnie.
Per i non addetti ai lavori, Lesnie era il direttore della fotografia che ha collaborato a lungo con Jackson. Scomparso prematuramente nel 2015, Lesnie era l'occhio attraverso cui Jackson guardava il mondo.
È interessante notare come il regista abbia passato l'ultimo decennio rifugiandosi nel documentario (They Shall Not Grow Old, Get Back); ha usato la tecnologia più avanzata per restaurare materiale d'archivio, quasi come se manipolare il passato fosse l'unico modo per non affrontare un presente orfano del suo collaboratore più fidato.
Lavorare con “fantasmagoriche” pellicole d’epoca gli ha permesso di evitare il trauma di dover costruire un nuovo sodalizio visivo, di dover trovare un altro complice che capisse la sua grammatica fatta di grandangoli estremi e luci pittoriche.
Resta da vedere se il "nuovo" Jackson sarà ancora il demiurgo capace di spostare le montagne o se il tempo trascorso nei laboratori di restauro avrà cambiato definitivamente la sua sensibilità artistica.
Foto copertina: Copyright by New Line Cinema, Warner Bros., Metro-Goldwyn-Mayer and other relevant production studios and distributors