Che fine hanno fatto gli attori di Mery per sempre? Le loro vite oggi tra successi, tragedie e rinascite
Da Alessandra Di Sanzo a Francesco Benigno, passando per le storie drammatiche di Roberto Mariano e Marco Crisafulli: il destino degli interpreti del capolavoro di Marco Risi racconta un pezzo di cinema italiano e, soprattutto, di vita reale
Ambientato all'interno di un carcere minorile ispirato al Malaspina di Palermo, Mery per sempre, film diretto da Marco Risi nel 1989 e tratto dall'omonimo romanzo di Aurelio Grimaldi, racconta senza filtri il disagio sociale, la marginalità e l'assenza di opportunità, anticipando temi che ancora oggi risultano di straordinaria attualità. A renderlo così autentico fu anche la scelta di affidare molti ruoli a ragazzi siciliani che provenivano realmente da contesti difficili. Non erano attori professionisti, ma giovani che conoscevano da vicino quella realtà. Proprio questa decisione contribuì a trasformare il film in un'opera di grande impatto, premiata con il Ciak d'Oro come miglior film e con l'Efebo d'Oro per la regia. Potremmo definirlo il "Mare fuori" degli anni Novanta.
Prima di soffermarsi sugli altri protagonisti è doveroso fare una precisazione. Michele Placido, interprete del professor Marco Terzi, e Claudio Amendola, che diede volto a Pietro, erano già due personalità molto importanti. E' inutile sottolineare che entrambi hanno costruito carriere ricchissime tra cinema, fiction e regia, conquistando un posto di assoluto rilievo nello spettacolo italiano. Proprio per questo il loro percorso è ampiamente conosciuto e non rappresenta la curiosità principale legata al film. Cosa diversa per gli altri componenti del cast.
Tra tutti i personaggi della pellicola, quello di Mery Libassi resta probabilmente il più iconico. A interpretarlo fu Alessandra Di Sanzo, allora giovanissima e completamente estranea al mondo del cinema. La sua storia è diventata quasi leggendaria. Mentre stava imparando il mestiere di parrucchiera venne notata durante i provini da Marco Risi. La sua presenza scenica convinse immediatamente il regista che aveva trovato il volto perfetto per dare vita a Mery, una prostituta transgender arrestata dopo aver aggredito un cliente.
Negli ultimi anni è tornata occasionalmente in televisione. Ospite della trasmissione Oggi è un altro giorno, ha raccontato uno dei momenti più difficili della propria vita: la scoperta di un tumore e il lungo percorso di cure. Nel corso dell'intervista ha spiegato come quella prova l'abbia resa più consapevole della propria forza interiore, ringraziando i medici che l'hanno assistita e raccontando quanto la fede l'abbia sostenuta durante la malattia. Il pubblico continua ad associarla inevitabilmente a quella celebre frase: "Io sono Mery, Mery per sempre", diventata una delle battute più iconiche del cinema italiano.
Tra tutti i giovani interpreti del film, Francesco Benigno è quello che ha avuto la carriera artistica più lunga. Nel film interpretava Natale Sperandeo, il leader carismatico dei detenuti. Il suo personaggio rappresentava perfettamente la rabbia e il senso di appartenenza a un mondo in cui la criminalità sembrava quasi l'unica strada possibile. Dopo Mery per sempre e Ragazzi fuori, Benigno ha continuato a lavorare sia al cinema sia in televisione, collaborando con diversi registi italiani. Nel corso degli anni si è dedicato anche alla regia e ad alcune attività imprenditoriali.
Quel progetto non si realizzò mai. Il 14 novembre 1990 perse la vita a soli 21 anni nel tragico incidente del volo Alitalia 404, precipitato durante la fase di atterraggio nei pressi di Zurigo. Una tragedia che interruppe bruscamente una vita appena ricominciata. Anche il destino di Marco Crisafulli, che interpretava Davide, fu segnato dalla tragedia. Dopo l'esperienza cinematografica non riuscì a costruire una carriera stabile nel mondo dello spettacolo e morì prematuramente in seguito a un incidente in mare. La sua scomparsa contribuì ad alimentare quella sorta di leggenda che, negli anni, ha accompagnato il cast di Mery per sempre, anche se parlare di "maledizione" sarebbe profondamente ingiusto.
Più che una coincidenza inquietante, quelle vicende raccontano le enormi difficoltà sociali dalle quali provenivano molti dei giovani protagonisti del film. Tra i personaggi più inquietanti della pellicola c'era Carmelo, interpretato da Alfredo Li Bassi. Dopo il successo iniziale continuò a recitare soltanto in maniera sporadica, prendendo parte ad alcune produzioni minori. Tra i personaggi più amati dal pubblico c'era anche King Kong, interpretato da Salvatore Termini. Il suo volto è rimasto uno dei simboli di Mery per sempre, grazie a un personaggio che riuscì ad alternare ironia e malinconia in una storia attraversata da continue tensioni. Dopo il film cercò di restare nel mondo dello spettacolo partecipando ad altri progetti cinematografici e televisivi. Pur non raggiungendo più la popolarità ottenuta con il film di Risi, è rimasto nel cuore degli spettatori come uno dei protagonisti più riconoscibili della pellicola.
Anche il destino dei suoi interpreti sembra riflettere il messaggio dell'opera. Non esiste alcuna "maledizione" legata al cast, come talvolta è stato raccontato. Piuttosto, le loro vicende ricordano quanto fosse sottile il confine tra la finzione cinematografica e la realtà da cui molti di quei ragazzi provenivano. Mery per sempre continua a emozionare ancora oggi. Non raccontava semplicemente il carcere minorile di Palermo, ma interrogava lo spettatore sulle responsabilità collettive di una società che troppo spesso lascia soli i suoi giovani più fragili. Un messaggio che, a quasi quarant'anni dalla sua uscita, conserva intatta tutta la sua forza.