Cime Tempestose, i due attori principali raccontano QUELLA scena che ha scandalizzato tutti

Jacob Elordi e Alison Oliver raccontano una delle scene più sconvolgenti del nuovo adattamento di Cime Tempestose.

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Il nuovo adattamento cinematografico di Cime Tempestose ha acceso il dibattito ancora prima dell’uscita ufficiale. Al centro delle discussioni c’è una scena intensa e controversa che coinvolge Heathcliff e Catherine: quella del collare da cane. I protagonisti, Jacob Elordi e Alison Oliver, hanno raccontato in diverse interviste come è nata e cosa rappresenta davvero quella sequenza che ha “scandalizzato” parte del pubblico. Le loro parole aiutano a comprendere meglio il senso profondo dell’operazione artistica e il legame con il romanzo di Emily Bronte.

Per capire la portata della polemica bisogna partire dall’opera originale. Pubblicato nel 1847, il romanzo di Brontë è tutt’altro che una storia romantica tradizionale: è un racconto oscuro, dominato da ossessioni, desiderio, vendetta e distruzione. Heathcliff e Catherine non incarnano un amore sano o idealizzato, ma un legame totalizzante, quasi animalesco, che supera le convenzioni sociali e morali. Il nuovo adattamento ha scelto di non addolcire questi aspetti, ma di enfatizzarli visivamente, rendendo esplicita la natura selvaggia e disfunzionale del loro rapporto.

I protagonisti di Cime Tempestose - Warner Bros. Italia

La scena del collare nasce proprio da questa interpretazione. Nelle interviste, Elordi ha spiegato che l’idea non era scioccare lo spettatore con un’immagine provocatoria, bensì tradurre in forma concreta e simbolica il senso di possesso e sottomissione che attraversa il romanzo. Heathcliff, personaggio segnato dall’umiliazione e dall’esclusione, vive un amore che confina con l’ossessione. Il collare diventa quindi un’immagine forte della dinamica di potere tra i due, un modo per rappresentare visivamente ciò che nel testo è suggerito attraverso parole e comportamenti estremi.

Alison Oliver ha sottolineato come la scena sia stata costruita con grande consapevolezza, evitando ogni gratuità. Per l’attrice, Catherine non è una vittima passiva: è una figura complessa, capace di desiderare e di dominare a sua volta. Il gesto del collare non va letto come semplice umiliazione, ma come manifestazione di una relazione reciproca, distruttiva e magnetica. Entrambi i personaggi sono intrappolati in un legame che li definisce e li consuma.

Cime Tempestose -©Warner Bros

Dal punto di vista produttivo, gli attori hanno raccontato che la sequenza è stata affrontata con attenzione e dialogo costante sul set. Non si è trattato di una scelta improvvisata: il team creativo ha lavorato per assicurarsi che ogni elemento fosse coerente con la visione complessiva del film. Elordi ha evidenziato quanto fosse importante comprendere la psicologia di Heathcliff per evitare che la scena risultasse superficiale o puramente sensazionalistica. Oliver, dal canto suo, ha parlato della necessità di entrare nella vulnerabilità di Catherine, mostrando quanto il suo desiderio e la sua autodistruttività siano centrali nella storia.

La reazione del pubblico è stata immediata e polarizzata. Alcuni spettatori hanno giudicato la scena eccessiva o irrispettosa verso un classico della letteratura inglese; altri l’hanno difesa come un tentativo coraggioso di restituire l’intensità brutale del romanzo. Questo dibattito è particolarmente interessante in ambito scolastico: dimostra come un’opera dell’Ottocento possa ancora provocare discussioni contemporanee su temi come consenso, potere, dipendenza emotiva e rappresentazione della sessualità.

Cime Tempestose - Warner Bros.

Per gli spettatori, è utile osservare come ogni adattamento cinematografico sia un’interpretazione. Il film non “tradisce” necessariamente il testo quando introduce immagini forti; può invece scegliere di esplicitare ciò che nel romanzo è implicito. Nel caso di Cime Tempestose, la scena del collare diventa una chiave di lettura simbolica: trasforma in gesto visivo l’idea che l’amore tra Heathcliff e Catherine sia indissolubile ma anche soffocante, tenero e violento allo stesso tempo.

In conclusione, le parole di Jacob Elordi e Alison Oliver aiutano a spostare l’attenzione dallo scandalo al significato. La scena discussa non è stata concepita per provocare fine a se stessa, ma per esplorare con onestà la natura estrema del legame tra i protagonisti. Questo caso offre un esempio concreto di come un classico possa essere riletto, reinterpretato e perfino messo in discussione, continuando però a parlare con forza al pubblico di oggi.

Fonte / EW.com
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