Cinquanta sfumature di grigio, il retroscena che nessuno immagina: sul set è successo solo alla fine
Cinquanta sfumature di grigio è uno dei film più discussi degli anni Duemila, non soltanto per la storia d'amore tra Anastasia Steele e Christian Grey, ma anche per le scelte adottate dietro la macchina da presa. Una, in particolare, riguarda proprio le sequenze più intime
Quando Cinquanta sfumature di grigio arrivò al cinema nel 2015, era già uno dei film più attesi dell'anno. L'adattamento del romanzo di E. L. James aveva infatti alle spalle un enorme successo editoriale e portava sul grande schermo una storia destinata a dividere il pubblico. Al centro c'erano Anastasia Steele, giovane studentessa di letteratura, e Christian Grey, affascinante e ricchissimo imprenditore di Seattle. La loro storia comincia quasi per caso. Ana deve sostituire l'amica Kate Kavanagh in un'intervista al misterioso Christian e, fin dal primo incontro, tra i due nasce un'attrazione difficile da ignorare. Il rapporto si sviluppa rapidamente, ma Grey mette subito in chiaro di avere idee molto particolari sull'intimità e sulle relazioni. Ana accetta di esplorare quel mondo, salvo rendersi progressivamente conto che dietro il controllo quasi assoluto esercitato da Christian esiste una fragilità che lei non riesce a ignorare.
La scelta aveva una motivazione molto concreta: la fiducia. Interpretare una scena intima davanti a una macchina da presa può essere una situazione estremamente delicata anche per attori esperti. Nel caso di Cinquanta sfumature di grigio, poi, il livello di esposizione dei protagonisti era particolarmente elevato. La regista raccontò che le scene più intime furono concentrate verso la fine delle riprese proprio per permettere a Johnson e Dornan di conoscersi meglio e sentirsi maggiormente a proprio agio l'uno con l'altra. Le sequenze della Red Room, in particolare, furono realizzate nelle ultime fasi della lavorazione.
Non si trattava dunque soltanto di una questione organizzativa: la progressione della lavorazione diventava quasi parte del lavoro degli interpreti: prima dovevano costruire i personaggi e il loro rapporto davanti alla macchina da presa, poi arrivava il momento di affrontare le scene più vulnerabili.
Visto che il risultato doveva essere sensuale, non esplicito, il film avrebbe dovuto lavorare soprattutto su dettagli, sguardi, pelle, mani e atmosfera, lasciando una parte importante dell'intimità all'immaginazione dello spettatore. Anche questo aiuta a comprendere perché le scene siano state costruite con tanta attenzione. Non bastava mostrare ciò che accadeva tra Christian e Ana: bisognava conservare quella tensione che aveva reso il romanzo tanto popolare.
Tra tutte le sequenze, quelle ambientate nella celebre Red Room rappresentarono una delle prove più complesse per Dakota Johnson. L'attrice ha raccontato che alcune di queste scene furono particolarmente impegnative dal punto di vista emotivo e fisico. Anche Jamie Dornan ha parlato della vulnerabilità richiesta da quelle riprese, sottolineando quanto fosse importante mantenere un atteggiamento rispettoso nei confronti della collega.