Clint Eastwood cantava nei rodeo prima di diventare famoso: la carriera musicale segreta della leggenda del cinema

Clint Eastwood raggiunse il numero uno in classifica nel 1980 con Bar Room Buddies. La storia segreta della carriera musicale parallela dell'icona di Hollywood.

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Quando pensiamo a Clint Eastwood, le immagini che affiorano sono sempre le stesse: il poncho polveroso dei western di Sergio Leone, lo sguardo di ghiaccio dell'ispettore Callaghan, la regia impeccabile di capolavori come Million Dollar Baby. Eppure, nascosta tra le pieghe di una carriera leggendaria, esiste un'altra storia. Una storia fatta di pianoforte, jazz, rodeo e canzoni country che nessuno comprò. Una carriera musicale parallela che Eastwood ha coltivato con la stessa testardaggine con cui ha costruito il suo impero cinematografico.

Il giovane Clint non sognava i set di Hollywood. Cresciuto in una famiglia dove la musica riempiva le stanze, aveva imparato presto a suonare il pianoforte e si era innamorato perdutamente del jazz. Dopo il diploma, la sua bussola puntava verso gli studi di teoria musicale, non verso gli studios cinematografici. Ma la vita, si sa, ha un modo tutto suo di riscrivere i piani. Quando alla fine degli anni Cinquanta entrò alla Universal, non abbandonò completamente quella passione: mentre costruiva la sua carriera d'attore, frequentava la scuola di canto dello studio, affinando una voce che sperava un giorno avrebbe calcato i palchi.

Clint Eastwood



Il 1959 fu l'anno della svolta televisiva con Rawhide, la serie western che lo trasformò in Rowdy Yates e lo rese un volto familiare nelle case americane. Fu allora che qualcuno pensò: perché non sfruttare questa popolarità anche in ambito musicale. Nacque così il suo primo album, Rawhide's Clint Eastwood Sings Cowboy Favorites, pubblicato dalla Cameo nei primi anni Sessanta. Un disco che profumava di polvere e praterie, con classici come San Antonio Rose e Don't Fence Me In, brani che avrebbero dovuto cavalcare l'onda del successo televisivo.

Ma le classifiche rimasero silenziose. L'album non vendette, nonostante le apparizioni promozionali e i tour organizzati per dargli visibilità. Nel 1963, il produttore Kal Mann gli disse senza mezzi termini ciò che nessuno vuole sentirsi dire: non ce l'avrai mai fatta come cantante. Una sentenza che avrebbe scoraggiato chiunque. Non Eastwood. Durante le pause dalle riprese di Rawhide, continuò a esibirsi nei rodeo, nelle fiere di stato, nei festival, a volte accompagnato dai colleghi Paul Brinegar e Sheb Wooley. Pubblicò diversi singoli nei primi anni Sessanta, tra cui Unknown Girl of My Dreams, che però sparirono nell'oblio radiofonico.

Per anni, Eastwood mantenne separate le sue due vite: l'attore di giorno, il cantante di sera. Poi arrivò il 1980, l'anno in cui l'impensabile accadde. Bar Room Buddies, un duetto con la leggenda country Merle Haggard legato al film Any Which Way You Can, scalò le classifiche fino a raggiungere la vetta sia negli Stati Uniti che in Canada. Clint Eastwood, l'uomo che non avrebbe mai sfondato come cantante secondo i produttori, era al numero uno. Non come attore, non come regista, ma come artista musicale.



Fu probabilmente in quel periodo che Eastwood comprese dove la sua vera vocazione musicale dovesse dirigersi: non davanti al microfono, ma dietro lo spartito. Iniziò a concentrarsi sulla composizione, scrivendo e co-scrivendo le colonne sonore dei suoi film. Mystic River, Million Dollar Baby, Flags of Our Fathers, Changeling, Hereafter.

La carriera musicale di Clint Eastwood non è stata quella trionfale che forse aveva immaginato negli anni Cinquanta. È stata qualcosa di più complesso e sfaccettato: una serie di tentativi, fallimenti, piccole vittorie e, alla fine, una reinvenzione che gli ha permesso di esprimersi attraverso un mezzo diverso ma complementare al cinema. Non è diventato Elvis Presley, ma ha dimostrato che anche i giganti di Hollywood possono avere sogni infranti e strade secondarie che vale la pena percorrere.

Fonte / Remind
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