FILM

Clint Eastwood compie 96 anni: da soldato ad attore-regista di Hollywood, vita e carriera di una leggenda

Clint Eastwood compie 96 anni: dalla Universal a 40 film da regista, dagli spaghetti western agli Oscar. La straordinaria carriera di una leggenda di Hollywood.

Condividi

Quando Clint Eastwood firmò il suo primo contratto con la Universal, nel 1953, portava a casa 75 dollari a settimana. Settantatré anni dopo, il ragazzo di San Francisco è diventato una delle figure più influenti nella storia del cinema, con una carriera che abbraccia quasi sette decenni e una filmografia da regista che conta ben 40 titoli. Oggi, il 31 maggio 2026, l'icona di Hollywood spegne 96 candeline, lasciando dietro di sé un'eredità artistica che pochi possono eguagliare.

Nato a San Francisco il 31 maggio 1930, Eastwood ha trascorso l'infanzia spostandosi attraverso la California insieme ai genitori e alla sorella minore Jeanne, prima di stabilirsi definitivamente a Piedmont. Ma la strada verso Hollywood non è stata immediata né scontata. Prima di calcare i set cinematografici, il giovane Clint venne arruolato nell'esercito, dove però non vide mai il combattimento. Invece, prestò servizio come istruttore di nuoto a Fort Ord, in California, un'esperienza che avrebbe forgiato quella disciplina e quell'etica del lavoro che lo avrebbero contraddistinto per tutta la carriera.

Il salto nel mondo dello spettacolo arrivò dopo il congedo militare, quando Eastwood si iscrisse al Los Angeles City College. Dopo soli tre semestri, ottenne quel contratto da 75 dollari settimanali con la Universal che avrebbe cambiato la sua vita. Ma la vera svolta arrivò nel 1959, quando venne scelto per interpretare Rowdy Yates nella serie western della CBS "Rawhide". Il pubblico americano si innamorò di quel volto duro e di quella presenza magnetica, e Hollywood aveva trovato il suo nuovo leading man.

Mentre "Rawhide" volgeva al termine, il regista italiano Sergio Leone gli offrì il ruolo che avrebbe definito la sua immagine per sempre: Joe, il pistolero senza nome in "Per un pugno di dollari". Il film fu un successo strepitoso e diede vita a una trilogia leggendaria che comprendeva "Per qualche dollaro in più" e "Il buono, il brutto e il cattivo". Questi spaghetti western trasformarono Eastwood in una star internazionale e stabilirono gli archetipi del genere che sarebbero stati imitati per decenni.

Gli anni Settanta segnarono l'inizio della sua carriera dietro la macchina da presa. Nel 1971 esordì alla regia con il thriller "Brivido nella notte", ma fu con "Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo", dello stesso anno, che Eastwood conquistò quello che USA Today ha definito il ruolo più iconico della sua carriera. Il detective Harry Callahan, con la sua Magnum 44, divenne un'icona culturale e consolidò Eastwood come simbolo dell'antieroe americano.

La doppia veste di attore-regista divenne il suo marchio di fabbrica. Nel 1975 guadagnava già un milione di dollari a film e aveva fondato la sua casa di produzione, la Malpaso, garantendosi un controllo creativo totale sui suoi progetti. Film come "Fuga da Alcatraz" del 1979 e "Il cavaliere pallido" del 1985 dimostrarono la sua capacità di dominare completamente lo schermo. Il critico cinematografico Roger Ebert scrisse che Eastwood "domina così completamente" in "Il cavaliere pallido", pellicola che gli valse anche la prima nomination alla Palma d'Oro al Festival di Cannes.

Ma Eastwood non si limitò al cinema. Nel 1986, in una mossa che sorprese molti, venne eletto sindaco di Carmel-by-the-Sea, la cittadina costiera californiana che amava profondamente. Servì per un mandato di due anni, decidendo di non ricandidarsi per tornare a concentrarsi sulla sua vera passione: raccontare storie attraverso la cinepresa.

Gli anni Novanta portarono il riconoscimento critico definitivo. "Gli spietati" del 1992, un western crepuscolare e malinconico che decostruiva i miti del genere che lo aveva reso famoso, gli valse l'Oscar come miglior regista e miglior film. Era la consacrazione di un artista maturo, capace di interrogarsi sui limiti della violenza e dell'eroismo che aveva incarnato sullo schermo per trent'anni.

I riconoscimenti si moltiplicarono. Nel 1988 ricevette il Cecil B. DeMille Award ai Golden Globes, poi vennero tre premi come miglior regista sempre ai Golden Globes, un Oscar onorario e, nel 2003, il Life Achievement Award dalla Screen Actors Guild. La sua capacità di reinventarsi e rimanere rilevante attraverso i decenni ha pochi paragoni nella storia di Hollywood.

Nel 1984, Eastwood immortalò letteralmente la sua eredità cinematografica lasciando impronte di mani e piedi nel cemento davanti al Mann's Chinese Theater di Hollywood, affiancandosi alle leggende del cinema che lo avevano preceduto. Le fotografie di quel giorno lo mostrano raggiante, consapevole di essere entrato nell'Olimpo delle star.

Sul fronte personale, la vita di Eastwood è stata altrettanto ricca e complessa. Sposato con la modella Maggie Johnson nel 1953, la coppia ebbe due figli, Kyle e Alison, prima di divorziare nel 1984. Nonostante la separazione, i due mantennero un rapporto cordiale: nel 2018, Johnson era al suo fianco per la première de "Il corriere - The Mule". Nel corso della vita, Eastwood ha avuto otto figli con sei donne diverse, e alcuni di loro hanno seguito le sue orme nel mondo dello spettacolo. Il figlio Scott è diventato un attore affermato, mentre la figlia Francesca ha intrapreso una carriera sia davanti che dietro la macchina da presa.

La sua filmografia da regista comprende capolavori indiscussi come "Million Dollar Baby", che gli valse un secondo Oscar alla regia nel 2005, "Mystic River", "I ponti di Madison County", "American Sniper", "Flags of Our Fathers" e decine di altri titoli che hanno segnato la cultura cinematografica contemporanea. La sua capacità di passare dal western al dramma intimista, dal thriller al film di guerra, dimostra una versatilità artistica rara.

A 96 anni, Clint Eastwood rimane una delle figure più rispettate e influenti di Hollywood. Da quei modesti 75 dollari settimanali ai milioni incassati, da istruttore di nuoto a leggenda del cinema, da attore caratterista a regista pluripremiato, la sua è una storia che incarna il sogno americano nella sua forma più pura. Una carriera costruita su disciplina, visione artistica e un'instancabile passione per la narrazione cinematografica che continua a ispirare generazioni di filmmaker in tutto il mondo.

Continua a leggere su BadTaste