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Comandante, la vera storia di Salvatore Todaro: l’eroe che ispirò il film con Pierfrancesco Favino

La vera storia di Salvatore Todaro nel film Comandante con Pierfrancesco Favino: l'eroico salvataggio dei naufraghi che sfidò le regole della guerra.

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Il cinema possiede la rara e straordinaria capacità di ripescare dalle tenebre del passato vicende umane di indescrivibile valore etico, trasformandole in racconti capaci di far battere il cuore e illuminare il presente. È il caso di Comandante, l'intensa opera cinematografica diretta da Edoardo De Angelis e guidata dalla magistrale interpretazione di Pierfrancesco Favino, che porta sul grande e piccolo schermo l'incredibile vicenda reale di Salvatore Todaro, Capitano di Corvetta della Regia Marina durante la Seconda Guerra Mondiale. Un uomo schivo, un soldato rigoroso, ma soprattutto una figura guidata da una bussola morale incrollabile.

Nell'ottobre del 1940, in piena notte e nel mezzo dell'immensità insidiosa dell'Oceano Atlantico, Todaro si trovava alla guida del sommergibile Cappellini. All'improvviso, l'imbarcazione italiana fu attaccata dal piroscafo mercantile belga Kabalo, che viaggiava a luci spente. Rispondendo al fuoco con prontezza, il battello italiano affondò la nave avversaria dopo uno scontro rapido quanto drammatico. Secondo i rigidi protocolli militari dell'epoca e le direttive belliche dettate dagli alleati dell'Asse, la missione di Todaro avrebbe dovuto concludersi esattamente in quel momento: abbandonare la scena e lasciare i superstiti al loro ineluttabile destino tra le onde oceaniche.

Tuttavia, di fronte alla vista di ventisei uomini indifesi che lottavano disperatamente contro le acque gelide per non annegare, in Salvatore Todaro scattò qualcosa che andava ben oltre qualsiasi fredda strategia militare. Sfidando la prudenza e disattendendo la disciplina imposta dai comandi superiori, il comandante messinese prese una decisione imprevedibile ed eroica: raccogliere tutti i naufraghi belgi e trarli in salvo. Per fare spazio ai superstiti ed evitare che morissero assiderati, Todaro li accolse perfino all'interno della stretta e soffocante torre di comando del proprio sottomarino.

Questa manovra obbligò il Cappellini a navigare totalmente in emersione per tre giorni e tre notti consecutive, trasformando il battello tricolore in un bersaglio facilissimo per la ricognizione nemica e mettendo a gravissimo rischio l'incolumità dello stesso equipaggio italiano. Quando il sommergibile riuscì finalmente a raggiungere un approdo sicuro presso la baia di Santa Maria nelle Azzorre, il capitano belga, sbalordito e commosso da una simile generosità, volle chiedere a Todaro per quale motivo avesse affrontato un pericolo così immenso per salvare la vita di chi era un nemico. Il comandante rispose con parole entrate di diritto nella leggenda: "Perché noi siamo italiani". Un'affermazione orgogliosa, impregnata di duemila anni di civiltà e profonda cultura marinaresca.

La tragica scomparsa di Todaro, avvenuta nel 1942 in Tunisia, non ha mai scalfito la sua immensa eredità spirituale. Oggi, il grande successo del film Comandante tra le novità più amate di cinema e TV restituisce voce e luce a questa straordinaria lezione di vita. La pellicola non è solo una grande ricostruzione storica, ma un inno profondo all'empatia universale, ricordandoci che la vera grandezza di un uomo risiede nella capacità di restare umani anche nei contesti più bui. Il film è visibile su RaiPlay gratuitamente e su altre diverse piattaforme streaming.

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