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Come finisce Doppia colpa? La risposta su Evan c’è, ma il film lascia un ultimo inquietante dubbio

Come finisce Doppia colpa? Il finale chiarisce cosa è successo a Joyce e il ruolo di Evan, ma lascia aperto un ultimo importante interrogativo.

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Doppia colpa trascorre quasi tutto il suo tempo a mettere lo spettatore nella stessa, scomodissima posizione di Evan Birch: più emergono indizi contro di lui, meno diventa semplice capire se il professore interpretato da Guy Pearce sia innocente, stia mentendo oppure non riesca davvero a ricordare ciò che ha fatto. Attenzione, da questo punto ci sono spoiler sul finale di Doppia colpa.

Ed è proprio su quest'ultima possibilità che il thriller diretto da Simon Kaijser costruisce il suo finale, perché quando Evan arriva finalmente davanti al detective Malloy, interpretato da Pierce Brosnan, sembra che ogni dubbio sia destinato a sparire. In realtà è esattamente il contrario. Dopo essere stato tormentato dai propri ricordi e dalle immagini che continuano ad affiorare nella sua mente, Evan finisce infatti per convincersi di aver ucciso Joyce. Il professore ricostruisce una possibile versione degli eventi nella quale avrebbe avuto un incontro con la ragazza, l'avrebbe spinta provocandone accidentalmente la morte e si sarebbe poi liberato del corpo.

Una confessione che sembrerebbe mettere il punto all'intera indagine, ma Malloy sa qualcosa che Evan non sa. La ricostruzione del professore non coincide con le prove. Le condizioni del corpo di Joyce e il luogo della caduta raccontano infatti una storia diversa: secondo quanto stabilito dagli investigatori, la ragazza sarebbe precipitata da una scogliera sull'altro lato del lago. Non ci sono inoltre elementi compatibili con il rapporto sessuale immaginato da Evan né con la colluttazione che crede di ricordare.

Doppia colpa, fonte: Lionsgate Premiere

In altre parole, Evan sta confessando un omicidio che non può essere avvenuto nel modo in cui lui stesso lo sta raccontando. Malloy comprende così che quella non è la confessione di un assassino che finalmente ha deciso di dire la verità, ma quella di un uomo che non riesce più a distinguere con certezza i propri ricordi dalle proprie paure. Ed è qui che diventa fondamentale ciò che accade poco prima con Anna, poiché dopo una festa, Evan si ritrova con la sua studentessa e, quando lei gli confessa i propri sentimenti, la situazione degenera.

Evan la spinge fuori dall'auto e per qualche istante teme di averle fatto qualcosa di terribile, ma Anna è viva e si allontana. Quell'episodio sembra sovrapporsi nella sua mente alla morte di Joyce ed il senso di colpa per le sue relazioni con le studentesse, i vuoti nella memoria e la pressione esercitata dall'indagine finiscono per mescolarsi fino a produrre una ricostruzione alla quale Evan stesso comincia a credere.

Dunque Evan ha ucciso Joyce? Se ci si attiene alle informazioni fornite da Malloy nel finale, la risposta è no. La ragazza sarebbe morta accidentalmente dopo essere precipitata dalla scogliera e la confessione di Evan non corrisponde alle prove raccolte. Ma a rendere tutto più interessante è proprio George Harrar, autore del romanzo da cui è tratto il film, visto che interrogato anni dopo sull'identità dell'assassino, lo scrittore ha spiegato di affidarsi proprio alle parole di Malloy, precisando che sulla base delle prove mostrate nel film, Evan non può aver ucciso Joyce e la spiegazione più plausibile è che la ragazza sia scivolata e precipitata.

Doppia colpa, fonte: Lionsgate Premiere

Harrar lascia però volutamente aperto un altro interrogativo: Evan si trovava davvero con lei prima della caduta? Il film non offre una risposta definitiva. È questa ambiguità a spiegare anche il titolo originale, The Spinning Man, poiché Evan continua a girare intorno ai propri ricordi senza riuscire a stabilire fino in fondo cosa sia realmente accaduto e cosa invece sia stato costruito dalla sua mente. Harrar stesso ha raccontato di essere rimasto spiazzato dopo aver letto la sceneggiatura, chiedendosi se l'intenzione fosse considerare Evan colpevole oppure no.

Doppia colpa, quindi, alla fine non nasconde semplicemente la risposta a un classico “chi è stato?”. Il vero mistero è un altro: quanto può fidarsi Evan della propria memoria? Malloy può scagionarlo dall'omicidio di Joyce, ma il film non gli restituisce mai completamente la certezza di conoscere se stesso. Ed è proprio quel dubbio che rimane quando scorrono i titoli di coda.

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