Come finisce Il regno animale? L’ultima scelta di François non è affatto quella che sembra
Come finisce Il regno animale? Spieghiamo il destino di Émile, il significato della trasformazione e l’epilogo eliminato dal regista.
Il regno animale (Le Règne animal, distribuito internazionalmente come The Animal Kingdom) parte da un'idea apparentemente semplice, ma evita deliberatamente di fornire tutte le risposte, anche con il finale. Nel mondo immaginato dal regista Thomas Cailley, alcune persone stanno progressivamente sviluppando caratteristiche animali, mentre la società cerca di decidere se considerarle malati da curare, creature da rinchiudere o semplicemente una nuova forma di vita con cui imparare a convivere. Seguono spoiler su Il regno animale da qui in avanti.
La situazione cambia quando Émile entra in contatto con gli altri mutanti che vivono nella foresta. Tra loro c'è soprattutto Fix, l'uomo-uccello interpretato da Tom Mercier, con il quale nasce un rapporto destinato a cambiare il modo in cui il protagonista guarda alla propria condizione. Émile smette lentamente di considerare la trasformazione soltanto come qualcosa da combattere. Cailley ha raccontato di aver voluto accompagnare lo spettatore da una prima reazione di paura e rifiuto verso una progressiva comprensione delle creature. Gli occhi degli esseri trasformati restano volutamente umani proprio perché il film parla prima di tutto dell'incontro con ciò che percepiamo come diverso.
Nel frattempo François continua a cercare Lana, convinto di poter in qualche modo recuperare la donna che conosceva, ed è proprio il suo percorso a diventare fondamentale nel finale: il padre deve accettare che la trasformazione non può essere semplicemente cancellata e che amare sua moglie e suo figlio significa anche smettere di pretendere che rimangano ciò che erano. La parte più drammatica arriva quando Émile e gli altri mutanti vengono braccati, con Fix che riesce finalmente a volare, ma viene colpito e muore.
Quando le autorità intervengono, Émile viene infine catturato. Ed è qui che François compie la scelta che chiude davvero il suo arco narrativo. Il padre decide di liberare il figlio e di lasciarlo andare. Non cerca più di impedirgli di cambiare e, soprattutto, non tenta più di riportarlo alla normalità. Thomas Cailley ha descritto questo gesto finale di François come un atto di disobbedienza e altruismo: l'uomo arriva finalmente ad accettare ciò che per gran parte della storia aveva cercato di controllare.
Padre e figlio arrivano così in macchina vicino alla foresta e François lascia andare Émile, che corre verso gli alberi e progressivamente abbandona il mondo degli uomini. Nel finale lo sentiamo gridare, quasi ruggire, mentre il padre risponde a sua volta. È una separazione, ma non necessariamente una tragedia. La trasformazione di Émile funziona infatti anche come una grande metafora dell'adolescenza, visto che il ragazzo vede cambiare il proprio corpo, non si riconosce più, si allontana dal padre, scopre pulsioni e istinti nuovi e alla fine deve trovare una propria identità.
Émile doveva appartenere a un territorio di trasformazione vicino a quello materno, quindi quello dei mammiferi, ma stabilire esattamente quale animale sarebbe diventato avrebbe finito per limitare il significato della metamorfosi. In altre parole, Émile non deve necessariamente diventare un lupo e ciò che conta è che non sia più soltanto l'Émile dell'inizio del film. E il significato dell'ultima scena diventa ancora più evidente osservando la prima, poiché il regno animale comincia con François ed Émile bloccati in automobile nel traffico, circondati da cemento, rumore e metallo.
Cailley ha spiegato di aver pensato quell'apertura come l'immagine di una società ferma, che per tornare a vivere deve imparare ad accogliere nuovi modi di essere viventi. Il finale compie esattamente il percorso opposto: Émile abbandona l'auto e corre libero nella natura, ma originariamente Il regno animale non finiva esattamente qui. Cailley aveva girato un ulteriore epilogo ambientato circa un anno dopo, con François che vive sotto controllo giudiziario e continua a recarsi nei pressi di una grande riserva naturale in cui ormai vivono le creature. Lì riesce infine a riconoscere, tra i richiami provenienti dalla foresta, quello di suo figlio.
Ed è forse proprio qui che Il regno animale trova il senso della sua conclusione, visto che François non salva suo figlio riportandolo indietro: lo salva accettando di lasciarlo andare. La mutazione non viene curata, il vecchio ordine non viene ripristinato e il mistero sull'origine del fenomeno rimane. Perché il vero punto del film non è scoprire come tornare alla normalità, ma chiedersi che cosa accade quando è la normalità stessa a cambiare.