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Come finisce La ragazza del mare? L’impresa è vera, ma il film ha cambiato più di quanto sembri

Come finisce La ragazza del mare? Spieghiamo il finale del film con Daisy Ridley e cosa c’è di vero nell’impresa di Trudy Ederle.

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La ragazza del mare porta sullo schermo una storia talmente incredibile da sembrare costruita apposta per Hollywood. Eppure il momento decisivo del film con Daisy Ridley è realmente accaduto: Trudy Ederle riuscì davvero ad attraversare a nuoto la Manica, diventando la prima donna della storia a completare l'impresa. Il finale, però, mescola realtà e alcune importanti libertà narrative. Attenzione: da questo momento seguiranno spoiler sul finale de La ragazza del mare.

L'ultima parte del film riparte dal fallimento del primo tentativo di Trudy. La nuotatrice entra in acqua convinta di poter raggiungere l'Inghilterra, ma comincia improvvisamente a stare male e viene recuperata prima di poter completare la traversata. La ragazza del mare suggerisce apertamente che dietro quel fallimento ci sia il suo allenatore, Jabez Wolffe. L'uomo mette delle pillole nel tè di Trudy, compromettendo le sue condizioni durante la traversata. La giovane viene così riportata fuori dall'acqua e il suo sogno sembra definitivamente finito.

Ma Trudy non ha alcuna intenzione di arrendersi. Quando dovrebbe tornare negli Stati Uniti, decide invece di raggiungere Bill Burgess, uno dei pochi uomini che erano già riusciti ad attraversare la Manica. Sarà lui a prepararla per il secondo tentativo e, soprattutto, ad affrontare la sfida con un atteggiamento completamente diverso rispetto a Wolffe. È qui che La ragazza del mare prepara il suo grande finale. Trudy torna in acqua e questa volta deve affrontare una serie di ostacoli ancora più duri: il freddo, la stanchezza, le correnti e persino le meduse.

La ragazza del mare, fonte: Walt Disney Pictures

Ma il momento più difficile arriva quando raggiunge una zona di acqua troppo bassa perché l'imbarcazione che la accompagna possa continuare a seguirla. Trudy rimane quindi sola, con il buio intorno a lei e senza più la barca a indicarle la direzione, per qualche istante sembra che possa perdere completamente l'orientamento. Dalla costa inglese, però, vengono accesi dei fuochi per mostrarle dove dirigersi. Trudy li vede e continua a nuotare verso la riva. Alla fine ce la fa. Trudy raggiunge l'Inghilterra e diventa la prima donna ad aver attraversato a nuoto il Canale della Manica, ma il risultato è ancora più impressionante di quanto possa sembrare: non si limita infatti a completare una prova che fino a quel momento era considerata quasi impossibile per una donna, ma batte anche il precedente record stabilito dagli uomini.

Ed è proprio qui che realtà e cinema praticamente coincidono. Il 6 agosto 1926 Gertrude Ederle completò davvero la traversata della Manica, partendo dalla Francia e arrivando sulla costa inglese dopo poco più di 14 ore. Aveva appena 20 anni e il suo tempo migliorò di quasi due ore il precedente primato maschile. Non tutto ciò che si vede nel finale, però, avvenne esattamente in questo modo ed uno dei cambiamenti più importanti riguarda proprio i due tentativi. Il film dà l'impressione che Trudy sia tornata in acqua dopo pochissimo tempo, mentre nella realtà trascorse circa un anno tra il fallimento del 1925 e la traversata riuscita del 1926. Anche il presunto sabotaggio di Wolffe va preso con cautela.

La ragazza del mare, fonte: Walt Disney Pictures

Trudy sospettò realmente che durante il primo tentativo le fosse stato somministrato qualcosa, ma non esistono prove definitive che il suo allenatore l'abbia deliberatamente drogata per impedirle di completare la traversata. Il film trasforma quindi un episodio controverso della storia reale in un conflitto molto più netto. Ci sono poi altri dettagli modificati o semplificati. Per esempio, il costume utilizzato per la traversata nel film viene adattato con l'aiuto della sorella Meg, mentre nella realtà fu la stessa Trudy a studiare una soluzione che le permettesse di nuotare con maggiore libertà. Il film tralascia inoltre una violenta tempesta incontrata durante la vera traversata, preferendo concentrare la tensione sulla solitudine della protagonista nelle acque poco profonde.

La parte fondamentale del finale, però, non ha bisogno di essere abbellita. Trudy Ederle attraversò davvero la Manica e al suo ritorno negli Stati Uniti venne accolta come una celebrità. A New York fu organizzata per lei una gigantesca ticker-tape parade e la sua impresa divenne un simbolo che andava ben oltre il mondo del nuoto. Le ultime immagini de La ragazza del mare servono proprio a ricordare che quella vista sullo schermo non è soltanto la conclusione perfetta di un film sportivo. Dietro Daisy Ridley c'era una ragazza realmente esistita che, in un'epoca in cui molti consideravano quell'impresa fuori dalla portata di una donna, entrò in acqua e arrivò dall'altra parte. E lo fece più velocemente di tutti gli uomini che ci erano riusciti prima di lei.

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