Come finisce La ragazza della palude? Il destino di Kya e Chase nasconde una verità sconvolgente
Come finisce La ragazza della palude? Il finale del film con Daisy Edgar-Jones rivela la verità su Kya e sulla misteriosa morte di Chase.
La ragazza della palude trascorre gran parte della sua storia lasciando lo spettatore con lo stesso dubbio che accompagna il processo a Kya Clark, interpretata da Daisy Edgar-Jones: è davvero lei la responsabile della morte di Chase Andrews? Il verdetto sembra dare una risposta definitiva, ma gli ultimissimi minuti del film costringono a rileggere praticamente tutto ciò che è accaduto. Attenzione: da questo momento l'articolo contiene spoiler sul finale de La ragazza della palude.
Kya, infatti, si trovava fuori città per incontrare il suo editore quando Chase è morto e non esiste una prova concreta capace di dimostrare che sia riuscita a tornare nella palude, ucciderlo e ripartire senza essere vista. Alla fine Kya viene dichiarata non colpevole. Il caso sembra quindi chiuso e la sua vita può finalmente ripartire: la donna si ricongiunge con Tate, il suo primo grande amore, e i due trascorrono insieme il resto della loro esistenza nella palude. Kya riesce inoltre a trasformare la sua conoscenza della natura in una carriera da scrittrice e illustratrice.
È soltanto molti anni dopo che arriva la vera risposta. Ormai anziana, Kya muore nella palude dopo aver avuto una visione della madre che l'aveva abbandonata quando era bambina e, dopo la sua morte, Tate comincia a sistemare le sue cose e trova qualcosa che Kya aveva tenuto nascosto per tutta la vita: tra le pagine di un quaderno compare la collana di conchiglie appartenuta a Chase.
Il film non ricostruisce esplicitamente ogni passaggio dell'omicidio, ma il significato è chiaro. Kya sapeva che Chase avrebbe continuato a rappresentare una minaccia e decide di eliminarlo, applicando in qualche modo alla propria vita le regole che aveva osservato per anni nella natura: quando un predatore minaccia una preda, sopravvivere può significare reagire. La rivelazione rende così molto più importante tutto il rapporto di Kya con la palude, visto che la natura non è soltanto il luogo nel quale è cresciuta: è il sistema attraverso cui ha imparato a interpretare il mondo, senza applicare necessariamente le stesse regole morali della società che l'ha sempre emarginata.
La regista Olivia Newman ha spiegato proprio per questo di non aver mai preso in considerazione l'idea di cambiare il finale, considerandolo fondamentale per comprendere Kya e le scelte davanti alle quali si è trovata. Anche la reazione di Tate è significativa, ed volta compresa la verità, decide di proteggere Kya anche dopo la sua morte, facendo sparire ciò che ha scoperto invece di consegnarlo alle autorità. Il segreto della donna resta così nella palude insieme a lei.
Nel film Amanda Hamilton viene invece eliminata e sono soprattutto i disegni di Kya e la collana nascosta a completare il puzzle. Una modifica che rende la rivelazione più immediata, ma non ne cambia il significato: Kya è stata assolta perché contro di lei non esistevano prove sufficienti, non perché fosse innocente. Ed è proprio questo dettaglio, svelato soltanto quando nessuno può più giudicarla, a trasformare gli ultimi secondi de La ragazza della palude nella vera chiave di lettura dell'intero film.