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Come finisce Nikita? Il significato del finale del cult di Luc Besson con Jean Reno e cosa accade davvero alla protagonista

Nikita torna in TV su Iris: scopriamo come finisce il cult di Luc Besson con Anne Parillaud e Jean Reno e cosa significa davvero la scelta finale della protagonista.

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Stasera torna in TV uno dei film che hanno contribuito a rendere Luc Besson uno dei nomi più riconoscibili del cinema europeo tra gli anni Ottanta e Novanta. Nikita, uscito nel 1990, va in onda domenica 30 agosto alle 21:15 su Iris, riportando sul piccolo schermo la storia della giovane criminale trasformata dai servizi segreti in una killer professionista. Prima di proseguire, però, è bene avvertire che da questo momento entreremo nel dettaglio della storia e soprattutto del finale: attenzione quindi agli spoiler.

Interpretata da Anne Parillaud, Nikita entra in scena nel modo più violento possibile. Dopo una rapina finita nel sangue e l'uccisione di un poliziotto, la ragazza viene arrestata e condannata all'ergastolo. La sua storia, almeno ufficialmente, dovrebbe finire lì. Ma qualcuno ha altri progetti per lei. I servizi segreti inscenano infatti la sua morte e la fanno sparire agli occhi del mondo, con Nikita che viene sottoposta a un lungo e durissimo addestramento, durante il quale impara a combattere, usare le armi e muoversi come un'agente professionista.

A guidarla in questa trasformazione è Bob, interpretato da Tchéky Karyo, l'uomo che diventa il suo referente e mantiene il controllo sulla nuova vita che le è stata concessa. Superata la prima vera prova sul campo, Nikita può finalmente tornare nel mondo esterno sotto una nuova identità. È qui che conosce Marco, interpretato da Jean-Hugues Anglade, e finisce per innamorarsene. Per la prima volta da quando è stata reclutata, sembra intravedere la possibilità di costruire una vita normale, lontana dalla violenza e dagli ordini ricevuti fino a quel momento.

Nikita di Luc Besson, fonte: Gaumont

Il problema è che Marco non sa nulla della sua vera identità. Nikita continua a essere chiamata per missioni che non può rifiutare, mentre il confine tra la donna che vorrebbe essere e l'assassina che è stata costretta a diventare si fa sempre più sottile. È proprio questa frattura a portare il film verso il suo ultimo atto. Nikita viene incaricata di recuperare alcuni documenti da un'ambasciata, ma l'operazione non procede come previsto. Entra così in scena Victor, il gelido "eliminatore" interpretato da Jean Reno, uno dei personaggi più memorabili del film nonostante il tempo relativamente limitato trascorso sullo schermo.

La situazione precipita rapidamente, con Victor che interviene per rimettere in piedi un'operazione ormai compromessa, eliminando brutalmente diverse persone coinvolte. Nikita è quindi costretta a prendere il posto dell'agente che avrebbe dovuto impersonare l'ambasciatore, riuscendo così a entrare nell'edificio e recuperare i documenti. La missione si trasforma però in una fuga disperata. Nikita viene scoperta e Victor, dopo aver affrontato le guardie, rimane gravemente ferito. Riesce comunque a portarla lontano dall'ambasciata prima di morire, lasciando Nikita ancora una volta sola davanti alle conseguenze della vita che le è stata imposta.

Quando torna a casa, qualcosa è ormai cambiato definitivamente. Marco ha scoperto la doppia vita della donna che ama e comprende cosa si nascondeva dietro le misteriose assenze e le bugie che avevano accompagnato la loro relazione. A quel punto Nikita prende la decisione che conduce al vero finale del film: sparire. Dopo l'addio a Marco, la ragazza se ne va senza rivelare dove sia diretta e fa perdere le proprie tracce. Non cerca soltanto di allontanarsi dall'uomo che ama, ma soprattutto dall'organizzazione che fino a quel momento ha controllato praticamente ogni aspetto della sua esistenza.

Nikita di Luc Besson, fonte: Gaumont

Però il film non termina con la sua fuga. Bob raggiunge l'appartamento nella speranza di trovare Nikita, ma davanti a sé trova soltanto Marco. È qui che emerge un ultimo dettaglio importante: i documenti recuperati durante la missione sono rimasti con lui e Marco decide di consegnarli a Bob, togliendo così uno dei motivi per cui i servizi potrebbero continuare a dare la caccia alla donna. Gli chiede quindi di lasciarla andare. Il confronto tra i due chiude il film in maniera molto più intima rispetto alla violenza vista poco prima. Bob e Marco hanno conosciuto due versioni differenti della stessa persona: il primo l'agente che ha contribuito a creare, il secondo la donna che cercava disperatamente di costruirsi una quotidianità normale.

Alla fine rimangono entrambi senza di lei. Ed è proprio nella scelta di Nikita di abbandonare entrambi che si può leggere il significato dell'epilogo. Per quasi tutto il film qualcun altro ha deciso per lei. Prima le sostanze stupefacenti e la violenza hanno condizionato la sua esistenza, poi sono arrivati il carcere e soprattutto i servizi segreti. Persino quella che inizialmente sembra una seconda possibilità si rivela un'altra forma di prigionia: Nikita può tornare nel mondo soltanto accettando di diventare la persona che il sistema vuole che sia.

Scomparire significa rinunciare anche a Marco, ma allo stesso tempo compiere finalmente una scelta che appartiene soltanto a lei. Besson non rivela dove sia andata né se riuscirà davvero a sfuggire per sempre ai servizi segreti. Il punto, però, è proprio questo: per la prima volta il futuro di Nikita non viene deciso da qualcun altro. Nikita non si chiude quindi con una vittoria tradizionale e nemmeno con una vera sconfitta. Dopo essere stata dichiarata morta, privata della propria identità e trasformata in un'arma, la protagonista sceglie semplicemente di sparire e provare a riprendersi ciò che resta della propria vita. Per chi volesse riscoprire il cult di Luc Besson, l'appuntamento è fissato per domenica 30 agosto alle 21:15 su Iris, canale 22 del digitale terrestre.

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