Come finisce Retribution? Dietro la bomba c’è un piano molto più grande di quanto Matt immaginasse
Come finisce Retribution? Scopriamo chi ha piazzato la bomba, il vero piano dietro il ricatto e cosa succede a Matt nell’ultima scena.
Retribution costruisce praticamente tutta la sua tensione attorno a una domanda: chi è davvero l'uomo che sta ricattando Matt Turner? Per gran parte del film, il personaggio interpretato da Liam Neeson è convinto di essere finito nel mirino di qualcuno legato al suo lavoro nel mondo della finanza. La risposta arriva soltanto nell'ultima parte e coinvolge una persona che Matt credeva ormai fuori dai giochi. Seguono spoiler su Retribution da qui in avanti.
Anche persone legate alla Nanite Capital vengono coinvolte negli attentati e la situazione precipita quando alcune auto esplodono davvero. A rendere tutto ancora più complicato è il fatto che le prove cominciano a indicare proprio Matt come responsabile. Agli occhi della polizia, l'uomo non sembra più soltanto una vittima: potrebbe essere l'attentatore che stanno cercando. La svolta arriva quando entra in gioco Anders Muller, interpretato da Matthew Modine. Anders è il CEO della società per cui lavora Matt e soprattutto un suo amico e collega di lunga data ed anche lui sembra essere diventato una delle vittime dell'attentatore.
Matt viene infatti costretto a incontrarlo e la voce al telefono gli ordina addirittura di ucciderlo. Matt si rifiuta e poco dopo l'auto di Anders esplode, facendo credere che l'uomo sia morto. Ma è proprio qui che Retribution prepara il suo vero colpo di scena. Anders non è mai morto, ma in realtà è lui l'uomo che si nasconde dietro le telefonate e l'intera operazione è stata organizzata per mettere le mani su una fortuna e, contemporaneamente, scaricare ogni responsabilità su Matt. Il piano ruota attorno a 208 milioni di euro legati a un fondo occulto e per completare il trasferimento, Anders ha bisogno di Matt e costruisce quindi una messinscena estremamente elaborata: attentati, telefonate, ricatti e persino la propria falsa morte servono a trasformare il collega nel perfetto capro espiatorio.
Matt potrebbe a quel punto affidarsi alle autorità e decide invece di continuare. Non vuole soltanto sopravvivere: vuole scoprire chi abbia distrutto la sua vita e dimostrare di non essere responsabile degli attentati. Così fugge dal blocco della polizia e costringe il misterioso interlocutore a mostrarsi personalmente. È allora che Anders sale sulla sua auto e rivela finalmente la verità. Il suo obiettivo è completare il trasferimento del denaro e lasciare Matt con tutte le responsabilità, ma Anders commette un errore: entrando nella macchina si mette esattamente nella stessa trappola che aveva costruito per il collega.
Matt capisce infatti di avere un'ultima possibilità ed accelera e porta l'auto verso un ponte, fino a farla schiantare contro il bordo. A quel punto si slaccia la cintura e si lascia cadere nel fiume. Il movimento fa scattare il meccanismo collegato al sedile e la bomba esplode mentre Anders è ancora nell'abitacolo. Anders muore nell'esplosione. Matt, invece, sopravvive e riesce ad allontanarsi abbastanza dall'automobile prima della detonazione, riemergendo dall'acqua poco dopo. Non aveva però alcuna garanzia che il piano avrebbe funzionato: la sua è sostanzialmente una scommessa estrema, compiuta quando i figli sono ormai al sicuro e lui non ha più intenzione di permettere ad Anders di fuggire.
Ma il finale di Retribution chiude anche un'altra storia iniziata molto prima che qualcuno piazzasse una bomba sotto l'automobile, poiché all'inizio del film Matt è un uomo completamente assorbito dal lavoro. Telefona continuamente, trascura ciò che accade intorno a lui e il rapporto con la moglie Heather e con i figli è ormai in crisi. Non è casuale che l'intera storia lo costringa a rimanere letteralmente bloccato in macchina insieme a Zach ed Emily, senza possibilità di fuggire dalle conseguenze delle proprie scelte.
Per gran parte del film Matt cerca di salvare contemporaneamente la propria carriera, la reputazione e la famiglia. Nel finale le priorità sono ormai completamente ribaltate. Una volta messi al sicuro i figli, è disposto persino a rischiare la propria vita per impedire ad Anders di completare il piano. La vera "retribution" del titolo non è quindi soltanto la morte del cattivo: è anche il percorso di un uomo che, dopo aver rischiato di perdere tutto, capisce finalmente cosa avrebbe dovuto mettere al primo posto fin dall'inizio.