Com'è il biopic su Michael Jackson? Le prime impressioni dalle anteprime rivelano un film "elettrico"

Michael, il biopic su Jackson diretto da Fuqua conquista Berlino. Prime reazioni entusiaste: Jaafar Jackson elettrizzante. Nelle sale dal 24 aprile 2026.

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Il 10 aprile 2026, a Berlino, è andata in scena la prima mondiale di Michael, il biopic dedicato al Re del Pop diretto da Antoine Fuqua. E le prime reazioni degli spettatori che hanno avuto il privilegio di vedere in anteprima il film sono arrivate a valanga sui social media, dipingendo un quadro sorprendentemente positivo per una pellicola che ha già attraversato mesi di polemiche e aspettative altissime. Il film, che arriverà nelle sale il 22 aprile, ha scatenato un'ondata di entusiasmo. Gli spettatori parlano di "magia pura", di "risveglio spirituale", di un'esperienza cinematografica che ti fa "sorridere dove vuole e rabbrividire dove serve". Parole forti, per un progetto che molti temevano potesse ridursi a un'agiografia patinata.

Jaafar Jackson, il nipote ventottenne di Michael chiamato a interpretare lo zio in quello che è probabilmente il ruolo più difficile della sua carriera, sembra aver superato l'esame a pieni voti. Gli aggettivi utilizzati per descrivere la sua performance non lasciano spazio a dubbi: "elettrico", "abbagliante", "ipnotico". Hunter Bolding, critico presente alla première, ha sottolineato come Jaafar incarni letteralmente Michael Jackson, trasformandosi in un conduttore di pura energia scenica. Il film, secondo le prime testimonianze, riesce a ricreare le performance leggendarie del Re del Pop con una fedeltà che sfiora la perfezione. Thriller, Beat It, Billie Jean: ogni numero musicale viene descritto come un'esperienza viscerale, impossibile da guardare restando immobili. Liam Crowley di ScreenRant ha confessato di non essere riuscito a trattenere un cenno del capo e il battito ritmico delle dita durante tutta la proiezione.

Accanto a Jaafar, emerge prepotente la figura di Colman Domingo nel ruolo di Joe Jackson, il padre controverso e autoritario del cantante. Le reazioni lo descrivono come "mostruoso" e "spettacolare", confermando quello che molti già sapevano: Domingo è uno degli attori più talentuosi della sua generazione. La sua interpretazione, a detta dei presenti, potrebbe già metterlo in corsa per le nomination ai premi come miglior attore non protagonista.



Non tutto, però, è perfetto. Diverse voci hanno segnalato problemi di ritmo e un finale che non convince del tutto. Il film dura 130 minuti e, a quanto pare, in alcuni tratti la narrazione perde slancio, lasciando lo spettatore in attesa di una risoluzione più potente di quella offerta. Sono critiche costruttive, che non scalfiscono l'impressione generale di trovarsi di fronte a uno dei migliori biopic musicali mai realizzati. Sul social Letterboxd, dove i cinefili più appassionati condividono le loro impressioni, qualcuno ha parlato della scena di Human Nature come di un momento quasi trascendente. Quel brano del 1982, con la sua melodia sognante e il testo introspettivo, diventa nel film un'esperienza che va oltre il cinema, toccando corde emotive profonde.

Tutto questo entusiasmo si tradurrà in successo al botteghino? Le proiezioni parlano di un debutto da circa 60 milioni di dollari nel mercato domestico americano, cifra che lo porrebbe al secondo posto tra i migliori esordi di sempre per un biopic musicale, subito dietro Straight Outta Compton. Non male, considerando che Michael dovrà affrontare una concorrenza agguerrita nelle settimane successive, con l'arrivo di blockbuster come Il diavolo veste Prada 2 e The Mandalorian and Grogu.

Il film arriva in un momento delicato. La figura di Michael Jackson continua a dividere l'opinione pubblica, tra chi lo ricorda come un genio assoluto e chi non riesce a separare l'arte dalle accuse di abusi su minori che lo hanno perseguitato in vita e dopo la morte. Le prime reazioni non entrano nel merito di questo aspetto spinoso, limitandosi a elogiare la qualità cinematografica e la potenza emotiva del racconto. L'appuntamento è fissato per il 22 aprile. E se le prime reazioni sono un indicatore affidabile, preparatevi a vedere sale gremite di persone che non resisteranno all'impulso di muoversi sulla sedia, battere il piede, magari sussurrare un "hee hee" al momento giusto. Perché Michael Jackson, nel bene e nel male, resta il Re del Pop. E questo film sembra deciso a ricordarcelo con la forza travolgente che solo il grande cinema sa avere.

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