Comic-Con 2017 - Ready Player One, il cast ci racconta la tecnologia rivoluzionaria impiegata da Spielberg
Ecco il resoconto dell’incontro con il cast di Player One, il film di Steven Spielberg tratto dal romanzo di Ernest Cline.
All’Hilton Hotel di San Diego, tra un panel nella Sala H e l’altro, abbiamo incontrato il cast di Ready Player One, l’ultima fatica di Steven Spielberg al cinema nel 2018.
A pochi minuti dall'inizio della conferenza, gli organizzatori ci spiegano che non è permesso scattare foto, ma ci invitano ad apporre registratori e cellulari sul tavolo in modo da catturare nel modo più chiaro possibile le parole del cast. Dopo qualche minuto di ritardo dei talent (comprensibile, trattandosi del Comic-Con di San Diego), la conferenza ha inizio: a rubare la scena, nell'immediato, è T.J. Miller che si impossessa di uno dei cellulari posti sulla scrivania e chiede: "Posso lasciare un messaggio segreto?", così si avvicina il cellulare alla bocca e inizia a bisbigliare frasi purtroppo non udibili che resteranno avvolte nel mistero. Immaginiamo però che si tratti di qualcosa di decisamente spassoso.
La prima domanda fatta dal moderatore serve a rompere il ghiaccio ed è rivolta all'autore del romanzo Ernest Cline:
È successo tanto tempo fa grazie al mio amore per i videogiochi e per i libri di Roald Dahl come La fabbrica di cioccolato. Mi venne in mente un'idea molto particolare: e se Willy Wonka fosse stato uno sviluppatore di videogiochi? Se avesse nascosto il biglietto d'oro nelle sue creazioni? Il libro è nato così, da questa idea che poi ho sviluppato e mutato nel corso del tempo. Non avrei mai immaginato che sarebbe diventato un film perché rendevo omaggio a tantissimi esempi della cultura popolare. Figuriamoci immaginare che lo avrebbe diretto Spielberg, a cui tra l'altro faccio riferimento nel romanzo.
Com’è stato il processo creativo per te, Zak?
Una domanda per i più giovani: cos’è che vi ha attirato di questo progetto?
Tye: Non avevo letto il libro quando mi hanno proposto lo script, ma ero ossessionato dalla realtà virtuale. È successo tutto circa 2 anni fa se non erro, quando ho letto lo script ho pensato che fosse fichissimo, stavo impazzendo all'idea che fosse coinvolto Steven Spielberg. Ho inviato un provino, il mio agente mi ha chiamato e mi ha detto: “Mi dispiace, sono orientati verso qualcun altro, ma sei stato bravo”. Un paio di settimane dopo mi ha richiamato e mi ha detto: "Hai presente quel film di Spielberg?" e io tutto eccitato gli ho risposto: "Ovvio, ci sono novità?" e lui: "Steven ti ha visto in un film e vuole che tu faccia il provino". Il film era "Manuale Scout per l'Apocalisse Zombie", che non è tra i film migliori che ho fatto, è stata un'esperienza un po' difficile a dire il vero, ma è assurda l'idea che dopo quel film [Steven] abbia voluto rivedermi. Così ho fatto un altro provino con Olivia, e visto che pensavo che non avrei ottenuto la parte sono andato da Spielberg, l'ho ringraziato per aver cambiato la mia vita grazie a film come ET. Poi alla fine ha scelto me ed è stato molto imbarazzante, ma è stato un sogno che si è avverato. La sua energia è incredibile, lavora instancabilmente 12 ore al giorno, non è tra i più giovani, ma dentro è ancora un bambino ed è ancora pieno di ardente passione.
TJ Miller: Stavo girando "La festa prima delle feste" quando mi chiesero di partecipare a questo film. Quello che dovete sapere di Steven Spielberg è che lui non ti chiede di essere nel suo film, lo decide e basta, perciò non puoi tirarti indietro. Quando ho ricevuto lo script ho cercato di inserire qualche battuta, ma senza esagerare. Doveva essere un film epico, perciò la commedia doveva essere molto sottile e velata. Il personaggio che Zak Pen ha scritto con la sua "pen" è semplicemente uno spasso.
i-R0k, a differenza degli altri, si trova nel gioco praticamente per tutto il tempo. Per girare quelle parti io e Ben [Mendelsohn] abbiamo indossato delle tute motion capture, con più di cento puntini neri sulla faccia. Ricordo che un giorno abbiamo dovuto girare una scena divertente facendo i seri, ma io non riuscivo, non la smettevo di ridere. Ricordo di avergli detto: "Sembri uno di quegli strani dipinti senza senso".
Ben: Fate rispondere a me perché T.J. parla troppo. Dunque, la tecnologia che abbiamo usato è stata molto rivoluzionaria.
[il cast ride]
Tye: Tutto quello che succede nel videogioco è girato in motion capture. Abbiamo trascorso 7-8 nello stage volumetrico. Il motion capture ti toglie gli ostacoli che hai durante le riprese normali, non hai problemi di luci, non c'è bisogno di attese. È stato tutto molto veloce.
Olivia: Sì, esatto, mi ha addirittura dato l'impressione di recitare a teatro.
Zak: Abbiamo impiegato in tutto 67 giorni di riprese, ho lavorato a tanti Marvel film che superano sempre gli oltre 100 giorni, ma Steven ha girato in pochissimo tempo e non so come abbia fatto. James Cameron solitamente ci mette 7 anni [ride].
Com’è stata l'esperienza sul set e collaborazione con Ernest?
Il libro è così pieno di cultura popolare. Quali riferimenti avete apprezzato di più?
Tye: Il Gigante di Ferro, perché è uno dei miei preferiti. Vedere il trailer mi ha commosso, ed è incredibile pensare che io sia un un film con il Gigante di Ferro.
Che tipo di musica avete ascoltato per entrare nel personaggio o per scrivere, nel tuo caso, Ernie?
Zak: C’è una playlist su Spotify, che mi ha girato Ernie, che contiene ogni singola canzone del libro. io ho creato una sotto-liste per escludere cose che non volevo sentire. Il libro ha già una colonna sonora praticamente, perciò ci siamo limitati a discutere di cose come quale versione di Blue Monday usare: l'originale, il remix e così via. La cosa da precisare è che tutti questi riferimenti sono chicche, il film non va inteso come un omaggio alla cultura popolare. La cosa più importante è la storia ed è sempre stato quello il nostro obiettivo e quello di Steven Spielberg.
Ernest: Assolutamente! Mi trovo meglio ad ascoltare musica senza parole, scrivo meglio quando sento John Williams e Alan Silvestri, che tra l'altro si occuperà della colonna sonora di questo film. Sul set, invece, Ben ogni giorno cantava tra un ciak e l’altro per rilassarsi.
Tye: cantavi il tema di Star Wars?
Ben: No, l'avrò cantato una sola volta quando ho avuto bisogno di forza.
TJ: Io continuavo ad ascoltare Boba Fett [a questo punto si tuffa in una spassosa imitazione del cacciatore di taglie]
Nel romanzo ci sono tanti riferimenti giapponesi, quanti ce ne sono nel film?
Ernest: Nel teaser il personaggio di Olivia guida la moto di Kaneda di Akira. Non è la versione animata della moto, ma una versione completamente fotorealistica. Nel film ci saranno molte cose simili.
Zak: Non possiamo parlare di numeri, ma confermo che ce ne saranno. C’è una cosa che nessuno si aspetta, un riferimento pazzesco alla cultura giapponese. Vi sorprenderemo.
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Una copia del romanzo che abbiamo ricevuto dall'autore Ernest Cline in persona.[/caption]
Ready Player One vede nel cast Tye Sheridan, Olivia Cooke (Samantha Evelyn Cook/Art3mis), Ben Mendelsohn (Nolan Sorrento), Simon Pegg (Ogden Morrow), T.J. Miller (iR0k), Win Morisaki (Daito), Philip Zhao (Shoto) e Mark Rylance (James Halliday).
L’opera scritta da Ernest Cline, ambientata nel 2045, descrive un pianeta Terra inquinato, sovrappopolato e privo di fonte energetiche. L’unico svago per la popolazione terrestre si trova in un universo virtuale chiamato OASIS.
Ecco la sinossi del romanzo:
Il mondo è un brutto posto. Wade ha diciotto anni e trascorre le sue giornate in un universo virtuale chiamato OASIS, dove si fa amicizia, ci si innamora – si fa ciò che ormai è impossibile fare nel mondo reale, oppresso da guerre e carestie. Ma un giorno James Halliday, geniale creatore di OASIS, muore senza eredi. L’unico modo per salvare OASIS da una spietata multinazionale è metterlo in palio tra i suoi abitanti: a ereditarlo sarà il vincitore della più incredibile gara mai immaginata. Wade risolve quasi per caso il primo enigma, diventando di colpo, insieme ad alcuni amici, l’unica speranza dell’umanità. Sarà solo la prima di tante prove: recitare a memoria le battute di Wargames, penetrare nella Tyrell Corporation di Blade Runner, giocare la partita perfetta a Pac-Man, sfidare giganteschi robot giapponesi e così via, in una strabiliante rassegna di missioni di ogni tipo, ambientate nell’immaginario pop degli anni ’80, a cui OASIS è ispirato.
Prodotto da Warner Bros. Pictures, Village Roadshow Pictures e DreamWorks Pictures, Ready Player One vede alla produzione Donald De Line (con la sua De Line Pictures), Dan Farah e Kristie Macosko Krieger. Bruce Berman figura come produttore esecutivo.
L’uscita è prevista per il 30 marzo 2018.