Cosa faresti se ogni crimine fosse legale? Stasera in tv arriva il thriller che inquieta tutto il vicinato
Sono le 19:00 del 21 marzo ed una sirena lacerante squarcia il silenzio della città. Così inizia un thriller inquietante che dovreste vedere stasera in tv.
Immagina per un attimo. Sono le 19:00 del 21 marzo. Una sirena lacerante squarcia il silenzio della città. Per le prossime dodici ore, fino alle 7 del mattino, ogni crimine è permesso. Omicidio compreso. La polizia non risponde, gli ospedali chiudono i battenti, la legge sospende la propria autorità. Tu cosa fai? Ti barricci in casa sperando che nessuno bussi alla tua porta? Oppure scendi in strada per regolare quei conti che da troppo tempo ti bruciano dentro? Questa è la premessa di La notte del giudizio, film in programma su Italia 2, in questa giornata di giovedì 21 maggio, alla ore 21:15.
Al centro della storia c'è la famiglia Sandin. James, interpretato da un Ethan Hawke in stato di grazia, è l'incarnazione dell'America anestetizzata. Vende sistemi di sicurezza ai ricchi, quelli che possono permettersi di trasformare le proprie case in bunker inespugnabili. Ha fatto fortuna sulla paura altrui, sulla "notte del giudizio" stessa. Sua moglie Mary, una Lena Headey intensa e magnetica, è moralmente contraria a questa barbarie istituzionalizzata, ma si adegua. Poi ci sono i figli: Zoey, sedici anni, la classica teenager convinta che le tragedie capitino solo agli altri; e Charlie, quattordici anni, la bussola morale della famiglia.
Quando la sirena annuncia l'inizio della Purge, i Sandin si chiudono dentro casa. Tutto è previsto, tutto è controllato. Fino a quando Charlie, attraverso le telecamere di sicurezza, vede un uomo disperato che corre per la strada, inseguito da un branco di freaks mascherati. L'uomo urla aiuto. Charlie, in un gesto che gli costerà caro, disattiva il sistema di sicurezza e lo fa entrare. È un senzatetto, qualcuno che nella nuova America vale meno di zero.
In sintesi La notte del giudizio è un film che funziona. Funziona perché i cattivi non sono mostri alieni o serial killer incappucciati: sono i vicini della porta accanto. Quelli con cui dividi il marciapiede, con cui scambi convenevoli al supermercato. Funziona perché mette a nudo l'ipocrisia di una società che si vuole civile ma che, sotto la superficie, ribolle di rancore, invidia, voglia di vendetta. Funziona perché ti costringe a farti quella domanda scomoda: se davvero non ci fossero conseguenze, cosa saresti disposto a fare?
Il film ha generato un franchise di successo con quattro sequel e una serie tv, espandendo l'universo narrativo e approfondendo le dinamiche politiche e sociali della Purge. Ma è questo primo capitolo, con la sua semplicità quasi teatrale viste le poche ambientazioni utilizzate, a conservare la carica più disturbante. Perché non ti mostra un futuro impossibile. Ti mostra un futuro che, in fondo, non è poi così lontano. Basta guardare i titoli dei giornali, le tensioni che attraversano le democrazie occidentali, la polarizzazione crescente tra ricchi e poveri.