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Cosa lega Richard Harrison a KissMe Licia? Il retroscena che pochi conoscono

Dagli spaghetti-western ai film di spionaggio, Richard Harrison è stato uno dei volti più famosi del cinema. Ma c’è un dettaglio della sua vita che riporta direttamente a un cult televisivo amatissimo dai più giovani

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Richard Harrison, scomparso a a 90 anni a Los Angeles, appartiene a quella generazione di attori stranieri che, tra gli anni Sessanta e Settanta, trovarono nel cinema italiano un terreno particolarmente fertile. Nato a Salt Lake City nel 1936, prima di dedicarsi alla recitazione aveva lavorato come fotomodello, costruendosi un fisico che sarebbe diventato uno dei suoi biglietti da visita sul grande schermo.

La sua carriera prese una direzione precisa quando arrivò in Italia, dove divenne protagonista di numerosi film popolari appartenenti ai generi allora più prolifici: peplum, western all'italiana, polizieschi e avventure spionistiche. Tra i titoli che lo videro protagonista figurano Il gladiatore invincibile, Duello nel Texas, Le spie uccidono a Beirut e Colpo maestro al servizio di Sua Maestà britannica.

Uno degli episodi più curiosi legati alla sua carriera riguarda Sergio Leone e la celebre trilogia del dollaro. Harrison ha raccontato di essere stato preso in considerazione per il ruolo dell'Uomo senza nome, personaggio destinato a diventare uno dei simboli del western cinematografico. Secondo il suo stesso racconto, l'attore non sarebbe stato convinto né dalla sceneggiatura né dalle condizioni economiche prospettate. La sua decisione ebbe una conseguenza destinata a entrare nella storia: avrebbe suggerito alla produzione il nome di Clint Eastwood.

Richard Harrison in una scena dei suoi film - Fonte: Film Columbus

Il resto è storia del cinema. Eastwood avrebbe interpretato il ruolo in Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto, il cattivo, trasformando quel personaggio in un'icona internazionale.

Per Harrison, invece, la carriera proseguì soprattutto nel territorio del cinema di genere. Negli anni Settanta iniziò a lavorare anche in produzioni asiatiche, spostandosi tra Hong Kong, Taiwan e Filippine. Negli anni Ottanta partecipò inoltre a numerosi film ninja, produzioni spesso destinate al mercato internazionale e caratterizzate da montaggi e distribuzioni particolari. Nel 1987 tornò negli Stati Uniti e, dopo alcune ultime esperienze professionali, lasciò progressivamente il mondo dello spettacolo.

È però un altro legame a rendere Richard Harrison particolarmente interessante per il pubblico italiano. L'attore era infatti il padre di Sebastian Harrison, volto televisivo conosciuto soprattutto dagli spettatori degli anni Ottanta per aver interpretato Satomi nella saga televisiva di Licia.

Sebastian Harrison nel ruolo di Satomi in Love Me Licia - Fonte: Reteitalia

Sebastian Harrison, nato a Roma nel 1965, entrò infatti nel cast di Love Me Licia, la serie live action ispirata ai personaggi dell'anime giapponese Kiss Me Licia. Nel telefilm interpretava Satomi, il tastierista dei Bee Hive, accanto a Pasquale Finicelli nel ruolo di Mirko, Cristina D'Avena nei panni di Licia e agli altri componenti della band. Il personaggio di Satomi non era dunque soltanto una presenza di contorno. Faceva parte del gruppo musicale al centro della storia e rappresentava uno dei volti maschili più riconoscibili dell'universo di Licia. Harrison interpretò il personaggio anche nelle serie successive, tra cui Licia dolce Licia e Balliamo e cantiamo con Licia.

La storia di Richard Harrison presenta così un curioso doppio percorso. Da una parte c'è un attore americano diventato protagonista del cinema popolare italiano, interprete di gladiatori, pistoleri e agenti segreti; dall'altra c'è suo figlio Sebastian, rimasto nell'immaginario di una generazione grazie a un personaggio completamente diverso.

E proprio questo incrocio rende particolare il ricordo di Harrison per il pubblico italiano. Il suo nome può essere associato ai B-movie, agli spaghetti-western e alle produzioni internazionali degli anni Sessanta e Settanta, ma dietro quella carriera cinematografica si nasconde anche il legame con uno dei fenomeni televisivi più iconici degli anni Ottanta.

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