FILM

Cynthia Erivo rompe il silenzio: perché l'amicizia con Ariana Grande ha fatto infuriare il web

Cynthia Erivo difende l'amicizia con Ariana Grande dopo le critiche al tour di Wicked. L'attrice denuncia sessismo e misoginia verso le donne nel cinema.

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L'amicizia tra due colleghe dovrebbe essere la cosa più normale del mondo. Eppure, quando quelle colleghe sono Cynthia Erivo e Ariana Grande, protagoniste del kolossal cinematografico "Wicked" di Jon M. Chu, ogni abbraccio, ogni lacrima condivisa, ogni gesto di affetto diventa materiale per psicologi improvvisati, teorici del complotto e hater da tastiera. Ora, a distanza di tempo dal tour promozionale del film che ha spopolato nel 2024, Erivo ha deciso di rispondere pubblicamente alle critiche e alle speculazioni sulla loro relazione. In un'intervista rilasciata al Guardian per promuovere il suo nuovo dramma processuale "Prima Facie", l'attrice britannica non ha usato mezzi termini nel descrivere la reazione del pubblico alla sua amicizia con la popstar americana. "È stato interessante vedere quante persone si sono trasformate in psicologi dai loro divani", ha dichiarato con evidente sarcasmo.

La sua osservazione coglie un fenomeno sempre più diffuso nell'era dei social media: la tendenza a sezionare, analizzare e giudicare ogni aspetto della vita delle celebrità come se fossimo tutti terapeuti certificati. Ma cosa ha scatenato tanto interesse morboso? Durante la promozione di "Wicked", in cui Erivo interpreta la strega cattiva Elphaba mentre Grande veste i panni di Glinda la Buona, le due attrici hanno mostrato una complicità che è andata ben oltre la semplice professionalità. Video virali le ritraevano mentre si abbracciavano, piangevano insieme durante le interviste e, nel momento forse più iconico e memetico, si "tenevano lo spazio" a vicenda pizzicandosi dolcemente gli indici. Un gesto che ha generato una valanga di reazioni online, dal divertimento alla perplessità fino all'aperta ostilità.

"C'era questo strano tipo di... come posso dire... fastidio per il fatto che due donne potessero effettivamente essere amiche", ha spiegato Erivo. "Tipo: perché sono amiche? Perché sono così connesse? Ci deve essere qualcosa che non va in loro". L'attrice ha messo il dito su un nervo scoperto della cultura contemporanea: l'incapacità di accettare l'autenticità emotiva, specialmente quando arriva da donne nel mondo dello spettacolo. Le domande retoriche di Erivo diventano ancora più taglienti quando continua: "Perché mostrano emozioni? Come osano piangere? E come osano ridere? Come osano essere emotive e vive?". È una critica feroce a quel doppio standard che imprigiona le donne famose in uno spazio emotivo ristrettissimo. Troppo fredde e vengono accusate di essere distanti, artificiali, calcolatrici. Troppo calorose e diventano isteriche, esagerate, false.

L'attrice ha evidenziato proprio questo paradosso: "È una spada a doppio taglio. Perché se fossimo state morte negli occhi senza mostrare alcuna emozione, ci sarebbe stato qualcos'altro da dire. Vorrei che ci fosse stato qualcuno a dirci: 'Ok, questo è il giusto equilibrio di emozioni che dovreste mostrare. Non mostrate questo. Non mostrate quello. Solo questa quantità'". L'ironia è palpabile, ma sotto c'è una frustrazione genuina per l'impossibilità di vincere in un gioco dove le regole cambiano continuamente. Uno dei momenti più discussi del tour promozionale è stato quello che ha trasformato Erivo, agli occhi del web, nella "bodyguard" di Grande. Durante un evento sul red carpet a Singapore, un uomo ha afferrato l'ex star di Nickelodeon in modo inappropriato. La reazione di Erivo è stata immediata e istintiva: proteggere la sua amica. "È stato terrificante", ha raccontato. "La mia reazione è stata semplicemente: 'Allontanate quest'uomo da noi. Subito'".

Ma invece di essere celebrata per un gesto di solidarietà e protezione umana, Erivo si è ritrovata etichettata come "bodyguard" in innumerevoli meme e commenti online. E qui l'attrice ha individuato qualcosa di ancora più insidioso del semplice sessismo: la misogynoir, quella particolare forma di misoginia che colpisce specificamente le donne nere. "Ho pensato: 'Ah, quindi perché sembro così pensate di potermi parlare in questo modo riguardo a qualcosa che era semplicemente un gesto umano che avrei fatto per qualsiasi amica, e che spero un'amica farebbe per me'. Ma no, devo essere per forza una bodyguard".

Il tour promozionale di "Wicked" è diventato un caso di studio involontario su come consumiamo e giudichiamo le emozioni altrui nell'era digitale. Ogni lacrima viene scrutinata, ogni risata soppesata, ogni gesto di affetto analizzato come se contenesse significati nascosti invece di essere semplicemente ciò che appare: due colleghe che hanno legato durante un progetto importante e non hanno paura di mostrarlo. Cynthia Erivo, che ha costruito una carriera straordinaria, non è nuova alle sfide dell'industria cinematografica. Ma questa esperienza sembra averle insegnato qualcosa di nuovo sulla natura del fame nel ventunesimo secolo: non basta essere talentuosi, non basta lavorare duramente. Devi anche navigare un campo minato di aspettative contraddittorie su come dovresti comportarti, sentirti ed esprimerti.

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