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Da Gollum a Orwell: il nuovo film di Andy Serkis sorprende tutti, ma c’è un grosso problema

Andy Serkis è pronto a prendere parte ad una nuova avventura, sorprendendo nuovamente il pubblico dopo Gollum.

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Andy Serkis è un nome che nel mondo del cinema evoca immediatamente immagini di Gollum che striscia nelle caverne della Terra di Mezzo o di Cesare che guida la rivoluzione delle scimmie. Per oltre vent'anni, l'attore britannico ha rivoluzionato il concetto stesso di performance in motion capture, diventandone l'ambasciatore indiscusso. Ma negli ultimi anni, Serkis ha coltivato un'altra ambizione: quella di raccontare storie da dietro la macchina da presa, nel ruolo di regista, raccontando nuove storie molto diverse tra di loro.

Il suo esordio con Breathe, biopic con Andrew Garfield e Claire Foy, aveva suscitato ottimismo. Eppure, i progetti successivi hanno ricevuto accoglienza tiepida. L'ultimo in ordine cronologico è Animal Farm, adattamento del celebre romanzo distopico di George Orwell pubblicato nel 1945. Il film, distribuito da Angel Studios e sceneggiato da Nicholas Stoller, è arrivato nelle sale il primo maggio 2026, dividendo nettamente la critica dal pubblico.

Per chi non sapesse di cosa si tratta, Animal Farm racconta la storia di animali antropomorfi che si ribellano agli oppressori umani per costruire una comunità fondata su uguaglianza, libertà e felicità. Tuttavia, un gruppo di maiali tradisce questi ideali, trasformando la fattoria in un regime distopico. È la terza trasposizione cinematografica del romanzo, dopo quelle del 1954 firmata da Joy Batchelor e del 1999 di John Stephenson.

Su Rotten Tomatoes, i numeri parlano chiaro: la critica ha bocciato il film con un impietoso 25% basato su 51 recensioni. Il pubblico, invece, si è mostrato più indulgente, premiandolo con un 61%. Un divario significativo che racconta di un'opera polarizzante. Per fare un confronto, l'adattamento del 1954 aveva ottenuto un 67% dalla critica e un 66% dal pubblico, mentre la versione del 1999 non aveva raccolto abbastanza recensioni critiche ma aveva registrato un modesto 38% di gradimento tra gli spettatori.

Molti recensori riconoscono che il film di Serkis è visivamente accattivante e veicola messaggi importanti. Tuttavia, le critiche più aspre riguardano proprio il modo in cui il regista ha scelto di reinterpretare il materiale di partenza. Il romanzo di Orwell è notoriamente una satira allegorica della Rivoluzione Russa del 1917 e dell'era stalinista nell'Unione Sovietica, un'opera che mette in guardia su come anche gli ideali rivoluzionari e socialisti possano corrompersi quando subentra la sete di potere.

L'adattamento del 2026 prende una direzione diversa, introducendo una storia di formazione incentrata su un personaggio originale di nome Lucky, un giovane protagonista che non esiste nel libro. Questa scelta narrativa ha scatenato reazioni contrastanti. Alcuni spettatori apprezzano il tentativo di rendere la storia più accessibile a un pubblico contemporaneo e più giovane. Altri, soprattutto i lettori fedeli al romanzo, sostengono che questa deviazione diluisca e tradisca i temi politici centrali dell'opera di Orwell.

Animal Farm di Andy Serkis, fonte: Angel Studios

Le recensioni più critiche accusano il film di avere un'esecuzione debole e un tono incoerente. L'allegoria politica, che nel romanzo era tagliente e matura, risulterebbe annacquata, con un messaggio meno incisivo rispetto al commento sociale originale. Ma è il finale a rappresentare il punto più controverso dell'intera operazione.

Nel libro, Orwell conclude con una scena cupa e cinica: i maiali, ormai indistinguibili dagli uomini che avevano rovesciato, brindano insieme agli oppressori umani mentre gli altri animali osservano impotenti, incapaci di distinguere i vecchi padroni dai nuovi. È una conclusione amara che suggella il tradimento degli ideali rivoluzionari.

Serkis ha scelto di modificare radicalmente questo finale, optando per una nota di speranza. In un'intervista con ScreenRant, il regista ha spiegato la sua decisione: "Il mondo reale è così severo che mi sono sentito in dovere di creare un battito di speranza, l'idea che in questo ciclo sempre ripetitivo della storia dobbiamo continuare a provarci".

Andy Serkis in The Andor, fonte: Disney+

Una scelta comprensibile dal punto di vista umano, forse anche nobile nelle intenzioni. Ma è proprio questa modifica a rappresentare il fulcro delle polemiche. I puristi sostengono che trasformare il pessimismo lucido di Orwell in ottimismo didattico tradisca l'essenza stessa dell'opera, privandola della sua forza provocatoria.

Tornando ad Animal Farm, il cast vocale è di tutto rispetto: Seth Rogen presta la voce a Napoleone, il maiale antagonista, mentre Gaten Matarazzo doppia Lucky, il protagonista originale. Tra gli altri nomi spiccano Steve Buscemi, Glenn Close, Laverne Cox, Kieran Culkin, Woody Harrelson, Jim Parsons, Kathleen Turner e Iman Vellani.

Con una durata di 96 minuti, il film si rivolge chiaramente a un pubblico familiare, una scelta che ha ulteriormente alimentato il dibattito sulla natura dell'adattamento. Può un'opera così intrinsecamente politica e cinica essere trasformata in intrattenimento per tutte le età senza perdere la sua anima.

La domanda resta aperta, così come il giudizio definitivo su questo Animal Farm. Il tempo dirà se la visione di Serkis rappresenta l'ennesimo caso di un classico letterario snaturato dalle esigenze del mercato cinematografico contemporaneo. Nel frattempo, il film continua a dividere, proprio come la fattoria immaginata da Orwell quasi ottant'anni fa.

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