FILM

Da Scorsese a David Lynch: ecco i grandi registi che collaborarono con Michael Jackson (e come hanno cambiato tutto)

Michael Jackson rivoluzionò i videoclip collaborando con registi come Scorsese, Spike Lee e Landis. Da Thriller a Bad, ecco come trasformò la musica in cinema.

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C'è stato un momento nella storia della musica in cui tutto è cambiato. Un momento in cui il videoclip ha smesso di essere una semplice performance registrata per diventare qualcosa di completamente diverso: un racconto visivo, un'esperienza cinematografica, un cortometraggio con dignità artistica propria. E quel momento porta un nome preciso: Michael Jackson.

Jackson aveva una visione chiara, ossia che la musica poteva essere raccontata come un film, con narrazione, personaggi, effetti speciali e una cura maniacale per ogni dettaglio. Ma per realizzare questa visione servivano complici d'eccezione. E il Re del Pop non si è rivolto a semplici videomaker: ha chiamato alcuni dei più grandi registi della storia del cinema.

John Landis: Thriller e Black or White

La collaborazione più celebre resta quella con John Landis per Thriller, nel 1983. Jackson aveva visto Un lupo mannaro americano a Londra e aveva capito immediatamente chi voleva dietro la macchina da presa. Il risultato è stato un cortometraggio horror di quasi 14 minuti, girato in 35mm con un budget di circa 500.000 dollari, dieci volte superiore alla media dei videoclip dell'epoca. Con le trasformazioni spettacolari firmate dal premio Oscar Rick Baker, la coreografia di Michael Peters e la voce narrante di Vincent Price, Thriller non era più un semplice video promozionale: era cinema puro.

Quando debuttò su MTV nel dicembre 1983, le vendite dell'album raddoppiarono praticamente da un giorno all'altro. Nel 2009, è diventato il primo videoclip ad essere inserito nel National Film Registry, il registro dei film considerati patrimonio culturale degli Stati Uniti. Oggi conta oltre un miliardo di visualizzazioni su YouTube. Non male per quello che avrebbe dovuto essere "solo" un videoclip.

Ma Jackson e Landis non si sono fermati lì. Nel 1991 si sono ritrovati per Black or White, uno spettacolo di 11 minuti con un budget di 4 milioni di dollari. Il video è stato trasmesso simultaneamente in 27 paesi, raggiungendo circa 500 milioni di spettatori. Conteneva Macaulay Culkin, una sequenza pioneristicamente realizzata con morphing facciale dalla Pacific Data Images e un epilogo controverso in cui Jackson, dopo essersi trasformato da una pantera, distruggeva un'auto in una danza solitaria che scatenò polemiche feroci. Resta una delle première di videoclip più viste della storia.

Martin Scorse: Bad

Martin Scorsese era appena uscito da "Il colore dei soldi" quando Jackson lo convinse a dirigere Bad, nel 1987. Il risultato è stato un film di 18 minuti scritto da Richard Price, collaboratore abituale di Scorsese, girato nell'arco di sei settimane nella stazione della metropolitana di Hoyt-Schermerhorn Streets a Brooklyn. La storia segue Darryl, interpretato da Jackson, uno studente di una scuola privata che torna nel suo vecchio quartiere e si scontra con gli amici d'infanzia.

Il vero colpo di scena del video è Wesley Snipes, allora sconosciuto, nel ruolo del leader della gang Mini Max. Snipes ha poi scherzato sul fatto che Jackson lo scambiasse per un vero membro di una gang reclutato per strada. Il film passa dal bianco e nero realistico al colore nel momento in cui Jackson indossa la sua iconica giacca con le fibbie e si lancia in una coreografia nella metropolitana. Un salto stilistico per Scorsese, ma realizzato con quei movimenti di macchina che sarebbero diventati la sua firma. Il video andò in onda in prima serata su CBS lo stesso giorno dell'uscita dell'album Bad, il 31 agosto 1987.

John Singleton: Remember the Time

John Singleton era il regista più caldo di Hollywood quando Jackson lo scelse per Remember the Time, nel 1992. Infatti, pochi mesi prima, con "Boyz n the Hood", Singleton era diventato a 24 anni il primo regista afroamericano e la persona più giovane di sempre a essere candidato all'Oscar come miglior regista. Accettò il progetto con una condizione: un cast interamente nero.

Ne è uscito un'epopea afrocentrica di nove minuti ambientata nell'antico Egitto, con le coreografie di Fatima Robinson e girata agli Universal Studios Hollywood. Eddie Murphy interpretava un faraone annoiato accanto a Iman nel ruolo della regina. Anche Magic Johnson apparve in un ruolo secondario, un gesto di solidarietà che Jackson aveva personalmente voluto dopo che Johnson aveva rivelato di essere sieropositivo. Jackson, vestito di raso dorato, interpretava un misterioso stregone che affascina la regina e deve fuggire dal palazzo. Il video andò in onda simultaneamente su ABC, NBC, Fox e BET il 2 febbraio 1992.

David Fincher: Who is It?

Molto prima di Se7en, Fight Club e The Social Network, David Fincher era uno dei registi di videoclip più richiesti di Hollywood. Who Is It, del 1993, è una delle opere più raffinate e psicologicamente complesse del catalogo di Jackson. Abbandonando le elaborate coreografie dei lavori precedenti, Jackson interpreta un uomo col cuore spezzato che scopre la doppia vita della donna che ama, una escort di lusso interpretata dalla modella Yasmin Le Bon.

Girato in parte al Neverland Ranch, Fincher ha creato un'atmosfera onirica e tesa, un'anticipazione dello stile visivo che avrebbe caratterizzato i suoi futuri lungometraggi. Il video fu completato nel 1992 ma ricevette una distribuzione limitata negli Stati Uniti. Dopo che Jackson eseguì un segmento della canzone all'Oprah Winfrey Show nel febbraio 1993, venne trasmessa invece una versione compilativa differente. Il montaggio di Fincher, circolato a livello internazionale, rimane quello artisticamente più significativo.

Spike Lee: They Don’t Care About Us e This is It

Spike Lee ha diretto una delle canzoni più controverse e iconiche di Jackson, They Don't Care About Us, nel 1996. Organizzare e girare il video è stato un processo travagliato. Le autorità statali brasiliane tentarono inizialmente di impedire a Jackson di filmare a Salvador e Rio de Janeiro, temendo che le immagini di povertà potessero danneggiare il turismo del paese, accusandolo di sfruttare i poveri. Un giudice vietò le riprese, ma la sentenza fu poi ribaltata da un'ingiunzione.

Mentre il governo era riluttante, i residenti sembrarono più aperti all'idea. Un vero fan irruppe sul set e abbracciò Jackson, facendolo cadere e tale incidente finì nel video definitivo. Per la prima volta nella sua carriera, Jackson realizzò un secondo video per lo stesso singolo, questa volta girato in una prigione con i detenuti. La seconda versione conteneva filmati reali di polizia che attaccava afroamericani, la repressione militare delle proteste di Piazza Tienanmen, il Ku Klux Klan, il tentato assassinio di George Wallace e altri casi di violazione dei diritti umani.

Nel 2020, Lee ha creato una terza versione che incorporava parti di entrambe le versioni, brasiliana e carceraria, insieme a filmati delle proteste nazionali del movimento Black Lives Matter e una vista aerea della Black Lives Matter Plaza di Washington D.C. Prima di questo, Lee aveva anche diretto il video di This Is It, uscito dopo la morte di Jackson nel 2009, con scene della sua città natale Gary, Indiana, foto e video dell'artista e tributi dai fan di tutto il mondo.

Francis Ford Coppola e George Lucas: Captain EO

La collaborazione di Jackson con i grandi del cinema non si è limitata ai videoclip musicali. Captain EO rappresenta un passo ulteriore verso il cinema vero e proprio. Un cortometraggio di fantascienza in 3D diretto da Francis Ford Coppola, prodotto da George Lucas e realizzato con tecnologie 4D per i parchi Disney. Proiettato in vari parchi Disney fino al 1998, Captain EO dimostrava come Jackson intendesse superare i confini tradizionali del formato musicale.

Questa rete di collaborazioni, costruita dalla fine degli anni Settanta fino ai primi anni Duemila, ha permesso a Jackson di sperimentare linguaggi diversi. Dal videoclip narrativo a quello simbolico o documentaristico, come nelle produzioni legate a We Are the World. La sua esperienza cinematografica diretta, come la partecipazione a The Wiz diretto da Sidney Lumet, aveva contribuito a rafforzare il suo approccio visivo.

Jackson non vedeva il videoclip come semplice promozione delle proprie canzoni, ma come estensione artistica della musica, capace di raccontare storie e creare immaginari autonomi. Il risultato è stato una trasformazione profonda dell'industria in cui il videoclip è diventato un prodotto centrale, con investimenti, registi e ambizioni paragonabili al cinema. Molti artisti oggi seguono questo modello, ma è stato Michael Jackson il primo a dimostrare che la musica poteva essere raccontata come un film. E per farlo, ha chiamato i migliori.

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