FILM

Da Sydney Prescott a Nikki di Obsession: le 10 eroine che hanno cambiato il volto dell’horror contemporaneo

Giusto in tempo per la notte di halloween, queste sono le 10 migliori eroine dei film horror, in grado di cambiare la definizione di scream queen.

Condividi

Secondo gli stilemi tradizionali definiti dal genere horror classico, la sopravvissuta doveva incarnare una purezza quasi irreale: la ragazza passiva che riusciva a scampare alla furia del mostro non per capacità tattica o per determinazione, ma per un’effimera virtù morale o per puro caso fortuito del destino. L’avvento dell’horror moderno, invece, ha unito lo slasher al thriller psicologico trasformando la figura femminile in eroina e vero e proprio motore del racconto.

Le eroine horror d'oggi non aspettano più un aiuto “dall’alto” né si limitano a fuggire urlando nell'oscurità, ma sono figure tridimensionali e, quando è necessario, spietate. Che si tratti di decostruire le regole del massacro, di convertire il dolore del lutto in un'inquietante catarsi e di rifiutare i dogmi del patriarcato, queste donne hanno ridefinito il significato stesso di sopravvivenza. Attraverso il cinema da brivido contemporaneo e classico, analizziamo dieci eroine cinematografiche che hanno attuato una svolta epocale.

10. Sydney Prescott - Scream

Sidney Prescott in Scream fonte: Cecchi Gori Group

La final girl per eccellenza degli anni ’90 che ha ridefinito la percezione del genere slasher di un’intera generazione. Decostruendo i topoi consolidati del genere, Sydney Prescott ribalta le regole e i comportamenti che ci aspetteremmo da una classica protagonista di un horror. Mentre una scia di sangue travolge i suoi amici, lei non rimane paralizzata dalla paura, piuttosto si accende diventando la scintilla necessaria alla sopravvivenza di tutti, ma anche per eliminare nei capitoli successivi della saga, tutto ciò che minaccia la propria esistenza. L’eroina, che si forgia film dopo film, possiede una viscerale brama di sopravvivenza che la trasforma nella final girl che ancora oggi, dopo tre decenni, rimane la più riconoscibile nell’intero panorama cinematografico.

Rispetto all’horror di genere classico, dove l’elemento romantico spesso distrae e addolcisce il destino della protagonista, qui le sue storie d’amore rimangono opache e marginali rispetto alla sua incrollabile "fortezza" difensiva. Se Ghostface è entrato nell’immaginario pop come uno dei serial killer più iconici della storia del cinema è Sydney il vero cuore pulsante della saga. Con la sua frangetta, la statura minuta e il carico di drammi adolescenziali da cui sembra inizialmente sopraffatta, Sydney non aspetta il principe azzurro o il detective di turno: comprende la logica perversa dell’assassino e sceglie di impugnare le armi.

9. Dani Arador - Il villaggio dei dannati (Midsommar)

Florence Pugh in una scena di Midsommar fonte: Eagle Pictures

Con Midsommar, Ari Aster è riuscito a rappresentare la condizione alienante di chi soffre di depressione acuta e sta cercando di elaborare un lutto. Dani Arador è immersa in una sorta di perenne sonnambulismo emotivo, catapultata in un mondo abbacinante dove l’orrore non si nasconde nell'ombra, ma si consuma alla luce del sole. L’idea brillante alla base dell’opera è proprio quella di esporre la violenza durante il giorno con l’ausilio del personaggio di Dani. Traumatizzata dalla devastante perdita della sua famiglia e imbrigliata in una relazione amorosa ormai prosciugata, Dani parte per la Svezia insieme al fidanzato e ai suoi amici. Lì viene risucchiata in un turbine di folklore pagano e rituali arcaici, guidati da una comunità di fanatici dove nulla è lasciato al caso e ogni gesto risponde a una logica ferrea.

Inizialmente, Dani proietta disperatamente sui suoi compagni di viaggio l'idea di una famiglia sostitutiva, lottando con ogni fibra per tenere in vita quei legami precari. Contemporaneamente combatte una guerra interna contro l'ansia divorante e il senso di colpa, finché il contrasto tra la sofferenza interiore e l'orrore esterno non giunge a un punto di rottura. Il viaggio di Dani consiste in una catarsi psicologica nella quale la vera salvezza non risiede nel ripristino della normalità, ma nel prendere atto della realtà e perciò spogliarsi delle illusioni e accettare eroicamente il proprio dolore. Il sorriso contornato dai fiori abnormi e l'abbraccio finale con la comunità di Harga rappresenta il coronamento di una trasformazione inquietante e liberatoria, dove il vero atto eroico coincide con una definitiva rinascita catartica.

8. Thomasin - The Witch

Anya Taylor-Joy in The Witch fonte: Universal Pictures

Se per secoli le streghe sono state temute fino a diventare le antagoniste per eccellenza del folklore, in The Witch assistiamo alla nascita e alla consacrazione di una di loro. Thomasin è inizialmente una ragazza puritana del XVII secolo, devota e sottomessa, che quotidianamente compie lavori faticosi per sostenere la propria famiglia isolata ai margini della civiltà. Tuttavia, nel progressivo sgretolarsi di quel micro mondo oppressivo, scopre di possedere una natura diversa e irrimediabilmente speciale. Riti magici, presenze inquietanti e suggestioni diaboliche prendono piede nell’ombra del bosco e nei sogni della protagonista.

La lotta per la sopravvivenza contro il lato oscuro raggiunge così il suo limite massimo: il punto di svolta esistenziale in cui ogni individuo è chiamato a scegliere tra il conformarsi alle aspettative altrui o l'abbracciare la propria autentica identità. Thomasin sopravvive al rigoroso e soffocante costume dogmatico dell'epoca e alle streghe che ha sempre creduto di dover temere. ll suo volo finale sopra la radura non rappresenta una sconfitta o una dannazione, ma una catartica e definitiva conquista della libertà personale consacrando così la protagonista come una delle eroine horror più sovversive del cinema contemporaneo.

7. Jay - It Follows

Maika Monroe in It Follows fonte: Koch Media

In It Follows, la minaccia che persegue i protagonisti si muove in incognito: l'entità spettrale non è visibile allo spettatore, ma si percepisce costantemente attraverso le reazioni del terrore nei volti dei ragazzi. In questo contesto angosciante, la protagonista Jay si trova ad affrontare una scelta morale devastante. Quando comprende la natura della maledizione trasmessa per via sessuale e scopre che l'unico modo per salvarsi è "passarla" a qualcun altro condannando un inconsapevole innocente, Jay si rifiuta di cedere all'egoismo. Invece di trasformarsi a sua volta in un ingranaggio della catena di morte, decide di combattere a testa alta e cercare una soluzione alternativa per sopravvivere insieme alla sua cerchia di amici, senza incastrare nessun altro.

La straordinaria saldezza dei suoi valori morali la rende una figura quasi atipica nel panorama dell'horror moderno: dove altri personaggi cederebbero al panico e all'istinto di conservazione più becero, Jay rimane coerente e priva di tentennamenti, tenendo fede a un patto di solidarietà e rispetto per la vita altrui. Jay non usa la violenza bruta, ma si affida ai suoi valori. È proprio questa scelta etica, cioè la volontà di non diventare essa stessa un mostro per poterlo sconfiggere, a fare di lei un'eroina capace di illuminare la cupa allegoria dell'opera con una speranza di una morale che rimane rara.

6. Maxine Minx - X A Sexy Horror Story

Mia Goth in X - A Sexy Horror Story fonte: Midnight Factory

Affermarsi nel luccicante, ma spietato, mondo dello spettacolo è un’impresa ardua e Maxine Minx lo sa meglio di chiunque altro. Insieme a una piccola crew indipendente, si rifugia nella profonda campagna texana per girare un film erotico che spera possa essere il suo biglietto da visita per il successo. È proprio su questo set improvvisato che si accende il violento filo che presenta da un lato il rigido conservatorismo dei padroni di casa e dell'altra la spinta trasgressiva di un gruppo di giovani determinati a sfidare tabù morali per emergere dall'anonimato. Ti West mette in scena una folgorante metafora dell'evoluzione del linguaggio cinematografico: così come il cinema moderno deve costantemente fare i conti con un passato ingombrante che non lascia spazio né aria per respirare, allo stesso modo la troupe si trova a dover lottare per la vita contro un massacro inaspettato.

In questo bagno di sangue, Maxine si erge a eroina atipica e indomabile. Non è spinta da pura innocenza o virtuosismo morale, ma da un pragmatismo glaciale e da una brama di rivalsa incrollabile. La sua sopravvivenza non è mai casuale o passiva: Maxine combatte, rifiuta categoricamente il ruolo di vittima e rivendica il proprio diritto al futuro, arrivando a conquistare a caro prezzo la salvezza e l'opportunità di inseguire la sua "stella". Con la sua estetica sfacciata, la mente lucida e la sua ferrea determinazione, Maxine Minx ridefinisce il concetto di final girl moderna: non più una sopravvissuta per caso, ma una guerriera guidata da tenace ambizione capace di superare ogni orrore e di crearne il doppio se dovesse servire.

5. Rachel Harkin - Something Very Bad Is Going to Happen

Camila Morrone in Something very bad is coming to happen fonte: Netflix

Mettersi in discussione all’interno di un rapporto già consolidato è sempre un processo complesso e raramente privo di conseguenze. Eppure, Rachel indossa il suo abito da sposa portando con sé non soltanto i propri sogni, ma anche il peso dei propri dubbi. La consapevolezza che il futuro marito possa non essere la sua anima gemella e che l'esito di questa unione possa rivelarsi letteralmente fatale si fa via via più concreta. Rachel però non si limita a subire passivamente il panico pre-altare: investiga, analizza gli indizi e giunge alla maturazione critica che l’amore stesso è un'incertezza destinata a permanere anche dopo le promesse matrimoniali.

In Something Very Bad Is Going to Happen, la protagonista deve nuotare contro due correnti avverse: da un lato la necessità di sopravvivere a una sinistra maledizione che sembra perseguitare chiunque decida di unirsi in matrimonio con la stirpe del consorte; dall'altro l'urgenza di difendersi da una famiglia acquisita ostile e inquietante i cui comportamenti ambigui suggeriscono una vera e propria cospirazione ai suoi danni. La costante tensione del pre-matrimonio è ciò che trasforma questa eroina contemporanea in una perfetta figura da survival amoroso, tema sviscerato ampiamente negli ultimi anni.

Rachel decostruisce l'archetipo classico della final girl horror costruendo il conflitto principale all'interno delle dinamiche di coppia e delle aspettative sociali sul matrimonio. Non combatte soltanto un nemico tangibile, che in questo caso è un'entità sovrannaturale, ma anche la gabbia emotiva di un'unione che soffoca e minaccia di annientarla. La sua è una strenua lotta per la sopravvivenza in un contesto affettivo in cui tutto diventa una battaglia alla resistenza e nella quale il velo nuziale si trasforma in un sudario.

4. Beth - La casa delle bambole (Ghostland)

Una scena da La casa delle bambole - Ghostland fonte: Midnight Factory

In La casa delle bambole (Ghostland), la protagonista si erge a pura combattente ed eroina mossa dall'istinto viscerale di proteggere sé stessa e sua sorella Vera. Come già accaduto nel capolavoro Martyrs, per il regista Pascal Laugier il legame simbiotico tra due giovani donne diventa il perno emotivo attorno a cui ruota l'intera vicenda trasformandolo nel motore per superare l'indicibile. L'horror d'autore francese utilizza la violenza per raccontare come l'amore possa diventare l'unica roccaforte in grado di resistere all'annientamento psicologico e fisico. Di fronte alle brutali vessazioni e ai sadismi perpetrati dagli intrusi insediatisi nella loro casa, la risposta della protagonista è una resistenza disperata.

In un incubo claustrofobico fatto di manichini, trappole e abusi, la mente della protagonista si scinde tra la fuga nel sogno confortante e la cruda realtà del dolore, ma è sempre l'amore per la sorella a richiamarla al presente per imbracciare le armi e contrattaccare. Questa eroina non lotta per un ideale astratto o per semplice spirito di salvezza personale: la sua è una crociata contro l'ingiustizia. Rifiutando di essere ridotta a un semplice oggetto spezzato o a una bambola inerme, la protagonista trasforma il trauma in una spinta reattiva devastante. La sua figura dimostra che il legame di sangue può rivelarsi un arma ben più potente e affilata di qualsiasi spietatezza.

3. Suzy Bannion - Suspiria

Una scena di Suspiria fonte: P.A.C.

Prima Dario Argento nel 1977 e poi Luca Guadagnino nel 2018 hanno regalato al grande schermo una delle figure esoteriche più rilevanti del panorama cinematografico: Suzy Bannion. All'interno di una prestigiosa accademia di danza che nasconde la congrega delle Tre Madri, il potere si consolida nell'ombra dove cospirazioni e rituali servono a garantire la sopravvivenza della congrega stessa. Quando Suzy si rende conto dell'inquietante sparizione delle sue compagne, intuisce che un'oscurità malvagia avvolge l'edificio e sceglie di non tirarsi indietro, piuttosto indaga con tenacia e sceglie di combattere. Il fascino del personaggio risiede soprattutto nella sua doppia evoluzione inscritta tra i due capolavori. Nel film di Argento, Suzy incarna la final girl pura che affronta l'orrore fiabesco, distrugge il covo della strega Helena Markos e sopravvive al rogo dell'accademia, ergendosi a eroina vittoriosa a tutti gli effetti.

Nell'omaggio di Guadagnino, invece, la traiettoria di Suzy compie un ribaltamento. Culla dell'orrore non è più la semplice vittima che fugge, ma la reale incarnazione della Mater Suspirorium. Accompagnata dalle note tetre della colonna sonora composta da Thom Yorke, Suzy rivendica il proprio trono primordiale, così come Thomasin nel finale di The Witch, purificando la congrega dalla corruzione morale attraverso una danza rituale. Che incarni la ragazza che sconfigge il male o la divinità oscura che lo redime giustiziando le usurpatrici, Suzy Bannion rimane un pilastro dell'horror capace di mostrare come il genere possa reinventarsi sempre senza perdere di spirito.

2. Nikki - Obsession

Inde Navarrette in una scena di Obsession fonte: Universal Pictures International Italy

Obsession, grazie alla strepitosa interpretazione dell’attrice protagonista Inde Navarrette, si è affermato nel giro di un anno come uno dei film horror più apprezzati del genere. A rendere l’opera particolarmente sconvolgente è soprattutto la sua storia raccapricciante, che mostra come un desiderio apparentemente innocuo possa trasformarsi in una forma di ossessione distruttiva. Al centro della vicenda troviamo Bear, deciso a tenere accanto a sé Nikki, la ragazza che ha sempre creduto di amare. Quello che inizialmente sembra un semplice desiderio di puro amore si rivela qualcosa di molto più inquietante: un’idealizzazione della figura femminile. Il suo desiderio finirà per cancellare l’identità e l’autonomia della donna man mano che la storia si avvicina al suo epilogo.

L’ossessione del ragazzo si trasmuta progressivamente in una vera e propria possessione demoniaca, trasformando la relazione in un incubo dal quale Nikki non riesce a liberarsi. La ragazza si ritrova così intrappolata e confinata all’interno di se stessa. Il suo tormento non è soltanto fisico, ma soprattutto psicologico. Nonostante la brutalità della situazione, Nikki non si arrende alla realtà opprimente in cui si ritrova intrappolata, ma cerca di resistere con tutte le sue forze, rifiutandosi di scendere a compromessi con la propria dignità. La sua diventa una lotta disperata per sottrarsi al controllo di chi l'ha ridotta a un semplice oggetto del desiderio, anziché riconoscerla come un essere umano dotato di volontà propria.

1. Alice - L’estranea

Romana Maggiora Vergano in L'estranea fonte: 01 Distribution

Il film di Paolo Strippoli rappresenta una delle opere più sorprendenti del recente panorama horror italiano, posizionandosi con autorità nell'Olimpo del genere e confermando la rinascita di una scuola cinematografica horror nostrana. L'intricato intreccio del racconto lascia emergere la figura di Alice, la figlia che una madre oppressiva e l'intero nucleo familiare hanno sempre cercato di plasmare a propria immagine e somiglianza. In un contesto saturo di segreti, colpe taciute e patti inconfessabili, Alice si trova incastrata in una dinamica tossica in cui è costretta a galleggiare per sopravvivere. Tuttavia, che si tratti di una reale maledizione esoterica o della proiezione del trauma della madre, ogni situazione grottesca che si abbatte sulla famiglia finisce inevitabilmente per doversi scontrare con la lucida determinazione della ragazza.

Alice rifiuta di rimanere il docile manichino plasmato dai desideri e dai deliri altrui. Attraverso la sua graduale presa di coscienza, l'opera compie uno spietato smantellamento della retorica della "famiglia felice". Alice diventa l'unica figura in grado di rompere il circolo vizioso del trauma, affrontando l'oscurità non soltanto per salvare sé stessa, ma per spezzare le catene di un destino già scritto da altri. La sua resistenza silenziosa la consacrano come una sopravvissuta che dimostra come la vera liberazione risieda nel rifiuto del trauma ereditato e nella conquista della propria identità.

Continua a leggere su BadTaste