FILM

David Fincher saluta Netflix: l'accordo non verrà rinnovato (e si pensa a un ritorno alla sala)

Dopo quasi sette anni di collaborazione, David Fincher ha deciso di non rinnovare il suo contratto con Netflix e ora vuole ritornare a distribuire i suoi film in sala.

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Un'era si chiude. David Fincher, il visionario dietro capolavori come Se7en, Fight Club e The Social Network, ha deciso di non rinnovare il suo accordo pluriennale con Netflix. La notizia, riportata da Bloomberg, segna la fine di una collaborazione che ha prodotto alcuni dei progetti più ambiziosi della piattaforma streaming, ma solleva anche interrogativi sul futuro del regista e sulla strategia di Netflix nel trattenere i grandi talenti di Hollywood.

L'accordo tra Fincher e il colosso dello streaming scadrà nel 2027, chiudendo un capitolo iniziato nel 2020 con Mank, il biopic in bianco e nero dedicato allo sceneggiatore Herman J. Mankiewicz e alla genesi di Quarto potere. Quel film rappresentava una scommessa per entrambe le parti: Netflix puntava sull'autorialità pura per legittimarsi agli occhi dell'Academy, mentre Fincher trovava la libertà creativa e il budget necessari per realizzare un progetto personale che difficilmente avrebbe trovato spazio nel circuito tradizionale.

Zodiac - Warner Bros Pictures

La scommessa, almeno in termini di opere indimenticabili, ha funzionato. Mank ha ottenuto dieci nomination agli Oscar, incluse quelle per miglior film e miglior regia, vincendone due per scenografia e fotografia. Poi la collaborazione è proseguita con The Killer nel 2023, un action thriller con protagonista Michael Fassbender, ottenendo l'85% di gradimento critico e il 90% del pubblico su Rotten Tomatoes. L'ultimo frutto di questa partnership sarà The Further Mis-Adventures of Cliff Booth, il sequel di C'era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino con quest'ultimo che firma solamente la sceneggiatura. Un passaggio di testimone tra due maestri contemporanei che promette fuochi d'artificio stilistici. Il film avrà una finestra teatrale di due settimane in IMAX a partire dal 25 novembre, prima di approdare su Netflix il 23 dicembre.

Ma cosa farà Fincher dopo l'addio a Netflix? I progetti sul tavolo esistono, anche se molti sembrano impantanati nello sviluppo da anni, come ad'esempio il remake di Delitto per delitto di Alfred Hitchcock o la serie prequel di Chinatown, il capolavoro noir di Roman Polanski. Sicuramente, la decisione di Fincher di non rinnovare il contratto con Netflix si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione dei rapporti tra i grandi registi e le piattaforme streaming.

Mank - Netflix

Dopo anni in cui Netflix ha corteggiato i talenti di Hollywood con contratti milionari e promesse di libertà creativa, alcuni filmmaker stanno riconsiderando il valore dell'esperienza cinematografica tradizionale. La sala, con la sua ritualità e il suo impatto emotivo collettivo, mantiene un fascino che lo streaming, per quanto comodo e pervasivo, non può replicare. Per questa, perdere Fincher rappresenta più di un semplice cambio di roster. È un segnale che anche i registi più affini alla sperimentazione e al controllo creativo totale possono sentire la mancanza del grande schermo.

Quanto a Fincher, la sua prossima mossa resta avvolta nel mistero. Conoscendo il suo approccio maniacale alla preparazione e la sua capacità di aspettare anni per il progetto giusto, non sarebbe sorprendente vederlo tornare con qualcosa di completamente inaspettato. Che sia un ritorno al thriller psicologico che lo ha reso celebre, un'altra incursione nel biopic, o una scommessa su un genere mai esplorato, una certezza rimane: quando David Fincher gira la macchina da presa, il cinema intero si ferma ad ascoltare.

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