Die Hard: il Nakatomi Plaza esiste davvero, ecco dove si trova il grattacielo di Trappola di Cristallo
Il celebre Nakatomi Plaza di Die Hard non è un set immaginario: scopri dove si trova davvero il grattacielo di Trappola di Cristallo e come sono state girate le scene più iconiche.
Quando si pensa a Die Hard - Trappola di Cristallo, la mente corre immediatamente a John McClane scalzo tra i vetri rotti, agli scontri nei corridoi e alle esplosioni che hanno definito un'intera generazione di cinema d'azione. Al centro di tutto, come un personaggio silenzioso ma onnipresente, svetta il gigantesco Nakatomi Plaza, il grattacielo che ha ospitato una delle notti più lunghe e violente della storia del cinema. Ma dove si trova realmente questo edificio iconico? La risposta sorprenderà molti: non solo esiste davvero, ma è un palazzo che ancora oggi domina lo skyline di Los Angeles.
L'edificio che nel film del 1988 interpreta la sede californiana della società giapponese Nakatomi è in realtà il Fox Plaza, un grattacielo di 34 piani situato nel quartiere di Century City, precisamente al 2121 Avenue of the Stars. Costruito come sede centrale della 20th Century Fox, il palazzo presentava una caratteristica unica quando la troupe arrivò per le riprese nel 1987: era ancora incompleto. Alcuni spazi non erano stati ultimati, molti piani restavano vuoti, e questa condizione fortuita si trasformò in un'opportunità straordinaria per i registi e la produzione.Poter girare un action movie all'interno di un vero grattacielo, senza dover ricostruire tutto in studio, era un lusso raro. Le facciate sfaccettate, il granito rosato e le vetrate scure che vediamo nel film non sono scenografie: appartengono realmente al Fox Plaza. Corridoi, uffici, aree tecniche e persino gli ascensori divennero il campo di battaglia autentico dove Bruce Willis avrebbe dato vita a uno dei personaggi più amati del cinema d'azione.
La storia di come il palazzo entrò nel film è altrettanto affascinante. Lo sceneggiatore Jeb Stuart visitò l'edificio durante la stesura della sceneggiatura e rimase colpito dagli spazi ancora in costruzione. Molti elementi che finirono nella pellicola nacquero proprio da quella visita: dettagli architettonici, il layout degli ambienti e persino il celebre carrello utilizzato durante lo scontro tra McClane e Karl vennero ispirati direttamente da ciò che Stuart osservò vagando tra i piani vuoti del Fox Plaza.
Nonostante l'edificio appartenesse allo stesso gruppo cinematografico che produceva il film, la produzione non ottenne l'accesso gratuito. Fu necessario pagare un regolare affitto per utilizzare gli spazi destinati alle riprese, un dettaglio che testimonia quanto anche Hollywood debba sottostare alle logiche immobiliari quando si tratta di location prestigiose. All'epoca, inoltre, alcuni piani del grattacielo ospitavano già gli uffici amministrativi e legali della società: per questo motivo le riprese si concentrarono quasi esclusivamente nelle aree ancora non operative dell'edificio.Le scene più rumorose, quelle con esplosioni, sparatorie e inseguimenti adrenalinici, venivano girate rigorosamente dopo l'orario di lavoro. I dipendenti che continuavano a lavorare nei piani già operativi si erano lamentati del frastuono, costringendo la troupe a organizzare turni notturni per non disturbare la normale attività dell'edificio. Immaginate la surrealtà della situazione: di giorno impiegati che battono a macchina e tengono riunioni, di notte Bruce Willis che corre tra le fiamme e si lancia da finestre esplose.
Non tutti gli ambienti del Nakatomi Plaza, tuttavia, appartengono alla torre reale. A poche centinaia di metri dal grattacielo, nel lotto storico della 20th Century Fox al 10201 West Pico Boulevard, lo Stage 15 ospitò un grande set interno. Qui venne ricostruito l'atrio monumentale necessario per alcune delle scene d'azione più complesse, quelle che richiedevano controllo assoluto dell'ambiente e della sicurezza. La vicinanza tra il Fox Plaza e gli studi cinematografici aiutò enormemente: permetteva alla troupe di muoversi rapidamente tra location reale e scenografie artificiali, fondendo i due mondi senza spezzare la continuità visiva che rende il film così credibile.
Nemmeno la spettacolare distruzione del tetto venne girata davvero sul grattacielo. Per le sequenze più pericolose, gli specialisti degli effetti costruirono una miniatura del Fox Plaza alta circa 7 metri, poi integrata con riprese aeree degli elicotteri e immagini autentiche di Century City. Il risultato fu un'illusione così convincente da rendere perfettamente credibile l'esplosione finale. Prima di arrivare al Nakatomi Plaza, il film mostra John McClane atterrare al Los Angeles International Airport, stabilendo subito l'ambientazione nella metropoli californiana.
Da lì, la limousine guidata da Argyle conduce il protagonista a Century City, dove si svolge quasi interamente la vicenda. A quasi quarant'anni dall'uscita del film, il Fox Plaza è ancora una meta di pellegrinaggio per gli appassionati di Die Hard. Il grattacielo, situato al 2121 Avenue of the Stars, può essere ammirato e fotografato dall'esterno, ma resta un edificio per uffici pienamente operativo: gli interni non sono visitabili e non esistono tour dedicati al film. Anche il vicino Fox Studio Lot, dove vennero costruiti alcuni set, è accessibile solo con permessi speciali.
Per i fan di John McClane, osservare dal vivo il Fox Plaza significa trovarsi davanti a uno dei luoghi più iconici della storia del cinema d'azione. La scelta di girare gran parte del film in una location reale, anziché ricostruirla interamente in studio, è uno dei motivi per cui Die Hard, che trae ispirazione anche da Shakespeare, continua a trasmettere un senso di autenticità che, ancora oggi, pochi blockbuster riescono a eguagliare.