Dopo I Peccatori, Michael B Jordan è pronto a tornare nel remake di un thriller cult
Michael B. Jordan reinventa The Thomas Crown Affair: non più ricchi annoiati, ma una storia personale. Cast stellare, uscita 5 marzo 2027. Tutti i dettagli.
Michael B. Jordan sta per mettere mano su un classico con Steven Mcqueen, ma non sarà un semplice remake. Voleva reinventare un'icona del cinema criminale, e a giudicare dagli ultimi aggiornamenti sulla produzione, ci sta riuscendo. Il suo The Thomas Crown Affair, atteso per il 5 marzo 2027 da Amazon MGM Studios, è ormai in fase di post-produzione, e il produttore Charles Roven ha confermato che tutto procede secondo i piani.
Intervistato da ScreenRant sul red carpet dei Producers Guild Awards, Roven ha parlato dei suoi progetti più caldi del momento: "Ho due film in post-produzione, sono le mie luci più brillanti in questo momento. The Thomas Crown Affair e Road House 2. Sono entusiasta di entrambi". Parole che suonano come una garanzia per chi aspetta di vedere Jordan non solo davanti alla macchina da presa, ma anche dietro, nella doppia veste di protagonista e regista.
Il progetto nasce da un'intuizione dello stesso Jordan, che ha proposto personalmente l'idea ad Amazon MGM Studios. Era il 2024 quando venne ufficializzato il suo ruolo di regista, e da allora il cast si è arricchito di nomi di peso: Adria Arjona nel ruolo femminile principale, affiancata da Kenneth Branagh, Lily Gladstone, Danai Gurira, Aubrey Plaza, Ruth Negga e Pilou Asbæk. Un cambio di rotta c'è stato: Taylor Russell avrebbe dovuto interpretare il personaggio ora affidato ad Arjona, ma ha lasciato il progetto per divergenze creative.
La storia di The Thomas Crown Affair affonda le radici nel 1968, quando Steve McQueen e Faye Dunaway diedero vita al primo capitolo, un thriller sofisticato che incassò 14 milioni di dollari a fronte di un budget di 4,3 milioni. Nel 1999 fu la volta di Pierce Brosnan e Rene Russo, con un remake che portò a casa 124 milioni su un budget di 48 milioni. Entrambi i film ottennero un'accoglienza tiepida dalla critica, fermandosi rispettivamente al 70 e al 69 percento su Rotten Tomatoes, ma conquistarono il pubblico con il loro mix di eleganza, arte e crimine.
Ed è proprio il remake del 1999 che ha acceso la scintilla nella mente di Jordan. In un'intervista del 2025 rilasciata a Variety, l'attore ha raccontato: "Adoravo la versione del 1999 da ragazzo. Pierce Brosnan, quella patina elegante, l'arte. Più tardi ho visto la versione del 1968 con Steve McQueen: gli split screen, lo stile. Dopo Creed, la MGM mi ha chiesto cosa volessi fare dopo. Ho risposto: The Thomas Crown Affair. Ne avevo bisogno".
Ma Jordan non si è limitato a replicare una formula vincente. Il suo approccio parte da una critica precisa alle versioni precedenti: "Non volevo un reboot. Volevo una reinvenzione. I primi due film parlavano di ricchi bianchi che rubavano per divertimento. Questo non funziona più oggi. Il nostro è più personale". Una dichiarazione che suggerisce una svolta radicale nella caratterizzazione del protagonista, che non sarà più un miliardario annoiato in cerca di brividi, ma un personaggio con motivazioni più profonde, forse legate a vendetta, riscatto o giustizia.
Questa scelta narrativa si inserisce in un contesto culturale molto diverso da quello degli anni Sessanta o Novanta. Il pubblico contemporaneo cerca storie in cui identificarsi, personaggi con conflitti autentici, non solo esercizi di stile. Jordan, che ha già dimostrato con la saga di Creed di saper rinnovare franchise storici mantenendone l'anima, sembra intenzionato a ripetere il colpo anche con questo classico del cinema criminale.
Il mondo dell'arte, il furto d'autore, l'eleganza visiva e la tensione erotica che hanno caratterizzato le versioni precedenti resteranno probabilmente elementi centrali, ma filtrati attraverso una sensibilità nuova. Con un cast così variegato e talentuoso, e con Jordan alla regia dopo l'esperienza di Creed III, le aspettative sono alte. La post-produzione in corso è l'ultimo passo prima che il film arrivi nelle sale, e se tutto filerà liscio come assicura Roven, il 5 marzo 2027 potrebbe segnare la nascita di un nuovo classico.
In un panorama cinematografico dominato da franchise e sequel, The Thomas Crown Affair di Jordan si propone come una scommessa coraggiosa: prendere un titolo conosciuto e ribaltarne le basi narrative per renderlo rilevante, attuale, necessario. Non più un gioco da ricchi, ma una storia che parla di noi, delle nostre ferite, delle nostre battaglie personali. E questo, forse, è il vero colpo da maestro.