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Dopo il grande successo di The Lincoln Lawyer, Netflix prepara una serie legal basata su un cult con Al Pacino

Netflix sviluppa una serie tv basata su ...E giustizia per tutti, il thriller del 1979 con Al Pacino, per sostituire The lincoln lawyer dopo la quinta stagione.

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Con la conclusione ormai annunciata di The lincoln lawyer, Netflix si trova a dover colmare un vuoto importante nel proprio catalogo. The Lincoln Lawyer ha rappresentato per anni uno dei legal drama di maggior successo della piattaforma, conquistando un pubblico vasto e fidelizzato grazie alla sua miscela di casi legali intricati, personaggi carismatici e una Los Angeles patinata ma credibile. Ora che Mickey Haller si prepara a salutare definitivamente il pubblico con la quinta e ultima stagione, attualmente in produzione, la piattaforma di streaming sta già lavorando al suo successore.

La scelta sembra essere ricaduta su un classico del cinema giudiziario: ...E giustizia per tutti, il thriller del 1979 diretto da Norman Jewison che consacrò Al Pacino come uno degli interpreti più intensi della sua generazione. Secondo quanto riportato da Deadline, Netflix starebbe sviluppando una serie televisiva basata sul film, con l'obiettivo di riportare sullo schermo quella combinazione esplosiva di tensione procedurale, dilemmi morali e critica feroce al sistema giudiziario che rese memorabile l'originale.

La trama della nuova serie viene descritta come uno sguardo crudo e realistico sulla vita imperfetta di un avvocato idealista. Un professionista del diritto che combatte disperatamente contro un sistema giudiziario corrotto, trovandosi costretto a scendere a compromessi sempre più pesanti, fino a essere spinto oltre il limite della sopportazione. Una premessa che ricalca fedelmente quella del film originale, ma che promette di espandersi nel formato seriale per esplorare con maggiore profondità le contraddizioni di un sistema che dovrebbe garantire giustizia ma finisce spesso per tradirla.

Nel film del 1979, Al Pacino interpretava Arthur Kirkland, giovane avvocato di Baltimora che si scontrava quotidianamente con le storture di una macchina giudiziaria più interessata ai cavilli burocratici che alla verità. Kirkland assisteva impotente alla condanna di innocenti, agli abusi di potere, alla cinica indifferenza di giudici corrotti o semplicemente inadeguati. Il suo antagonista principale era il giudice Henry Fleming, magistrato spietato e simbolo vivente delle ingiustizie che il protagonista cercava invano di combattere.

Il momento di massima tensione del film arrivava quando Kirkland veniva costretto a difendere in tribunale proprio il giudice Fleming, accusato di stupro. Un dilemma morale insostenibile che culminava in uno dei monologhi più iconici della storia del cinema americano, quello in cui Pacino esplodeva in un'invettiva furiosa contro l'ipocrisia del sistema legale. Una scena che gli valse la nomination come miglior attore protagonista agli Oscar del 1980, una delle due candidature ottenute dal film insieme a quella per la migliore sceneggiatura originale firmata da Valerie Curtin e Barry Levinson.

Realizzato con un budget contenuto di circa quattro milioni di dollari, ...E giustizia per tutti incassò oltre trentatré milioni solo in Nord America, diventando uno dei successi commerciali dell'anno. Ma al di là dei numeri, il film segnò un'epoca. Uscito nel pieno della stagione post-Watergate, quando la sfiducia degli americani nelle istituzioni aveva raggiunto livelli record, il thriller di Jewison intercettò perfettamente lo spirito dei tempi: la rabbia verso un potere percepito come corrotto, la disperazione di chi cerca di cambiare il sistema dall'interno, la consapevolezza che spesso l'ideale di giustizia resta solo una parola vuota.

I legal drama moderni tendono spesso a edulcorare i conflitti, a offrire risoluzioni rassicuranti, a trasformare la complessità morale in semplice intrattenimento procedurale. La vera sfida per Netflix sarà mantenere intatto il cinismo, la tensione politica e la dimensione tragica dell'originale. La scelta di puntare su ...E giustizia per tutti arriva in un momento strategico per la piattaforma. Dopo anni dominati da produzioni fantasy, sci-fi e universi seriali infiniti, c'è un ritorno evidente verso il dramma adulto, le storie ancorate alla realtà, i thriller psicologici che esplorano zone d'ombra della società contemporanea. Il successo di serie come The Lincoln Lawyer ha dimostrato che esiste un pubblico vasto e fedele per i legal drama ben costruiti, capaci di bilanciare suspense procedurale e spessore dei personaggi.

The Lincoln Lawyer, tratto dai romanzi di Michael Connelly, ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo grazie alla sua miscela di casi intricati, protagonisti sfaccettati e una Los Angeles rappresentata con realismo e fascino. La quinta stagione, composta da dieci episodi e basata sul romanzo Resurrection Walk, vedrà il coinvolgimento a tempo pieno anche di Cobie Smulders e chiuderà definitivamente la storia dell'avvocato Mickey Haller. Un finale che lascia un vuoto significativo nel catalogo Netflix, sia in termini di ascolti che di prestigio.

Ed è proprio qui che ...E giustizia per tutti potrebbe inserirsi. Se il progetto riuscirà davvero a catturare lo spirito del film originale, adattandolo alle sensibilità e alle questioni contemporanee senza perderne la carica eversiva, Netflix potrebbe trovarsi tra le mani uno dei suoi prodotti più interessanti degli ultimi anni. Un legal drama che non si limita a intrattenere con colpi di scena processuali, ma che pone domande scomode sulla natura stessa della giustizia, sul prezzo personale dell'idealismo, sulla possibilità reale di cambiare un sistema costruito per proteggere se stesso.

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