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Dopo il no degli Oscar, i Golden Globes accettano l'IA, ma a patti e condizioni precisi (ed è già polemica)

I Golden Globes 2027 accettano film con intelligenza artificiale: nuove regole che dividono Hollywood tra innovazione e tutela della creatività umana.

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I Golden Globes hanno aperto le porte all'intelligenza artificiale. Con l'84esima edizione della cerimonia in programma per il 10 gennaio 2027, l'organizzazione dei premi ha pubblicato giovedì le nuove linee guida sull'uso dell'AI nelle produzioni candidate, segnando un punto di svolta nel dibattito che da anni infiamma l'industria cinematografica e televisiva.

Secondo le regole pubblicate sul sito ufficiale dei Golden Globe Awards, l'utilizzo di AI o GenAI "non squalifica automaticamente" le candidature, a patto che "la direzione creativa umana, il giudizio artistico e la paternità dell'opera rimangano primari durante tutto il processo produttivo". Una formulazione che lascia ampi margini di interpretazione e che ha già scatenato reazioni contrastanti nell'industria.

Le linee guida specificano che le candidature verranno valutate "in base alla misura in cui la direzione creativa, le decisioni artistiche e l'esecuzione provengono da individui accreditati". L'intelligenza artificiale, sostengono i Golden Globes, "non può sostituire i contributi creativi fondamentali del talento umano". Ma dove passa esattamente questo confine?

La questione si fa particolarmente delicata quando si parla di interpretazioni attoriali. Gli attori potranno concorrere ai premi per la recitazione solo se la loro performance è "derivata principalmente dal lavoro dell'interprete accreditato". L'uso dell'AI in relazione a una performance non rende automaticamente una candidatura ineleggibile, purché questi strumenti vengano utilizzati "solo per migliorare o supportare una performance che rimane fondamentalmente guidata dall'essere umano e sotto il controllo creativo dell'interprete accreditato".

C'è però un paletto invalicabile: le candidature non possono includere performance generate attraverso l'uso non autorizzato della somiglianza digitale, della replicazione vocale o dei dati biometrici di un attore, indipendentemente dal fatto che l'interprete sia altrimenti accreditato. Una clausola che risponde direttamente alle preoccupazioni emerse durante gli scioperi del 2023, quando gli attori temevano che gli studios potessero scannerizzare le loro fattezze per riutilizzarle all'infinito senza consenso né compenso.

Per le categorie non legate alla recitazione, le regole seguono una logica simile. I contributi creativi fondamentali nelle varie discipline – dalla regia alla sceneggiatura, dalla composizione musicale all'animazione – devono provenire "principalmente da individui umani accreditati". Qualsiasi utilizzo di AI o strumenti generativi deve svolgere "un ruolo di supporto o miglioramento piuttosto che sostituire la paternità creativa umana".

Un aspetto cruciale delle nuove norme riguarda la trasparenza. Tutte le candidature dovranno dichiarare "qualsiasi AI generativa utilizzata in qualsiasi fase della produzione dell'opera completata, incluse eventuali alterazioni effettuate tramite AI sulla somiglianza o sulla voce di un interprete accreditato". Un obbligo di disclosure che rappresenta un precedente importante nell'industria dell'intrattenimento.

I commenti sotto l'annuncio di Deadline riflettono una forte spaccatura. "L'AI è furto, questo è letteralmente il processo che sta dietro", scrive un utente. "Qualsiasi programma che scrive con l'AI ruba da contenuti online. Qualsiasi immagine creata dall'AI utilizza immagini esistenti per generarla. Quindi i Golden Globes premiano il furto intellettuale adesso?". Un altro commenta: "A quanto pare i Golden Globes pensano che sostituire le comparse (ovvero attori non accreditati) con l'AI non sia motivo di squalifica. Vergognoso".

Le nuove regole rappresentano comunque un tentativo di trovare un equilibrio in un panorama tecnologico in rapidissima evoluzione. Piuttosto che vietare categoricamente l'intelligenza artificiale (una posizione che sarebbe stata probabilmente impossibile da mantenere a lungo termine) i Golden Globes hanno scelto di stabilire principi guida che mettono al centro la creatività umana, pur non rifiutando a priori gli strumenti digitali.

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