Dopo lo scandalo, Armie Hammer rinnega il suo nuovo film? Fonti vicine riportano le sue parole: "È disgustoso"
Armie Hammer rinnega di aver partecipato a "Citizen Vigilante" di Uwe Boll, che segnava il suo ritorno cinematografico dopo gli scandali personali che ha affrontato.
Quando Armie Hammer dichiarò che avrebbe fatto "anche una pubblicità di cibo per gatti" pur di tornare a lavorare dopo le accuse di abusi sessuali che lo travolsero nel 2021, probabilmente non immaginava che il suo tentativo sarebbe diventato un caso internazionale per tutte le ragioni sbagliate. Citizen Vigilante, il film che doveva segnare il suo ritorno sugli schermi, si è trasformato in un incubo che l'attore avrebbe voluto evitare.
Secondo quanto riportato da Puck News attraverso fonti vicine a Hammer, quando l'attore vide per la prima volta il montaggio finale del film diretto da Uwe Boll, la sua reazione fu di puro sgomento. "È scoppiato in lacrime", ha rivelato una fonte del suo entourage. "Mi ha chiamato e mi ha detto: 'Questo è odioso, disgustoso'". Parole che pesano come macigni, soprattutto considerando la disperazione con cui Hammer aveva cercato di ricostruire una carriera completamente demolita dalle accuse di violenza e dalle inquietanti conversazioni private trapelate online.La storia di Citizen Vigilante è quella di una tempesta mediatica. Il film, che vede Hammer nei panni di Michael Sanders, un vigilante che dà la caccia a criminali e stupratori immigrati in Europa, ha immediatamente sollevato polemiche per i suoi temi anti-migranti. Con un misero sei percento di approvazione della critica su Rotten Tomatoes, contrapposto a un sorprendente 93 percento di gradimento del pubblico, il lungometraggio è diventato un caso divisivo ancora prima di essere distribuito.
Ma ciò che ha trasformato questo progetto di serie B in un fenomeno globale è stato l'intervento di Elon Musk. Il proprietario di X ha deciso di rendere il film disponibile gratuitamente sulla sua piattaforma per 48 ore, dopo che la Germania lo aveva bandito per timore che potesse incitare alla violenza contro gli immigrati. Un gesto che, nelle intenzioni di Musk, voleva essere una difesa della libertà di espressione, ma che di fatto ha trasformato Citizen Vigilante in un simbolo per l'estrema destra, garantendogli quella visibilità mondiale che altrimenti non avrebbe mai ottenuto.
Secondo la fonte vicina a Hammer, l'attore non aveva realmente compreso in cosa si stava cacciando. "Penso sapesse che il film pendeva verso destra, ma Uwe lavora in modo molto frenetico. Non è che gli abbia mandato una sceneggiatura di cento pagine. Quando ha visto il prodotto finale, ha capito: 'Questo non è il film che pensavo di aver fatto'". Un'affermazione che solleva interrogativi sulla diligenza professionale di un attore che, pur di lavorare, sembra essersi accontentato di poche informazioni e molte speranze.Il compenso di 250mila dollari che Hammer avrebbe ricevuto per la sua partecipazione, cifra comunque significativa per un progetto di questo calibro, evidentemente non è bastato a compensare il danno reputazionale. La stessa fonte ha ammesso che, se dovesse esserci un sequel come Uwe Boll ha lasciato intendere sui social media, ci vorrebbero "soldi che cambiano la vita" per convincere Hammer a tornare. Una dichiarazione che non esclude del tutto un suo ritorno, ma che sottolinea quanto l'esperienza sia stata traumatica.
Al di là delle polemiche, Citizen Vigilante ha effettivamente ottenuto buoni risultati sulle piattaforme digitali, come lo stesso Boll ha rivendicato. Il film ha trovato distribuzione globale grazie a Quiver Distribution, che ne ha acquisito i diritti mondiali sfruttando l'onda mediatica generata dalla vicenda. Un successo commerciale costruito sulla controversia e sulla curiosità morbosa, più che sulla qualità artistica.
Per Armie Hammer, questa esperienza rappresenta l'ennesimo capitolo di una caduta che sembra non avere fine. Dopo essere stato scaricato dall'agenzia WME nel 2021 in seguito alle accuse di comportamenti sessuali violenti e ai messaggi privati in cui parlava di fantasie cannibalistiche, l'attore aveva cercato di ricostruirsi lontano dai riflettori. Citizen Vigilante doveva essere il primo passo di un ritorno graduale, magari in produzioni di minor profilo che gli avrebbero permesso di dimostrare ancora il suo valore come interprete.
Invece, si è ritrovato protagonista di un film che la Germania ha censurato, che Elon Musk ha usato come manifesto contro la censura, che l'estrema destra ha celebrato come opera coraggiosa e che i critici hanno demolito senza pietà. Un perfetto cocktail tossico che difficilmente aiuterà Hammer a ripulire la propria immagine pubblica.