Dopo Sirāt, Oliver Laxe promette un film sinfonico: immagini, suono e libertà totale

Oliver Laxe, regista di Sirāt premiato a Cannes, annuncia il suo prossimo film: un'opera ipnotica ispirata a 2001 Odissea nello spazio che ridefinirà il cinema.

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Oliver Laxe non è tipo da accontentarsi. Il regista spagnolo, reduce dal trionfo di Sirāt al Festival di Cannes 2025 dove ha conquistato il Premio della Giuria, ha già in mente il prossimo colpo. E non sarà un passo laterale: sarà un salto nel vuoto, un'opera che promette di ridefinire i confini del cinema contemporaneo. In un'intervista rilasciata a ScreenRant, Laxe ha svelato le sue ambizioni per il progetto successivo, utilizzando parole che suonano come una dichiarazione d'intenti artistica: vuole creare il suo 2001, Odissea nello spazio.

Non si tratta di una semplice citazione cinefila buttata lì per effetto. Laxe ha spiegato con precisione cosa intende: non un'odissea spaziale alla Kubrick, ma una sinfonia cinematografica. Qualcosa di ipnotico, un viaggio sensoriale che riponga fiducia assoluta nel pubblico, nelle sale cinematografiche, nella potenza delle immagini e del suono. Il regista ha dichiarato di voler invitare gli spettatori a vivere nuovamente la catarsi, quell'esperienza emotiva profonda e liberatoria che solo il grande cinema riesce a generare.

Sirat - MUBI



Ma per Laxe, questo è solo l'inizio. Intervistato sul suo prossimo progetto, il cineasta ha affermato di avere alcune idee e di essere pronto a raddoppiare la scommessa. Ha compreso il messaggio che il pubblico gli ha trasmesso con l'accoglienza di Sirāt: le persone vogliono rischio, vogliono libertà. Non cercano prodotti sterilizzati e prevedibili, ma esperienze che li scuotano, che li portino in territori inesplorati del linguaggio visivo e narrativo.

Chi ha visto Sirāt sa che gli aspetti più impressionanti del film sono proprio quelli atmosferici e sonori: il design audio techno-industriale, le immagini oniriche del deserto notturno, la capacità di creare tensione attraverso elementi visivi e acustici più che tramite dialoghi esplicativi. Se Laxe intende amplificare questi elementi nel suo prossimo lavoro, portandoli a un livello successivo, il risultato potrebbe davvero segnare un punto di svolta nel cinema d'autore contemporaneo.

Resta da vedere se il regista riuscirà a realizzare questa visione ambiziosa. Ma una cosa è certa: Oliver Laxe non ha intenzione di ripetersi. Vuole crescere, rischiare, spingere i confini. E per chi ama il cinema che osa, che sfida, che cerca di andare oltre il confortevole e il già visto, questa è un'ottima notizia. Sirāt rappresenta un'opportunità per prepararsi a ciò che verrà. Perché se Laxe manterrà le sue promesse, il suo prossimo film non sarà solo un'opera da vedere: sarà un'esperienza da vivere.

Fonte / ScreenRant.com
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