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Doppia colpa è una storia vera? La vera origine del film è molto più inquietante di quanto sembri

Doppia colpa non è una storia vera, ma il romanzo che ha ispirato il film nacque dal caso reale della scomparsa della sedicenne Molly Bish.

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Doppia colpa costruisce buona parte della sua tensione intorno a una domanda apparentemente semplice: quanto basta per trasformare una persona in un sospettato? Il thriller con Guy Pearce e Pierce Brosnan non racconta una storia vera, ma dietro l'idea che ha dato origine al film c'è davvero un caso di cronaca, quello della scomparsa della sedicenne Molly Bish. Il film del 2018 diretto da Simon Kaijser è infatti l'adattamento di The Spinning Man, romanzo pubblicato da George Harrar nel 2003.

È stato proprio lo scrittore a raccontare che l'idea per il libro nacque alcuni anni prima, ascoltando alla radio le notizie sulla scomparsa di una ragazza in Massachusetts. Quella ragazza era Molly Bish, una sedicenne che il 27 giugno 2000 scomparve da Comins Pond, a Warren, dove lavorava come bagnina. Durante le prime fasi delle indagini emerse un dettaglio destinato ad attirare l'attenzione di Harrar: nei pressi del parcheggio era stata segnalata un'auto bianca sospetta e la polizia voleva parlare con l'uomo che sarebbe stato visto al volante.

Ma nessuno si presentò e fu proprio questo particolare ad accendere l'immaginazione dello scrittore. Harrar cominciò a chiedersi chi potesse essere quell'uomo e, soprattutto, perché non avesse contattato la polizia. La risposta più immediata era anche quella più inquietante: forse aveva qualcosa a che fare con la scomparsa. Ma esisteva un'altra possibilità. E se fosse stato completamente innocente?

Doppia colpa, fonte: Lionsgate Premiere

Harrar iniziò così a ragionare sui motivi per cui una persona che non ha commesso alcun crimine potrebbe comunque decidere di non esporsi. Poteva trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, avere qualcosa di diverso da nascondere oppure semplicemente temere che il solo fatto di essere finito sotto i riflettori lo trasformasse in un sospettato. Da quella domanda nacque il cuore di The Spinning Man e, molti anni dopo, di Doppia colpa.

La storia del film prende però rapidamente una strada completamente diversa dal caso reale. Guy Pearce interpreta Evan Birch, professore universitario di filosofia con un passato tutt'altro che limpido nei rapporti con alcune studentesse. Quando una giovane ragazza scompare, una serie di indizi comincia a collegarlo al caso e il detective Robert Malloy, interpretato da Pierce Brosnan, concentra sempre più la propria attenzione su di lui. Il problema è che Evan non sembra soltanto incapace di convincere gli altri della propria innocenza.

Doppia colpa, fonte: Lionsgate Premiere

A un certo punto diventa difficile persino capire quanto ci si possa fidare dei suoi ricordi e delle spiegazioni che continua a fornire. Ed è proprio qui che la vicenda reale e quella inventata finiscono per incontrarsi sul piano dell'idea, non dei fatti. Harrar ha infatti spiegato di aver volutamente smesso di seguire le notizie sulla scomparsa di Molly Bish non appena ebbe l'intuizione per il romanzo. Non voleva ricostruire quel caso né sfruttare una tragedia realmente accaduta, ma soltanto partire dalla domanda che gli aveva suggerito quella misteriosa automobile bianca per costruire personaggi e avvenimenti completamente nuovi.

Anche per questo sarebbe sbagliato definire Doppia colpa un film "basato su una storia vera". Più corretto dire che una storia vera ha fornito la scintilla iniziale per il romanzo dal quale il film è stato successivamente tratto. Il vero caso ebbe inoltre uno sviluppo tragico, con i resti di Molly Bish che furono ritrovati nel 2003, circa tre anni dopo la sua scomparsa e a pochi chilometri dal luogo in cui era stata vista per l'ultima volta. Nel corso degli anni le autorità hanno preso in considerazione diverse persone nelle indagini, ma il caso non ha mai portato a una condanna.

Harrar aveva però già scelto di non conoscere quei dettagli mentre scriveva The Spinning Man. Ciò che lo interessava era un'altra storia: quella di un uomo che potrebbe essere innocente ma che, davanti a una serie crescente di indizi, scopre quanto possa essere difficile dimostrarlo. Ed è esattamente su quel confine tra verità, memoria e senso di colpa che Doppia colpa costruisce il suo mistero.

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