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Dove è stato girato Assassinio sul Nilo? Le location del film nascondono una grande sorpresa

Dove è stato girato Assassinio sul Nilo? Dal Nilo ad Abu Simbel, molte location del film sono state ricostruite in Inghilterra.

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Assassinio sul Nilo sembra trascinare lo spettatore direttamente nell’Egitto degli anni Trenta, tra il deserto, Abu Simbel, le piramidi e soprattutto le acque del Nilo percorse dal lussuoso Karnak. Eppure, dietro le immagini del film del 2022 diretto da Kenneth Branagh c’è un piccolo inganno cinematografico: gran parte di ciò che appare sullo schermo come Egitto è stato in realtà girato in Inghilterra, ricostruendo alcuni dei luoghi più riconoscibili della storia di Agatha Christie a migliaia di chilometri di distanza.

Le riprese principali di Assassinio sul Nilo sono iniziate il 30 settembre 2019 e hanno avuto come base i Longcross Studios, nel Surrey, gli stessi utilizzati da Branagh per Assassinio sull’Orient Express. La produzione aveva inizialmente valutato la possibilità di lavorare direttamente in Egitto e successivamente anche in Marocco, ma le difficoltà logistiche portarono a una soluzione molto più ambiziosa: portare l’Egitto in Gran Bretagna. E non si trattò semplicemente di costruire qualche interno davanti a un green screen. Uno dei set più impressionanti fu quello del Tempio di Abu Simbel.

La produzione visitò il vero sito archeologico, raccogliendo fotografie e misurazioni che permisero di realizzarne una scansione digitale. A Longcross venne quindi costruita una gigantesca replica in polistirene e gesso, alta circa 21 metri e larga 30, sulla quale Kenneth Branagh poteva lavorare senza i limiti imposti da una location archeologica visitata ogni giorno da migliaia di persone. Lo stesso Branagh ha spiegato che una delle ragioni della scelta era proprio quella di non interferire con chi visitava Abu Simbel.

Assassinio sul Nilo, fonte: 20th Century Studios

Girare lunghe e complesse sequenze sul posto avrebbe significato occupare uno dei siti più importanti dell’Egitto, mentre la ricostruzione permetteva alla troupe di controllare completamente tempi, luci e movimenti della macchina da presa. Ma il vero protagonista delle riprese era inevitabilmente il Karnak, il battello sul quale si svolge buona parte del mistero. Anche in questo caso, quello che appare nel film non era un vero piroscafo in navigazione sul Nilo. Lo scenografo Jim Clay e la sua squadra costruirono una nave a grandezza naturale negli studi inglesi, ispirandosi ai battelli fluviali degli anni Trenta.

La produzione aveva cercato inizialmente un'imbarcazione d'epoca autentica, ma non ne trovò una che corrispondesse alle dimensioni e allo stile richiesti dal film. Si pensò quindi di costruire il Karnak e farlo galleggiare su un lago in Marocco, prima di abbandonare anche questa soluzione per le difficoltà che avrebbe comportato. La nave venne così realizzata direttamente nel backlot dei Longcross Studios, mentre acqua e paesaggi circostanti potevano essere completati attraverso gli effetti visivi. La scala della costruzione rende ancora più sorprendente il risultato. Le fonti tecniche sulla produzione descrivono un Karnak lungo circa 100 metri, completo di interni e sistemato su un sistema di binari.

Per muoverlo vennero addirittura riutilizzate le rotaie che erano servite per le carrozze ferroviarie di Assassinio sull’Orient Express. In questo modo il battello poteva essere spostato tra il teatro di posa e una vasca esterna, consentendo alla troupe di sfruttare anche la luce naturale. E non finisce qui, perché persino l’Old Cataract Hotel di Assuan che vediamo nella storia non richiese agli attori di raggiungere il vero albergo egiziano. Gli ambienti dell’hotel furono ricostruiti a Longcross basandosi sull’aspetto della location reale. È un dettaglio particolarmente curioso considerando il legame del luogo con Agatha Christie: il celebre albergo di Assuan è storicamente associato alla scrittrice e alla nascita del romanzo.

Assassinio sul Nilo, fonte: 20th Century Studios

C’è però almeno una parte del film in cui la troupe uscì davvero dagli studi britannici. Per la sequenza ambientata in un affollato mercato delle spezie, la produzione raggiunse il Cotswold Water Park, nell’area tra Wiltshire e Gloucestershire. I Cleveland Lakes furono trasformati nel Nilo e circa 300 persone vennero coinvolte come comparse per dare vita al mercato e alla folla. La scelta portò anche a una situazione quasi paradossale. Il film doveva ricreare il caldo e il sole dell’Egitto, ma la troupe si trovò a fare i conti con il clima inglese e con forti piogge, dovendo sfruttare le brevi finestre di sole per ottenere le immagini necessarie. Sullo schermo, naturalmente, di tutto questo non rimane praticamente traccia.

Questo non significa però che l’Egitto vero sia completamente assente da Assassinio sul Nilo. Una seconda unità raggiunse il Paese per realizzare riprese e panorami destinati a essere utilizzati come elementi visivi e sfondi. Le location indicate comprendono Assuan, Luxor e Il Cairo, mentre il lavoro svolto sul posto permise alla produzione di integrare paesaggi autentici con ciò che veniva girato negli studi inglesi. Il cast principale, invece, lavorò sostanzialmente nel Regno Unito. È una differenza notevole rispetto ad Assassinio sul Nilo del 1978 con Peter Ustinov.

Assassinio sul Nilo, fonte: 20th Century Studios

Quella versione venne realmente girata per diverse settimane in Egitto, utilizzando location come Abu Simbel, Luxor, Assuan, il complesso di Giza e il vero Old Cataract Hotel. Per il film di Branagh, più di quarant'anni dopo, la produzione ha seguito quindi una strada quasi opposta. Dietro questa decisione c’era anche un problema storico. L’Egitto contemporaneo non appare più esattamente come quello degli anni Trenta in cui è ambientata la storia. Il direttore della fotografia Haris Zambarloukos ha ricordato, per esempio, che Abu Simbel venne spostato negli anni Sessanta per salvarlo dalle acque legate alla diga di Assuan e che anche l'area attorno alla Sfinge è profondamente diversa.

Ricostruire quei luoghi permetteva quindi non soltanto di controllare le riprese, ma di riportarli idealmente all’epoca raccontata da Christie. Il risultato è che una delle caratteristiche visivamente più riconoscibili di Assassinio sul Nilo nasce proprio da qualcosa che lo spettatore dovrebbe quasi non accorgersi di vedere. Il Nilo c’è, Abu Simbel c’è e l’Egitto attraversato da Poirot sembra estendersi ben oltre lo schermo, ma Kenneth Branagh e la sua squadra hanno costruito gran parte di quell’illusione nel Surrey. Per visitare davvero molte delle location di Assassinio sul Nilo del 2022, in streaming su Disney+, quindi, non bisognerebbe seguire Poirot fino in Egitto: bisognerebbe partire dall’Inghilterra.

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