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Dove è stato girato Per qualche dollaro in più? Dietro il West di Clint Eastwood si nasconde un incredibile inganno

Scopri dove è stato girato Per qualche dollaro in più di Sergio Leone: dalle location in Spagna ai luoghi reali del celebre duello finale.

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Per qualche dollaro in più ha contribuito a costruire uno degli immaginari più riconoscibili della storia del cinema: distese desertiche, piccoli villaggi polverosi, saloon e strade deserte nelle quali basta uno sguardo per capire che sta per cominciare un duello. Eppure, dietro il western di Sergio Leone, uscito nel 1965 e interpretato da Clint Eastwood, Lee Van Cleef e Gian Maria Volonté, si nasconde una curiosità che ancora oggi può sorprendere molti spettatori. Gran parte di quei paesaggi che sembrano appartenere al selvaggio West americano si trova in realtà in Europa, e alcune delle ambientazioni più famose del film possono essere visitate ancora oggi.

Il secondo capitolo della celebre Trilogia del dollaro, arrivato dopo Per un pugno di dollari e prima de Il buono, il brutto, il cattivo, racconta la storia di due cacciatori di taglie, il Monco e il colonnello Douglas Mortimer, entrambi sulle tracce di un pericoloso criminale conosciuto come l'Indio. Ma per dare vita a questa vicenda, Leone non aveva bisogno di attraversare l'oceano e raggiungere il Texas o il Nuovo Messico. Il regista scelse soprattutto la Spagna, sfruttando paesaggi capaci di ricreare perfettamente l'atmosfera della frontiera americana. Il cuore delle riprese fu il deserto di Tabernas, nella provincia di Almería, in Andalusia, una delle zone più aride d'Europa.

Le sue montagne spoglie, le distese di terra e la vegetazione rada offrivano uno scenario ideale per un western, tanto che negli anni Sessanta l'area divenne uno dei luoghi simbolo del cinema di genere europeo. Proprio qui Sergio Leone aveva già lavorato per Per un pugno di dollari, contribuendo a trasformare un territorio spagnolo in uno dei paesaggi più famosi del cinema americano immaginato dagli italiani. Ma per Per qualche dollaro in più non bastavano le ambientazioni naturali, visto che il film aveva bisogno anche di una vera città western, con una banca, un saloon, un albergo e tutti gli edifici necessari per raccontare le imprese dell'Indio e della sua banda.

Per qualche dollaro in più, fonte: PEA

Fu così che lo scenografo Carlo Simi progettò e fece costruire un intero villaggio cinematografico destinato a rappresentare El Paso, la città nella quale si trova la banca presa di mira dai criminali. Ed è proprio qui che arriva una delle curiosità più interessanti: quel villaggio non è stato completamente smantellato al termine delle riprese. Il set è diventato il nucleo di quello che oggi viene conosciuto come Oasys MiniHollywood, un parco tematico situato nel deserto di Tabernas. I visitatori possono ancora passeggiare tra le strade e le facciate che richiamano l'ambientazione del film, riconoscendo l'atmosfera di uno dei luoghi più importanti della storia raccontata da Leone.

Naturalmente, il complesso ha subito modifiche e ampliamenti nel corso dei decenni, ma conserva il legame con le sue origini cinematografiche. È un dettaglio che rende particolarmente affascinante la storia della produzione: una città costruita per fingere di trovarsi negli Stati Uniti è diventata una vera attrazione turistica nel cuore della Spagna. Un altro luogo fondamentale è Los Albaricoques, un piccolo centro abitato nel territorio di Níjar, sempre nella provincia di Almería. Nel film il paese diventa Agua Caliente, il villaggio nel quale l'Indio e i suoi uomini trovano rifugio dopo la rapina. Ed è proprio qui che Sergio Leone girò alcune delle sequenze più importanti, compresa quella destinata a rimanere nella memoria di intere generazioni di spettatori.

Il celebre duello finale tra il colonnello Mortimer e l'Indio, scandito dalla musica del carillon e dalla straordinaria colonna sonora di Ennio Morricone, fu infatti girato a Los Albaricoques. La scena si svolge in un'aia circolare che esiste ancora oggi e che rappresenta uno dei luoghi più riconoscibili per gli appassionati del film. A differenza di El Paso, in questo caso non si tratta di un villaggio costruito appositamente per il cinema, ma di un autentico paese spagnolo trasformato temporaneamente in una località del West. Ed è proprio questa caratteristica a renderlo così particolare: uno dei duelli più famosi della storia del cinema western è stato girato in un luogo reale, ancora riconoscibile a distanza di oltre sessant'anni.

Per qualche dollaro in più, fonte: PEA

Non lontano da Los Albaricoques si trova inoltre il Cortijo del Fraile, un antico complesso rurale immerso nei paesaggi del Parco naturale di Cabo de Gata-Níjar. Anche questa struttura venne utilizzata durante la lavorazione del film, diventando uno dei nascondigli della banda dell'Indio e contribuendo a dare alla vicenda quell'aspetto isolato e minaccioso che caratterizza molte sequenze. Il Cortijo del Fraile è particolarmente interessante anche per la sua storia precedente al cinema. Il luogo è infatti legato a un fatto di cronaca del 1928, conosciuto come il delitto di Níjar, che contribuì a ispirare Federico García Lorca per la tragedia Nozze di sangue. Un edificio che, dunque, racchiude un doppio legame con la cultura: prima attraverso la letteratura e poi grazie al cinema di Sergio Leone.

Le riprese, però, non si limitarono alla provincia di Almería. Per ricostruire altri ambienti del film, la produzione si spostò anche nella zona di Granada, utilizzando località come La Calahorra e Guadix. Proprio a La Calahorra si trova la stazione ferroviaria che nel film rappresenta quella dell'immaginaria Tucumcari, mentre diverse sequenze legate al passaggio dei treni furono realizzate sfruttando la rete ferroviaria e i paesaggi circostanti. Il treno, del resto, è uno degli elementi più caratteristici del cinema western, simbolo di un mondo che cambia e di una frontiera destinata a essere progressivamente trasformata. Per Leone, trovare stazioni e linee ferroviarie capaci di ricordare quelle americane significava rendere ancora più credibile un universo che, nella realtà, veniva costruito a migliaia di chilometri dai luoghi nei quali avrebbe dovuto svolgersi la storia.

Altre scene furono realizzate nella Comunità di Madrid, soprattutto nei territori di Hoyo de Manzanares e Colmenar Viejo. Queste località offrirono ulteriori ambientazioni per i villaggi e le sequenze urbane del film, permettendo alla produzione di alternare scenari diversi senza abbandonare la Spagna. Eppure, nonostante l'importanza delle location spagnole, una parte fondamentale di Per qualche dollaro in più venne realizzata anche in Italia. Sergio Leone utilizzò infatti gli studi di Cinecittà, a Roma, per diverse riprese in interni e ambientazioni ricostruite in teatro di posa. La combinazione tra esterni naturali e scenografie artificiali fu uno degli elementi che permisero al regista di costruire un mondo tanto convincente.

Per qualche dollaro in più, fonte: PEA

Le distese dell'Andalusia fornivano la dimensione spettacolare, mentre gli studi romani consentivano di controllare con maggiore precisione luci, ambienti e dettagli. Il risultato era un West cinematografico che non apparteneva davvero a un unico luogo, ma nasceva dall'unione di territori e scenografie differenti. È anche per questo che Per qualche dollaro in più rappresenta un esempio perfetto del successo degli spaghetti western, film capaci di reinventare un genere tradizionalmente americano attraverso registi, attori, tecnici e maestranze europee. Sergio Leone non cercava semplicemente di imitare Hollywood, ma costruiva una propria visione del West, fatta di silenzi, primi piani estremi, personaggi moralmente ambigui e una musica che diventava parte integrante della narrazione.

E proprio le location contribuirono in maniera decisiva a definire questa identità: i paesaggi spagnoli, con le loro distese aride e i piccoli centri isolati, offrirono al regista un ambiente nel quale ogni edificio, ogni strada e ogni montagna sembravano avere una funzione precisa all'interno dell'inquadratura. Oggi, a oltre sessant'anni dall'uscita del film, molti dei luoghi che hanno ospitato Clint Eastwood, Lee Van Cleef e Gian Maria Volonté continuano a conservare le tracce di quelle riprese. Dal villaggio western di Tabernas all'aia di Los Albaricoques, passando per le stazioni ferroviarie dell'Andalusia e gli studi di Cinecittà, il viaggio attraverso le location permette di scoprire come sia nato uno dei western più celebri di sempre. E forse è proprio questo il dettaglio più sorprendente: per raccontare il selvaggio West, Sergio Leone non ebbe bisogno dell'America. Gli bastarono la Spagna, l'Italia e uno sguardo capace di trasformare quei paesaggi in qualcosa che il cinema non avrebbe più dimenticato.

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