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Dove è stato girato Rido perché ti amo? Le location del film con Paolo Ruffini riservano una sorpresa

Dove è stato girato Rido perché ti amo? Scopriamo le location scelte per la commedia di Paolo Ruffini in onda su Rai 1 e una curiosità sulla sua ambientazione.

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Stasera Rai 1 porta in prima visione Rido perché ti amo, la commedia romantica diretta e interpretata da Paolo Ruffini. Il film sarà trasmesso domenica 30 agosto alle 21:30, ma dove è stato girato il film? Dietro la storia di Leopoldo e Amanda si nasconde una curiosità che probabilmente sfuggirà a molti spettatori: gran parte dei luoghi che vedremo sullo schermo non esiste realmente. Il cuore del film è infatti una piccola piazza dall'aspetto familiare, quasi sospesa nel tempo, attorno alla quale ruotano le vite dei protagonisti.

Ci sono la chiesa, la fontana, il bar frequentato dagli anziani, i negozi e tutti quei luoghi che contribuiscono a dare l'impressione di trovarsi in un piccolo paese italiano. Eppure quella piazza non si trova in nessun borgo da visitare. L'ambientazione di Rido perché ti amo è stata ricostruita quasi interamente all'interno dei Videa Studios di Roma, dove la produzione ha creato da zero il piccolo mondo nel quale si sviluppa buona parte della storia. Soltanto alcuni esterni sono stati invece realizzati a Sacrofano, comune alle porte della Capitale. Non si è trattato semplicemente di trovare una scenografia adatta a una storia già scritta.

La piazza ha avuto un peso molto più importante nella costruzione del film. Lo sceneggiatore Guglielmo Poggi e lo scenografo Marco Massaro hanno infatti lavorato attorno a questo spazio, pensandolo come un luogo capace di evocare i ricordi dell'infanzia e quella dimensione di quartiere nella quale tutti finiscono per conoscersi. Massaro spiegò all'epoca che la sceneggiatura stessa era stata costruita tenendo conto della struttura della piazza. L'obiettivo era recuperare nell'immaginario elementi immediatamente riconoscibili, dalla chiesa alla fontana fino al piccolo bar, creando però un luogo volutamente difficile da collocare in un'epoca precisa.

Rido perché ti amo, fonte: Pegasus

Una scelta che si lega direttamente alla storia raccontata da Paolo Ruffini. I protagonisti sono Leopoldo e Amanda, interpretati da Nicola Nocella e Barbara Venturato, due persone che si conoscono fin da bambini e che proprio durante l'infanzia si erano promesse amore eterno. Venticinque anni dopo stanno finalmente per sposarsi, ma nel frattempo le loro vite sono cambiate profondamente. Leopoldo è diventato un pasticcere di successo e ha finito per mettere il lavoro davanti a tutto. Amanda, invece, ha rinunciato alla carriera da ballerina e insegna danza. Quando dall'Opéra di Parigi arriva per lei l'occasione di lavorare come coreografa, l'equilibrio della coppia crolla e il matrimonio viene annullato.

Leopoldo dovrà allora provare a recuperare non soltanto Amanda, ma anche qualcosa del bambino che era stato. È proprio qui che la particolare ambientazione acquista un significato ulteriore. La piazza ricostruita negli studi diventa quasi il ricordo idealizzato di un luogo dell'infanzia, più che uno spazio geografico preciso. Una scelta coerente con l'impostazione da fiaba romantica voluta da Ruffini, che aveva descritto il film come una storia capace di muoversi in una realtà credibile ma allo stesso tempo volutamente fuori dall'ordinario.

C'è anche un'altra curiosità cinematografica nascosta nella scenografia. La piazza del film porta infatti il nome di Carlo Pedersoli, vero nome di Bud Spencer, uno dei numerosi richiami alla passione per il cinema disseminati da Ruffini all'interno della pellicola. Il regista interpreta inoltre Ciro, proprietario di un videonoleggio e migliore amico di Leopoldo. Nel cast compaiono anche Loretta Goggi, Greg, Daphne Scoccia, Herbert Ballerina, Giulia Provvedi ed Enzo Garinei, qui in una delle sue ultime apparizioni cinematografiche, oltre alla partecipazione di Malika Ayane.

Chi guarderà Rido perché ti amo stasera alle 21:30 su Rai 1, quindi, può fare attenzione proprio alla sua ambientazione principale. Quello che sullo schermo sembra un piccolo angolo d'Italia cresciuto attorno alla sua piazza è in gran parte frutto del lavoro degli scenografi: un paese che non esiste davvero, costruito appositamente per dare alla storia quell'atmosfera nostalgica e un po' fuori dal tempo che Paolo Ruffini cercava per il film.

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