Dove è stato girato Ritorno a Buenos Aires? Il film nasconde una sorprendente location tutta italiana
Dove è stato girato Ritorno a Buenos Aires? Il film con Adriano Giannini ricrea la capitale argentina tra Torino e Porto Alegre.
Ritorno a Buenos Aires porta già nel titolo il luogo attorno al quale ruota tutta la storia, ma c'è una curiosità che potrebbe sorprendere chi ha visto il film con Adriano Giannini: le riprese non si sono svolte nella capitale argentina. Il nuovo film di Marco Bechis, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 e arrivato nelle sale italiane il 17 settembre, è stato infatti girato tra Italia e Brasile. A trasformarsi nella Buenos Aires del 2008 sono state soprattutto Torino e Porto Alegre, scelte dalla produzione per ricreare i luoghi attraversati dal protagonista Mariano Guerra.
E proprio alcuni degli ambienti più importanti della storia nascondono una location italiana decisamente particolare. Gli alloggi del Ministero della Giustizia argentino nei quali Mariano e gli altri testimoni attendono di deporre sono stati infatti ricreati all'interno dell'Aula Bunker del carcere delle Vallette, a Torino. Un luogo reale legato a sua volta alla storia giudiziaria italiana, costruito negli anni Ottanta e utilizzato per alcuni importanti processi. Non è nemmeno la prima volta che il cinema entra in questi spazi: l'Aula Bunker era già stata utilizzata come set per altre produzioni, tra cui Il divo di Paolo Sorrentino.
Ma Torino non compare soltanto attraverso gli interni. Le riprese hanno interessato anche la zona di San Salvario, uno dei quartieri più vivaci e multiculturali della città, con le sue strade che contribuiscono così a costruire quella Buenos Aires cinematografica nella quale Mariano torna dopo oltre tre decenni trascorsi lontano dall'Argentina. Per ricreare l'altra metà dell'ambientazione sudamericana, la produzione si è invece spostata molto più lontano. La seconda grande location è Porto Alegre, capitale dello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul.
C'è però una ragione ancora più profonda per cui i luoghi hanno un peso particolare in Ritorno a Buenos Aires. Il film non vuole semplicemente ricostruire una città, ma raccontare il modo in cui il passato continua a occupare il presente di chi è sopravvissuto. Bechis conosce direttamente quella ferita, visto che il regista fu sequestrato nel 1977, durante la dittatura argentina, e rimase detenuto per mesi in un centro clandestino.
Ha però precisato che Mariano non è il suo alter ego e che quella raccontata dal film resta una storia di finzione, nata comunque da un'esperienza che conosce personalmente. È anche per questo che la Buenos Aires del film non aveva necessariamente bisogno di coincidere con quella geografica. Torino e Porto Alegre diventano pezzi della stessa città della memoria: un luogo al quale Mariano torna fisicamente, ma dal quale, in realtà, non era mai riuscito davvero ad andarsene.