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Dove è stato girato World War Z: 8 luoghi europei che puoi visitare oggi

Scopri dove è stato girato World War Z: Glasgow diventa Philadelphia, Malta si trasforma in Gerusalemme. Tutte le location europee del film con Brad Pitt.

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Quando si parla di World War Z, la mente corre immediatamente a quelle scene apocalittiche che hanno ridefinito il genere zombie nel 2013. Orde infinite di infetti che si arrampicano come formiche impazzite lungo muri altissimi, Brad Pitt che corre tra le macerie di metropoli americane, un senso di urgenza globale che ti fa dimenticare di respirare. Eppure, dietro questa pandemia cinematografica che sembrava attraversare mezzo mondo, si nasconde una verità sorprendente: quasi tutto quello che vedi è Europa.

Il film di Marc Forster, ispirato all'omonimo romanzo di Max Brooks, ha abbandonato le riflessioni geopolitiche del libro originale per concentrarsi su sequenze d'azione su larga scala, con zombie veloci che corrono alla Danny Boyle, lontani anni luce dai non morti lenti e iconici di George A. Romero. Ma dove sono state davvero girate quelle scene che sembravano portarci da Philadelphia a Gerusalemme, dalla Corea del Sud alla Nuova Scozia.

Gran parte delle riprese principali si è svolta nel cuore dell'Europa, sfruttando location ricche di storia, architettura versatile e paesaggi mozzafiato. Un tour tra Scozia, Inghilterra, Malta e costa inglese che dimostra quanto il cinema sappia trasformare la realtà, piegando geografia e identità urbana alle esigenze della narrazione.

La celebre scena d'apertura, quella che ti catapulta nel caos senza preavviso, mostra Gerry Lane bloccato nel traffico di Philadelphia insieme alla moglie e alle figlie. Un normalissimo giorno che si trasforma in incubo quando gruppi di persone iniziano ad aggredirsi brutalmente per strada, morsi che trasmettono un'infezione fulminea capace di trasformare chiunque in creature mostruose. Quel traffico paralizzato, quella fuga disperata, quella piazza dove scoppia il panico: tutto girato a Glasgow, in Scozia.

Il centro della città scozzese venne completamente trasformato con automobili americane, insegne stradali statunitensi, semafori gialli e interventi digitali sugli edifici. Cochrane Street ospitò le auto bloccate nel traffico, mentre la vera esplosione del caos si svolge in George Square, la piazza davanti al municipio di Glasgow che nel film sostituisce l'iconica City Hall di Philadelphia. Le Glasgow City Chambers, con la loro imponente facciata, diventano così il sipario involontario di una delle sequenze più intense del film.

Anche George Street compare durante la fuga a bordo del camper rubato, mentre il ponte Benjamin Franklin visibile sullo sfondo venne aggiunto completamente in digitale. Poco dopo, Lane guida il veicolo nei pressi dell'impianto petrolchimico su Wholeflats Road, vicino a Grangemouth, nell'est della Scozia: uno dei primi momenti di fuga che segna il passaggio dalla normalità all'orrore.

La zona residenziale dove la famiglia Lane si rifugia brevemente porta invece a Londra, più precisamente al Heygate Estate a Southwark, nella parte sud della capitale britannica. Questo complesso edilizio, spesso usato nel cinema per la sua atmosfera urban e decadente, è apparso anche in Harry Brown con Michael Caine e nel cult fantascientifico Attack the Block.

Ma non è finita. Molte delle grandi scenografie che sembravano appartenere a luoghi diversissimi tra loro, come il ponte di Philadelphia, i quartieri di Newark e persino la famosa piazza "Rossa" di "Mosca", sono state realizzate in studio presso il Bovingdon Airfield, un'ex base aerea della RAF in Hertfordshire, a nord-ovest di Londra. Questo aeroporto dismesso, già location per film storici come Amante di Guerra e alcune scene della saga di Harry Potter, si è trasformato in un gigantesco laboratorio di finzione, dove ricreare ambienti completamente diversi sotto lo stesso cielo inglese.

Uno dei momenti più intensi e spettacolari del film è ambientato a Gerusalemme, dove un muro difensivo tiene, almeno per un po', lontani gli infetti. Quella città fortificata, assediata da un'onda umana di corpi che si arrampicano come insetti, non è Israele: è Malta. Tutte le scene israeliane sono state girate nell'arcipelago mediterraneo, principalmente nei dintorni di La Valletta.

La produzione ha trasformato il centro storico della capitale maltese in un quartiere israeliano con cartelli in ebraico, veicoli militari e grandi masse di comparse. L'aeroporto "Atarot" da cui Gerry Lane fugge in aereo è in realtà il Malta International Airport a Luqa. Il checkpoint affollato venne ricreato a Wine Wharf, sul lato sud della penisola di Marsa, mentre le scene dei camion e dei profughi in fuga furono girate lungo Triq il-Vittmi Furjanizi tal-Gwerra, sul molo di Pinto.

Ma il vero protagonista visivo di questa parte del film è Forte Sant'Elmo, un'ex caserma britannica del 1850 che oggi ospita il Museo della Guerra Nazionale. Costruito nel 1552 dai Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni, il forte è stato per secoli una roccaforte militare strategica, testimone di assedi sanguinosi, conquiste e battaglie navali. Proprio qui vennero girate le spettacolari immagini dell'assalto al muro, quella piramide umana di infetti che si arrampica in verticale, una delle icone visive più potenti del cinema zombie contemporaneo.

Tra i punti riconoscibili figurano anche St Dominic Street, alcune strade della parte bassa di Valletta e il Waterfront. Nei fotogrammi dall'alto si intravedono la Fontana del Tritone e la St Joseph High Road nella zona di Hamrun. Luoghi visitabili ancora oggi, che offrono la possibilità di camminare letteralmente dentro il film, riconoscendo angoli e prospettive che sullo schermo sembravano appartenere a un'altra parte del mondo.

Il finale del film, quello rigirato dopo la decisione di abbandonare la sequenza russa, si svolge in un vecchio stabilimento farmaceutico della Pfizer, nell'est del Kent. Il sito, oggi noto come Discovery Park a Sandwich, venne trasformato in un laboratorio high-tech dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dove Lane cerca disperatamente una soluzione per fermare l'epidemia. Non si trattava di tradizionali studi cinematografici, ma di un vero complesso farmaceutico, ancora oggi utilizzato come parco scientifico e sede di imprese.

L'ultima scena, quella che chiude il film con un barlume di speranza nella cosiddetta "Freeport Safe Zone" in Nuova Scozia, porta invece nella spettacolare Lulworth Cove, una baia rocciosa sulla costa del Dorset, nel sud dell'Inghilterra. Questa baia a forma di ferro di cavallo, formata da milioni di anni di erosione marina, è famosa per la sua forma quasi perfetta, le acque limpide color turchese e le scogliere di calcare bianco che la circondano.

Ogni location è stata scelta non per somiglianza geografica, ma per versatilità visiva, accessibilità logistica e capacità di ospitare grandi produzioni. George Square a Glasgow offriva lo spazio e l'architettura giusta per ricreare una metropoli americana in preda al caos. Forte Sant'Elmo a Malta possedeva quella gravitas storica e militare necessaria a rendere credibile una Gerusalemme assediata. Lulworth Cove regalava quella bellezza struggente perfetta per un finale malinconico ma speranzoso.

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