Downsizing e quella scena iniziale che avrebbe cambiato il film con Matt Damon
Downsizing - Vivere alla Grande doveva avere un incipit molto diverso: ecco la scena che avrebbe cambiato completamente il film con Matt Damon.
Ci sono film che arrivano nelle sale con una forma precisa, calibrata, definitiva. E poi ci sono le versioni che non abbiamo mai visto, quelle lasciate sul pavimento della sala di montaggio, sacrificate sull'altare del ritmo narrativo o della durata commerciale. Downsizing, la satira fantascientifica di Alexander Payne del 2017 con Matt Damon, appartiene a questa seconda categoria. Il film aveva originariamente un'apertura completamente diversa, un prologo ambizioso ambientato 5000 anni nel futuro che avrebbe trasformato l'intera esperienza dello spettatore.
Minuscoli discendenti dell'umanità, sopravvissuti all'estinzione di massa, emergono da un bunker sotterraneo migliaia di anni dopo gli eventi del film. Attorno a un falò, un anziano narratore racconta ai bambini la leggenda dei giganti che un tempo dominavano il pianeta. Il racconto avrebbe dovuto seguire una struttura quasi fiabesca con un narratore: "Molto tempo fa, il mondo era governato dai giganti", iniziava il narratore, catturando l'attenzione meravigliata dei piccoli ascoltatori. "Ma i giganti erano sempre affamati, e pescarono tutti i pesci dei mari, uccisero tutti gli animali, bruciarono tutte le foreste e resero il mondo insopportabilmente caldo". Un crescendo di devastazione ambientale raccontato con la semplicità diretta delle storie attorno al fuoco, prima di introdurre il protagonista iniziando a raccontare la storia di Paul Safranek.
Questa apertura avrebbe completamente riconfigurato il modo in cui percepiamo Downsizing. Invece di seguire linearmente le vicende di Paul Safranek, l'uomo qualunque interpretato da Matt Damon che decide di sottoporsi alla procedura di miniaturizzazione per ragioni economiche, avremmo saputo fin dall'inizio che la sua storia sarebbe diventata leggenda. Avremmo guardato ogni sua scelta con la consapevolezza che l'umanità a grandezza naturale era destinata all'estinzione, e che solo i piccoli avrebbero ereditato la Terra.
Questa prospettiva avrebbe amplificato enormemente il peso del terzo atto, quando Paul si trova in Norvegia e scopre il piano di sopravvivenza ideato dagli scienziati che hanno inventato la miniaturizzazione. Nel film finale, la biosfera sotterranea progettata per permettere alle generazioni future di sopravvivere dopo la morte del pianeta rappresenta una rivelazione scioccante. Con il prologo futuristico, invece, sarebbe diventata la conferma visiva di ciò che già sapevamo.
Senza il prologo futuristico, il film funziona come una satira sociale su più livelli: critica il consumismo, esplora le divisioni di classe che si replicano anche nel mondo miniaturizzato, e alla fine si concentra sulla ricerca personale di Paul per dare un senso alla propria esistenza. Con la cornice narrativa che Payne aveva originariamente immaginato, invece, Downsizing sarebbe stato qualcosa di più vicino alla fantascienza speculativa hard, un racconto sulla sopravvivenza della specie e sulla trasmissione della memoria culturale attraverso gli eoni.
Il film, uscito nelle sale durante le festività natalizie del 2017, ha ricevuto recensioni miste e non ha ottenuto il successo commerciale sperato, nonostante un cast che includeva anche Christoph Waltz, Jason Sudeikis e Udo Kier, oltre a una memorabile interpretazione di Hong Chau nel ruolo della rifugiata vietnamita Ngoc Lan Tran. Molti critici hanno notato come il film sembrasse combattere con il proprio tono, oscillando tra commedia satirica, riflessione esistenziale e cautionary tale ambientalista.