Dragon Trainer 2, Cate Blanchett sarà nel sequel (ma il suo personaggio nasconde una tragedia annunciata)
Cate Blanchett e Gerard Butler tornano in Dragon Trainer 2 live action. Ecco perché la storia di Valka e Stoick sarà intensa ma tragicamente breve nel sequel del 2027.
Universal Pictures ha mostrato una fiducia incrollabile nel remake live action di Dragon Trainer, tanto da annunciare il sequel prima ancora che il primo film arrivasse nelle sale. Una scommessa rischiosa che si è rivelata vincente: il film diretto da Dean DeBlois ha conquistato pubblico e critica, raccogliendo un rispettabile 77% su Rotten Tomatoes e incassando oltre 636,3 milioni di dollari in tutto il mondo. La fedeltà quasi reverenziale all'originale animato ha rappresentato uno dei punti di forza della trasposizione, con Gerard Butler che è tornato a interpretare Stoick, il personaggio cui aveva già prestato la voce nelle versioni animate.
Il cast si è ulteriormente ampliato con Phil Dunster di Ted Lasso nei panni di Eret, originariamente doppiato da Kit Harington, e Ólafur Darri Ólafsson di Severance che interpreterà l'antagonista Drago Bludvist, ruolo vocale di Djimon Hounsou nell'originale. Mason Thames tornerà come Hiccup, affiancato da Nico Parker nel ruolo di Astrid e Nick Frost come Skaracchio. Un ensemble di tutto rispetto per raccontare una storia che, chi conosce la saga animata sa bene, riserva momenti di pura magia cinematografica alternati a pugni nello stomaco emotivi.
La scena della reunion tra Stoick e Valka nel film animato è entrata di diritto nell'olimpo dei momenti più emozionanti della Dreamworks. Stoick non mostra rabbia o risentimento per l'abbandono: c'è solo sollievo nel ritrovarla viva, la conferma che l'amore non si era mai spento nonostante gli anni di separazione. I due danzano insieme in una sequenza che mescola tenerezza, nostalgia e la promessa di un futuro finalmente condiviso. Ma è proprio questa bellezza a rendere ciò che segue ancora più devastante.
Il tempo concesso a questa felicità ritrovata è tragicamente breve. Durante la battaglia contro Drago Bludvist, il Bewilderbeast del villain diventa il nuovo alfa dopo aver ucciso quello pacifico che proteggeva i draghi di Valka. Drago sfrutta il potere del Bewilderbeast per controllare mentalmente Sdentato, costringendo il drago a rivoltarsi contro Hiccup. In un atto di sacrificio istintivo e totale, Stoick si frappone tra suo figlio e l'attacco di fuoco di Sdentato, morendo nell'esplosione di fiamme che avrebbe dovuto colpire il ragazzo.
Questo significa che Gerard Butler e Cate Blanchett, due attori di immenso talento e presenza scenica, condivideranno probabilmente solo una manciata di scene insieme. Il primo remake ha dimostrato una certa propensione ad ampliare il minutaggio rispetto all'originale animato, ma gli inserimenti hanno riguardato momenti aggiuntivi piuttosto che stravolgimenti della trama principale. Se Dragon Trainer 2 seguirà lo stesso approccio reverenziale, la relazione tra Stoick e Valka avrà lo spazio di brillare intensamente, ma per un tempo dolorosamente limitato.
Il primo film live action aveva sapientemente preparato il terreno: Valka viene menzionata da Skaracchio in una scena, un piccolo seme narrativo piantato per chi conosce la saga. Ora quella promessa sta per concretizzarsi, ma porta con sé la consapevolezza di ciò che verrà. È un esempio perfetto di ironia drammatica: il pubblico sa cosa attende i personaggi, e questa conoscenza trasforma ogni momento di gioia condivisa tra Stoick e Valka in qualcosa di ancora più prezioso e fragile.
Il rapporto tra Valka e Stoick nel secondo film animato funziona proprio perché non c'è tempo per risentimenti o lunghe spiegazioni. C'è solo l'essenza di un amore che ha resistito all'assenza, alla presunta morte, a scelte di vita radicalmente diverse. È una storia d'amore matura, segnata dalla vita ma non spezzata. Vederla prendere forma attraverso le interpretazioni di Blanchett e Butler aggiunge uno strato di realismo emotivo che l'animazione, per quanto magistrale, non può completamente replicare.
Valka continuerà la sua storia nel terzo film, rimanendo a Berk con Hiccup e aiutandolo nel suo percorso di crescita come leader. Ma quella presenza sarà sempre segnata dall'assenza di Stoick, dal peso di una reunion troppo breve, dalla consapevolezza di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. È una rappresentazione onesta e dolorosa di come la vita non sempre concede liete fini, anche nelle storie di draghi e vichinghi.