"È lui il miglior attore di sempre": Maryl Streep ha deciso
Ventuno candidature agli Oscar, tre statuette vinte, cinquant'anni di carriera. Eppure quando le chiedono chi ammira davvero, la risposta non cambia mai.
La domanda e la risposta che non lascia spazio a dibattiti
Ci sono domande che sembrano trabocchetti — "qual è il tuo film preferito?", "chi è il più grande attore di sempre?" — e di solito chi le riceve risponde con cautela diplomatica, distribuendo elogi a destra e a sinistra per non scontentare nessuno. Meryl Streep non funziona così. Quando le hanno chiesto chi considera il miglior attore nella storia del cinema, l'attrice americana ha risposto senza esitazione, senza il minimo tentennamento: Robert De Niro. Non Leonardo DiCaprio, non Al Pacino, non Dustin Hoffman — con tutti e tre ha lavorato, tutti e tre conosce bene. De Niro e basta. La dichiarazione più citata risale agli anni della scuola di recitazione, quando Streep vide Taxi Driver per la prima volta e disse a se stessa: "Questo è il tipo di attore che voglio essere." Non è nostalgia, non è riconoscenza — è una valutazione tecnica formulata da qualcuno che di recitazione capisce quanto chiunque altro al mondo.
Come nasce un'ammirazione che dura mezzo secolo
La storia tra la Streep e De Niro non comincia davanti a una telecamera, ma in una stanza d'ospedale — o almeno, è lì che il carattere di De Niro si rivela in modo definitivo. Alla fine degli anni Settanta, Meryl Streep era legata sentimentalmente a John Cazale, attore straordinario noto per i suoi ruoli ne Il Padrino e Il cacciatore, a cui era stata diagnosticata una leucemia. La coppia aveva bisogno di soldi per far fronte alle spese mediche, e De Niro intervenne in modo concreto: convinse il regista Michael Cimino a includere sia la Streep che Cazale nel cast de Il cacciatore, facendone una condizione non negoziabile per la propria partecipazione al film, e si offrì personalmente di coprire i costi assicurativi che la produzione non avrebbe altrimenti sostenuto per un attore gravemente malato. Cazale morì nel marzo del 1978, prima che il film uscisse nelle sale. Quella generosità, la Streep non l'ha mai dimenticata — e sarebbe sbagliato ridurla a semplice gratitudine, perché l'ammirazione artistica che nutre per De Niro esiste indipendentemente da quell'episodio e lo precede.
Il set come banco di prova, Innamorarsi come conferma
Lavorare insieme per la prima volta ne Il cacciatore aprì la strada a una collaborazione che entrambi volevano ripetere. L'occasione arrivò nel 1984 con Innamorarsi, film diretto da Ulu Grosbard che racconta una storia sentimentale delicata e volutamente sommessa, lontanissima dai registri action e violenti con cui De Niro aveva costruito la sua fama. Sul set di quel film emerse con chiarezza ciò che la Streep descrive come la qualità centrale del suo metodo: "È molto meticoloso e impegnato. Non sopporta nessun tipo di bugia e cerca sempre il ciak che gli sembra assolutamente veritiero." La parola "bugia" è rivelatrice. Non dice che De Niro cerca la perfezione tecnica, o che è bravo — dice che non tollera il falso, che ha un radar calibrato per individuare il momento in cui un'interpretazione scivola nella convenzione. Per un'attrice che ha costruito la propria carriera sulla precisione assoluta — accenti perfetti, trasformazioni fisiche documentate, scene girate in un ciak solo come la devastante sequenza di La scelta di Sophie — riconoscere quella qualità in qualcun altro significa davvero qualcosa.
De Niro visto dalla più premiata di sempre
Meryl Streep detiene il record assoluto di candidature agli Oscar: 21, con tre vittorie all'attivo — miglior attrice non protagonista per Kramer contro Kramer nel 1980, miglior attrice protagonista per La scelta di Sophie nel 1983 e per The Iron Lady nel 2012. È l'unica attrice nella storia degli Academy Awards ad essere stata nominata in cinque decenni consecutivi, dagli anni Settanta fino ai Duemilaventi. Quando una persona con questo curriculum indica senza esitazione il più grande di sempre, vale la pena ascoltare. De Niro, dal canto suo, ha ricevuto nel 2025 la Palma d'oro onoraria al Festival di Cannes, coronamento simbolico di una carriera che ha attraversato Travis Bickle, Jake LaMotta, Vito Corleone giovane, Jimmy Conway e decine di altri personaggi diventati parte permanente dell'immaginario cinematografico mondiale. Due vite parallele, due carriere costruite sulla stessa ossessione per la verità. Forse è proprio per questo che, quando Streep cerca un punto di riferimento assoluto, trova sempre lo stesso nome.
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