È morta Brigitte Bardot, la diva che aveva lasciato il cinema per salvare gli animali
Addio a BB, la diva francese si è spenta all'età di 91 anni, simbolo di bellezza indiscussa, fu anche figura controversa.
Brigitte Bardot, icona assoluta del cinema francese e simbolo di un'epoca irripetibile, è morta all'età di 91 anni. L'annuncio è arrivato dalla Fondation Brigitte Bardot, l'associazione che da decenni porta avanti le sue battaglie per la difesa degli animali e che rappresenta l'eredità più profonda di una donna che ha scelto di voltare le spalle alla fama per dedicarsi a una causa più grande.
Nata il 28 settembre 1934 a Parigi, BB conquistò il mondo con la sua bellezza controversa e una sensualità che sfidava i tabù dell'epoca. Il film che la consacrò fu Et Dieu... créa la femme (Piace a troppi) del 1956, diretto da Roger Vadim, che la trasformò in un sex symbol globale e in un'icona di rivoluzione sessuale. La sua carriera fulminante attraversò i decenni d'oro del cinema europeo con pellicole memorabili come La Vérité del 1960, Le Mépris di Jean-Luc Godard del 1963 e Viva Maria! del 1965.Ma nel 1973, al culmine del successo e quando Hollywood continuava a corteggiarla, Brigitte Bardot compì una scelta che stupì il mondo: abbandonò definitivamente il cinema per dedicarsi completamente alla causa animalista. Non fu un capriccio passeggero di una diva, ma l'inizio di una battaglia che avrebbe segnato la seconda metà della sua vita con la stessa intensità con cui aveva dominato il grande schermo.
Fondò la Fondation Brigitte Bardot, che divenne negli anni un punto di riferimento internazionale per la protezione degli animali. Il suo impegno non si limitò a dichiarazioni pubbliche o apparizioni simboliche: la sua fondazione influì su importanti cambiamenti legislativi, contribuendo in modo determinante all'introduzione del divieto dell'importazione di pelli di foca prima in Francia e successivamente nell'intera Unione Europea. Le sue battaglie toccarono numerosi fronti, dalla vivisezione alla caccia, dagli allevamenti intensivi alla protezione della fauna selvatica.L'eredità di Brigitte Bardot rimane però profondamente controversa. Con il passare degli anni, alcune sue dichiarazioni pubbliche suscitarono accese polemiche, venendo giudicate da molti come offensive o discriminatorie. Queste posizioni le valsero diverse condanne giudiziarie, inclusa una nel 2019 quando definì gli abitanti della Reunion "autoctoni che hanno ancora i loro geni selvaggi", in riferimento al trattamento riservato agli animali sull'isola. Anche alcune affermazioni su cacciatori e tradizioni culturali le costarono sanzioni pecuniarie inflitte da tribunali francesi.
Nonostante le polemiche, Brigitte Bardot rimase sempre fedele al suo attivismo, senza mai fare marcia indietro sulle sue convinzioni. La sua personalità complessa incarnava tutte le contraddizioni di una donna che fu insieme simbolo di libertà e figura divisiva, icona fragile e combattente tenace, diva adorata e personalità controversa.
Con la sua scomparsa si chiude un capitolo irripetibile nella storia del cinema e della cultura popolare del Novecento. Ma l'impegno che caratterizzò gli ultimi cinquant'anni della sua vita continuerà attraverso la Fondazione che porta il suo nome, a testimonianza che per Brigitte Bardot la vera grandezza non stava nei riflettori, ma nella capacità di usare la propria voce per chi non ne ha una.