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È morto Tinto Brass: addio al maestro del cinema erotico italiano

A 93 anni è scomparso Tinto Brass, regista visionario e anticonformista. Da La chiave a Miranda, la storia di un maestro dell'eros che ha fatto la storia del costume.

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È morto all'età di 93 anni Tinto Brass, il celebre e inconfondibile maestro del cinema erotico italiano. Malato da tempo, il regista si è spento lasciando un vuoto incolmabile nel panorama culturale e cinematografico nazionale. A dare la notizia della scomparsa sono stati la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice, comunicando che le esequie si terranno in forma strettamente privata.

Nato a Milano nel 1933 ma profondamente legato alla sua Venezia, Giovanni Brass – ribattezzato "Tinto" dal nonno pittore Italico Brass in omaggio al Tintoretto – ha segnato la storia dello spettacolo con un percorso artistico radicale, anticonformista e profondamente libero. Dopo la laurea in giurisprudenza e le prime esperienze formative alla Cinémathèque Française di Parigi, a contatto con i fermenti della Nouvelle Vague, Brass aveva esordito dietro la macchina presa negli anni Sessanta con opere di forte spessore politico e sociale come Chi lavora è perduto.

Negli anni successivi, tuttavia, la sua poetica ha virato in modo deciso verso la provocazione sessuale, scontrandosi ripetutamente con la censura e la magistratura. Dalla Londra pop di Col cuore in gola al visionario L'urlo, fino al kolossal internazionale Caligola, il percorso artistico di Brass è stato un continuo smontaggio delle convenzioni borghesi. La consacrazione definitiva come indiscusso maestro dell'eros arriva negli anni Ottanta e Novanta.

Pellicole cult come La chiave (1983), con una straordinaria Stefania Sandrelli, e il lancio di icone indimenticabili del grande schermo – da Serena Grandi in Miranda a Francesca Dellera, da Debora Caprioglio a Claudia Koll e Anna Ammirati – hanno ridefinito i confini del desiderio sul grande schermo. Brass ha sdoganato il corpo e la sensualità come elementi naturali e quotidiani dell'esistenza umana, guadagnandosi il plauso della critica internazionale e importanti riconoscimenti, tra cui la retrospettiva alla Cinémathèque Française e il prestigioso Premio Pietro Bianchi ricevuto alla Mostra del Cinema di Venezia.

Con la sua scomparsa se ne va un autore unico, un provocatore colto e uno sperimentatore che ha osato guardare oltre le regole dello sguardo, lasciando un'impronta indelebile nella storia del costume e dello spettacolo italiano.

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