FILM

"È positivo" Tom Cruise si schiera a favore di Paramount nella fusione con Warner Bros.

Tom Cruise difende la fusione Paramount-Warner da 111 miliardi promettendo 30 film all'anno in sala. La battaglia legale che divide Hollywood sul futuro del cinema.

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Tom Cruise non è tipo da mezze misure. E quando si tratta del futuro di Hollywood, l'attore più iconico del cinema d'azione contemporaneo non ha paura di schierarsi apertamente, nemmeno di fronte a una delle operazioni più controverse e mastodontiche della storia del cinema: la fusione da 111 miliardi di dollari tra Paramount e Warner Bros.

In un'intervista al Pat McAfee Show, Cruise ha difeso con convinzione il piano di David Ellison, il CEO di Skydance Media che sta orchestrando questa mega-operazione. Il punto centrale della discussione è la promessa di produrre e distribuire 30 film all'anno nelle sale cinematografiche, con una finestra garantita di 45 giorni prima dell'approdo sulle piattaforme streaming.

"Penso sia fantastico. Ecco il punto: loro consegneranno 30 film. Per me questo non è un'industria, è una comunità. Le persone in questi studi non sono solo dipendenti. Sono la mia famiglia. So che otterremo quei 30 film. Voglio che tutti noi ci uniamo come comunità per aiutare a realizzare quei 30 film. Non sarà solo la Paramount a farlo. Ogni artista dovrà dare una mano per riuscirci". - Tom Cruise

Il legame tra Cruise ed Ellison non è certo una novità. Skydance Media ha co-prodotto il franchise Mission: Impossible e il fenomenale Top Gun: Maverick, che ha incassato oltre 1,4 miliardi di dollari nel 2022, diventando il film di maggior incasso della carriera di Cruise. Inoltre, l'attore ha un accordo di first-look con Warner Bros., il che lo rende perfettamente posizionato per cavalcare questa fusione come pochi altri nel settore.

Loghi Warner Bros e Paramount

Ma dietro l'entusiasmo di Cruise si nasconde una battaglia legale e politica che potrebbe far deragliare l'intero progetto. La fusione è attualmente bloccata da una causa antitrust intentata da 12 stati americani, guidati dal procuratore generale della California Rob Bonta. Le accuse sono pesanti: il deal da 111 miliardi creerebbe un monopolio che danneggerebbe la concorrenza nel mercato cinematografico e nella televisione via cavo.

Da una parte, Ellison e il team Paramount-Skydance possono contare sul sostegno delle tre maggiori catene di cinema americane: AMC, Regal e Cinemark. Dall'altra, oltre 5.600 professionisti di Hollywood hanno firmato una lettera aperta organizzata dalla coalizione BlockTheMerger per opporsi all'operazione. Anche la Writers Guild of America ha presentato una causa antitrust per bloccare l'accordo.

Cruise, tuttavia, non sembra minimamente preoccupato. Anzi, nell'intervista ha raddoppiato la posta, sostenendo che 30 film potrebbero diventare 40 se la comunità cinematografica si unisce attorno a questo obiettivo. "Non basta che io possa fare Days of Thunder 2", ha detto riferendosi al sequel del cult del 1990 previsto per il 2028 con Anne Hathaway. "Vedo così tante persone di talento e voglio che abbiano l'opportunità di fare i film che desiderano".

Giorni di tuono 2, fonte: Paramount Pictures

L'attore ha anche evidenziato il successo del box office dell'estate 2026, citando film come Obsession, Spider-Man: Brand New Day e The Devil Wears Prada 2 come esempi di come il pubblico stia tornando nelle sale. Per Cruise, la chiave è semplice: più film si producono, più il pubblico si abitua a tornare al cinema, più l'industria cresce.

"Ricordo gli anni '80, '90 e 2000, quando cinque film uscivano nello stesso weekend e la gente andava comunque al cinema. Vedi come il pubblico si sta godendo quell'esperienza, ma dobbiamo realizzare i film. E dobbiamo farlo come una comunità. Dobbiamo aiutarci a vicenda". - Tom Cruise

Cruise ha ripetuto più volte durante l'intervista che "fare film non è competitivo" e che "più film facciamo, meglio sarà" per un'industria che sta ancora cercando di riprendersi dai colpi inferti dalla pandemia e dall'ascesa dello streaming. La sua visione è chiara: Hollywood deve tornare a essere una comunità che produce abbondanza, non un'industria che gestisce scarsità.

Ora, con la fusione Paramount-Warner Bros. in bilico tra ambizioni titaniche e ostacoli legali, Tom Cruise si erge come il volto pubblico e il difensore più famoso di questa operazione. La sua voce pesa, nel bene e nel male. E quando la star più grande del mondo dice che questa fusione funzionerà, Hollywood si ferma ad ascoltare.

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