Eccezzziunale... veramente, 3 grandi attori italiani rifiutarono di entrare nel cast. Il retroscena del film cult con Abatantuono
È una delle commedie più amate sul mondo del calcio e del tifo. Ma pochi sanno che "Eccezzziunale... veramente" nacque come un progetto completamente diverso, destinato a coinvolgere alcuni dei più grandi comici italiani dell'epoca.
C'è il calcio, c'è il tifo ma c'è soprattutto lo status di culto che Eccezzziunale... veramente, diretto da Carlo Vanzina è riuscito a raggiungere. La pellicola uscita nelle sale nel 1982, il film riuscì a fotografare con ironia e un pò "a sfottò" un fenomeno che stava diventando sempre più centrale nella cultura popolare italiana: la passione viscerale e assoluta per questo sport.
La curiosità più interessante riguarda proprio la fase di sviluppo dell'opera. Oggi è impossibile immaginare Eccezzziunale... veramente senza Diego Abatantuono, ma in origine il progetto prevedeva una struttura completamente differente. L'idea iniziale era quella di realizzare una pellicola a episodi affidando ciascuna storia a uno dei più grandi comici italiani del momento.
Tra i nomi coinvolti figuravano Carlo Verdone, Massimo Troisi e Roberto Benigni, tre artisti che all'inizio degli anni Ottanta stavano rivoluzionando la comicità nazionale con linguaggi e sensibilità differenti. Ma il piano non andò in porto. Per ragioni diverse, i tre attori decisero di non prendere parte al progetto. A quel punto gli sceneggiatori ripensarono completamente la struttura del film, trasformandolo in una sorta di one-man show costruito attorno al talento di Diego Abatantuono.
Tre modi diversi di vivere il calcio, tre mondi separati che finiscono per raccontare l'Italia dell'epoca attraverso il filtro della comicità. E neanche a dirlo, il successo del film consacrò definitivamente Abatantuono come uno dei volti più popolari del cinema italiano degli anni Ottanta. Le vicende dei tre protagonisti si sviluppano parallelamente e hanno tutte un elemento in comune: la totale dedizione alla propria squadra del cuore.
Donato vive il tifo come una missione personale e trascorre le sue giornate tra trasferte, rivalità cittadine e scontri con gli ultras avversari. Franco, invece, si ritrova coinvolto in una serie di disavventure dopo aver creduto di aver centrato una vincita milionaria al Totocalcio. Tirzan, infine, affronta un viaggio pieno di imprevisti pur di seguire la Juventus nelle competizioni europee.
Il dettaglio divertente? È che tutti loro erano notoriamente tifosi del Milan. Anche lo stesso Abatantuono, pur interpretando un interista in una delle storie, è sempre stato legato ai colori rossoneri. Il risultato è una sorta di gioco delle parti che aggiunge un ulteriore livello di ironia alla pellicola. Un'altra curiosità riguarda Renato D'Amore, interprete di Sandrino "il Mazzulatore", storico rivale di Donato. Nel film impersona un ultras interista duro e temuto, ma nella realtà l'attore era un appassionato tifoso della Roma. Ancora una volta il cinema riuscì a superare le appartenenze calcistiche reali, mettendo gli interpreti al servizio della storia.
Rivedere questo film oggi significa immergersi in un'Italia molto diversa da quella contemporanea: quella delle schedine del Totocalcio, delle radiocronache seguite in automobile, delle trasferte vissute come avventure e delle rivalità calcistiche che scandivano le settimane di milioni di tifosi. E pensare che tutto sarebbe potuto andare diversamente.